Microsoft in Europa rischia grosso
Una sanzione che potrebbe essere pari a tre miliardi di euro: in attesa della sentenza antitrust, le indiscrezioni di Bruxelles annunciano tempi duri per Bill GatesÈ in dirittura d’arrivo l’indagine avviata dall’antitrust dell’Unione europea (Ue) nei confronti di Microsoft. Secondo indiscrezioni circolate nelle ultime ore a Bruxelles, sul colosso statunitense sta per abbattersi una condanna per abuso di posizione dominante, che dovrebbe portare a una multa plurimilionaria.
Una bozza di decisione finale sul caso Microsoft sarebbe già all’esame dei membri della commissione Ue, ma Amelia Torres, portavoce del commissario europeo alla Concorrenza Mario Monti, non ha confermato l’esistenza del documento. Torres ha però dichiarato che «la Commissione sta arrivando a una decisione finale», ricordando che «l’ultima fase dell’indagine è stata l’audizione che ha avuto luogo lo scorso novembre».
Secondo le voci di queste ultime ore, inoltre, la sentenza dovrebbe arrivare il prossimo aprile e comminare a Microsoft una multa tra i 100 e i 500 milioni di euro. In base alla legge, però, si potrebbe arrivare anche al 10 per cento del fatturato del colosso statunitense, vale a dire oltre 3 miliardi di euro.
La decisione attesa per la prossima primavera metterà fine a una lunga vicenda. L’avvio delle indagini su Microsoft, infatti, risale all’agosto del 2000, quando presentò una denuncia uno dei più agguerriti avversari di Bill Gates, il presidente di Sun Microsystems Scott McNealy.
La Commissione europea ritiene che Microsoft abbia sfruttato il dominio nel campo dei sistemi operativi per Pc detenuto con Windows per imporsi ai danni della concorrenza anche in altri segmenti del mercato software, in particolare in quello dei server e in quello dei software multimediali.
Per quanto riguarda il primo caso, Bruxelles sostiene che il sistema operativo Microsoft assicura una maggiore interoperabilità tra Pc e server Windows piuttosto che tra Pc e server basati sui prodotti della concorrenza. Pertanto, l’antitrust Ue chiede all’azienda statunitense di rivelare i propri codici in modo che anche i prodotti della concorrenza possano essere interfacciati adeguatamente con Windows.
Nel secondo caso, invece, è sotto accusa il bundle tra Windows e il lettore multimediale Media Player, che costituisce un freno alle applicazioni dei concorrenti. Secondo Bruxelles, una soluzione adeguata è la distribuzione di una versione di Windows senza Media Player oppure di versioni che contengano anche i software della concorrenza, come Realplayer o Quicktime.
A tre anni e mezzo dall’avvio delle indagini, Microsoft è rimasta sorda alle indicazioni dell’antitrust. Neanche l’ultimatum lanciato da Monti lo scorso agosto e la successiva audizione di novembre sono serviti a raggiungere un compromesso. Le indiscrezioni di queste ore, quindi, sembrano confermare che l’unica soluzione possibile è una dura condanna.
Ma secondo gli osservatori la partita è ancora aperta: innanzi tutto, la bozza di Monti dovrà essere approvata dalla maggioranza dei commissari Ue; inoltre, Bill Gates potrebbe fare concessioni in extremis che gli permetteranno di evitare il peggio, tattica già attuata nel caso antitrust che ha visto protagonista Microsoft negli Stati Uniti.




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