Le difficoltà del retail non rallentano la corsa di Cdc
Le sole negatività reperibili nella relazione preliminare relativa all’andamento della Spa nel corso del 2003 riguardano proprio Computer Discount e le vendite verso l’elettronica di consumo. Il sonno dei pisani, tuttavia, timane tranquilloIn attesa della definitiva approvazione dei dati di fatturato, indebitamento e redditività da parte del Consiglio di amministrazione del 27 febbraio prossimo, Cdc Spa può accogliere con una certa soddisfazione i risultati preliminari riferiti all’esercizio 2003. Non a caso il presidente Giuseppe Diomelli ha voluto parlare della propria azienda come di una realtà confermatasi in grado “di competere sul mercato in maniera profittevole”, grazie pure a un modello commerciale evidentemente in linea con i desiderata dello scenario attuale.
Nella sua più recente comunicazione finanziaria la società di Fornacette (Pisa) ha parlato soprattutto di vendite. Specificando che non tutti i settori di attività hanno saputo o potuto cogliere risultati con il segno “più” e tuttavia sottolineando la generalizzata tendenza al rialzo - in un mercato ancor difficile - della quasi totalità delle linee trattate.
Complessivamente il fatturato societario consolidato ha raggiunto nel 2003 il valore di 593 milioni di euro. L’impennata rispetto alle precedenti valutazioni annuali è del 21,5%. Ciò su cui tuttavia le fonti mettono l’accento è il superamento delle previsioni formulate solo la scorsa estate. In agosto il marchio toscano aveva infatti messo in preventivo entrate per “soli” 557 milioni, mentre in tempi più vicini aveva celebrato un record nella produzione e consegna di personal computer.
Buona la prestazione delle divisioni distributive. Commercio elettronico B2B e cash & carry fanno infatti fluire nelle casse di Diomelli & co. 266 milioni di euro contro i poco più di 244 di dodici mesi fa (+9%).
In calo, non proprio impercettibile, le vendite di area retail. Le responsabilità della perdita di circa 2 milioni e 600 mila euro nel 2003 da parte di tale segmento, comprendente i centri Computer Discount e il canale dedicato all’elettronica di consumo, sono però attribuite soprattutto al (perdurante) momento di debolezza del settore e considerate dunque fisiologiche.
Progressi di notevole entità, infine, per quel che riguarda le vendite dirette alla pubblica amministrazione, ai grandi clienti e alla Gdo. In questo caso il totale degli introiti è salito sino a quota 88 milioni e 800 mila euro, con un incremento da 780 punti percentuali rispetto a un anno fa.
Pa, corporate e distribuzione organizzata contribuiscono oggi al fatturato di Cdc per il 15%. Una situazione premiante per la strategia adottata dal noto distributore/vendor, che aveva posto la conquista di una posizione di rilievo nei predetti settori fra i principali propri oggetti del desiderio.
Al contrario, il decremento (per fisiologico che sia) del retail potrebbe far sorgere qualche interrogativo. Ad una serie di punti vendita Computer Discount, nel recente passato, è stata proposta/imposta la riconversione al servizio competente della piccola e media impresa o dei professionisti, a dispetto della tradizionale specializzazione consumer. Chiaro che proprio dalle Pmi (potenziali) clienti del franchising la casa toscana si attendesse risultati succulenti, che forse stanno tardando un po’ ad arrivare.




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