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Pubblicità “senza pubblicità” di radio LifeGate non spiace a Upa

Scritto da Roberto Bonzio

MILANO (Reuters) - La pubblicità? La fa lo sponsor-inserzionista… eliminando la pubblicità.

La formula, lanciata da LifeGate (www.lifegate.it), progetto che tra radio e Internet propone uno stile di vita ecologico ed equo-solidale, potrebbe forse aprire una nuova nicchia alla promozione commerciale meno intrusiva, non solo alla radio. E suscita interesse, senza bocciature preconcette, da parte dell’Upa, l’associazione degli utenti pubblicitari.

“La non pubblicità non implica assenza di ricavi pubblicitari ma un nuovo modo di comunicare”, dice Marco Roveda, fondatore di LifeGate, che l’altro ieri ha presentato a Milano la partnership lanciata con Libero, portale di Wind, grazie alla quale è tornato gratuito l’ascolto online di LifeGate radio (www.libero.it/lifegateradio.).

L’emittente, che alterna a musica selezionata ad annunci di carattere culturale ed etico, non ha rinunciato alle promozioni commerciali ma le ha trasformate in “non pubblicità”, spazi in cui si ricorda che la trasmissione senza interruzioni viene proposta “grazie al sostegno di…”, citando così uno sponsor.

Una formula che potrebbe approdare dalla radio a Internet e forse in futuro ad altri media. E che Libero dice di condividere, annunciando nel frattempo l’imminente eliminazione di prodotti pubblicitari invasivi come i pop up dai propri siti.

SPONSOR MECENATI ANCHE NELLARTE

“Certo non potrà sostituire sponsorizzazioni fitte come quelle delle reti Mediaset. Ma potrebbe trovare già qualche spazio in Rai”, dice a Reuters Roveda, che delinea anche la figura di “sponsor mecenati” anche nel mondo dell’arte, con aziende che magari “sostengono un artista per tenerlo lontano dalla mercificazione”.

Roveda, già imprenditore pioniere dell’agricoltura biologica col marchio Fattoria Scaldasole, nell’ambizioso progetto LifeGate ha investito parte dei proventi ricavati dalla vendita dell’azienda alimentare a Plasmon (1998). Ed è convinto che la “non pubblicità” potrebbe essere una formula vincente “per aziende che fanno solo quello che a loro conviene” proprio perchè ritiene vi sia un mercato e dei consumatori che chiedono e premiano i comportamenti etici. Un’ipotesi giudicata interessante dall’Upa, l’associazione degli utenti pubblicitari che raccoglie i maggiori inserzionisti italiani.

“La pubblicità non deve avere delle formule fisse. Ferma restando la possibilità per le aziende di scegliere se accedervi o meno, se incontra le richieste del mercato questa formula potrebbe funzionare”, dice a Reuters Felice Lioy, direttore generale dell’Upa. Rilevando che la sponsorizzazione a programmi senza interruzioni potrebbe essere valida ed alleggerire i programmi rispetto alla pubblicità più intrusiva. Anche se per Lioy, non si può mai definire tale quella che non supera i limiti previsti per legge in Italia e in Europa, nè quelli del buon senso.

POSSIBILI NUOVI SPAZI PER MESSAGGI ESSENZIALI

“C’è bisogno di pubblicità, specie per le aziende piccole e medie che non possono accedere a spazi tv costosissimi e li trovano in canali tv e radio locali… se qualche emittente ha formule nuove ed il mercato aderisce, non vedo alcuna controindicazione. Potrebbero esservi aziende attirate proprio l’essenzialità del messaggio”, dice ancora Lioy, ricordando però che specie la pubblicità radiofonica, quando è ben fatta, risulta non solo accettata ma addirittura gradita dal pubblico.

Dagli ultimi dati Nielsen Media Research, novembre 2003 ha confermato un trend di crescita degli investimenti pubblicitari in Italia iniziato prima dell’estate (+9,8% rispetto a novembre 2002) portando il valore cumulato a 6.917 milioni di euro.

Con 70.000 soci e oltre 350.000 visitatori al mese al proprio sito, LifeGate con un centinaio di collaboratori ha esteso le proprie attività da Internet ad una rivista, dall’assicurazione etica a servizi e prodotti equo-solidali. Ed ha suscitato interesse al recente Cop9, summit mondiale sull’ambiente di Milano, col progetto Impatto-Zero per una certificazione di prodotti a basso costo ambientale.

Libero, portale di Wind è leader del mercato italiano di Internet con 7,4 milioni di utenti unici e un reach pari al 52% (dati Nielsen NetRatings, novembre 2003).

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