Viaggi, hotel Usa vogliono rompere dipendenza da siti web turismo
LOS ANGELES (Reuters) - Gli operatori degli alberghi Usa intendono liberarsi dalla dipendenza da siti web turistici come Expedia e Travelocity, cresciuta negli ultimi tre anni in cui il settore dei viaggi ha subito una stagnazione. E’ quanto hanno affermato questa settimana alcuni dirigenti del settore.Nella previsione che la rincorsa a Internet aumenti, le società alberghiere stanno cercando modi per limitare l’attrattiva di questi siti intermediari, cercando di migliorare le proprie offerte dirette.
“Abbiamo creato noi questo mostro”, dice il presidente e amministratore delegato di Best Western Thomas Higgins nel corso di una riunione dell’American Lodging Investment Summit, conferenza di settore a Los Angeles. “Ci deve essere spazio per entrambi”.
Quasi ogni catena di alberghi ora garantisce i prezzi migliori attraverso il proprio sito. Ed hanno anche smesso di offrire sconti speciali per stanze prenotate attraverso siti web indipendenti.
Nel corso di tre anni di una crisi che molte aziende pensano ora sia giunta al termine, InterActiveCorp’s hotels.com ed i suoi concorrenti hanno offerto un flusso vitale di clienti agli alberghi alla ricerca disperata di riempire le proprie stanze.
I navigatori di Internet hanno dimostrato di avere un grosso appetito di affari con gli hotel, permettendo alle società di riempire camere all’ultimo minuto, offrendo prezzi stracciati.
Ma gli hotel devono anche consentire ai siti web di incassare commissioni e controllare alcune stanze, condizioni alle quali, con la ripresa degli affari, molti albergatori dimostrano di non voler più sottostare.
Il presidente e amministratore delegato di Wyndham International Inc. Fred Kleisner dice che gli hotel sono diventati troppo dipendenti dall’uso del web per sostenere il business e che solo ora cominciano ad avere problemi con questo sistema.
“Penso che l’intera industria alberghiera dalla metà dello scorso anno abbia affrontato una sorta di programma intenso di disintossicazione”, ha detto Kleisner.
PricewaterhouseCoopers ha stimato che lo scorso anno il web abbia generato un extra di 715 milioni di dollari per l’industria alberghiera. Ma la crescente concorrenza nei prezzi stimolata dal Web è costata agli albergatori 2 miliardi di dollari di potenziali incassi mancati, il che significa che il web nel complesso è costato agli albergatori circa 1,3 miliardi di dollari.
Un deficit che secondo l’analista di Pwc Bjorn Hanson, per gli hotel sta crescendo.
“Non c’è dubbio che stiamo perdendo la battaglia”, dice il presidente e direttore operativo di Starwood Hotels and Resorts Robert Cotter, puntando il dito contro accordi che danno a negoziatori del web dal 18 al 30% di introiti per una stanza affittata a metà settimana.
Cotter prevede che tra 3-5 anni il 75% degli alberghi sarà online e che i clienti possano essere attirati con programmi di fidelizzazione ed una gestione migliore delle aziende.
Secondo Pwc, solo il 10% delle stanze lo scorso anno è stata prenotato online.




Ancora nessun commento.