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Comandano ancora entertainment e Sms

Scritto da Gianni Rusconi

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I servizi a valore aggiunto per i cellulari valgono meno di 500 milioni di euro in Italia. E vengono comprati soprattutto quelli di entertainment. Tutte le promesse degli Mms
Li chiamano servizi mobili a valore aggiunto - Mobile Vas - e in molti sul mercato ci contano parecchio. Sono quei servizi per i cellulari, che vanno oltre la telefonata. In molti ci contano, ma quanto valgono?

Un mercato milionario
Verso la fine dello scorso anno, L’Osservatorio permanente sui servizi a valore aggiunto per i cellulari ha stimato in circa 408 milioni di euro questo mercato in Italia nel 2003: valore in crescita del 60% rispetto al 2002. Questi 408 milioni rappresentano quindi la cifra spesa dai consumatori per fruire dal proprio telefonino servizi innovativi proposti da gestori mobili, dialer, wireless application e content service provider vari.

Oltre il cellulare
» Suonerie: quanto valgono?
Prendendo in esame le diverse tecnologie di distribuzione del servizio, si scopre che gli Sms coprono ancora il 64% dell’intero valore con circa 250 milioni di euro di fatturato, gli Mms e i giochi Java (circa 450 titoli analizzati) si ritagliano rispettivamente il 2% e il 3%, mentre decisamente più consistente è la domanda di servizi di browsing (pari al 20% e generata da oltre mille servizi) e di download di suonerie e wall-paper (pari al 13%).
Rimane ancora parziale, a detta dello studio, la propensione degli utenti ad abbonarsi a servizi premium e video (circa 50 in totale), causa la mancanza di un compromesso ideale fra reale valore del servizio e costo per l´utente, mentre è assai chiaro come fra le tipologie di servizio maggiormente utilizzate la voce infotainment sia quella più gettonata, assorbendo il 34% del traffico dati, seguita da loghi e suonerie (pari al 27%), dai servizi di comunicazione e community (pari al 17%) e dai giochi (pari al 15%).

Cellulari del mese Sms battono Mms 1120 a 101
Prendendo in esame il numero di servizi attualmente offerti, la sfida fra “short” e “multimedia messages” è senza storia: 1.120 contro 101, anche se questi ultimi, serviti dai soli quattro gestori mobili, sono praticamente quadruplicati in soli dodici mesi. I primi, invece, vedono in gara circa 150 provider (erano 339 un anno fa) fra specialisti in fatto di servizi mobili, operatori telefonici e portali Internet.
Partita patta, invece, per quanto riguarda le categorie di contenute preferite: ribadito il fatto che l’infotaiment spopola sia fra i fedelissimi degli Sms che fra quelli degli Mms (è la voce preferita nel 64% e 75% dei casi) lo sport è lo svago più ambito (17 e 18%) davanti a oroscopo (7 e 13%) e news (7 e 12%).
La musica è invece una prerogativa dei messaggi multimediali (copre il 7% del traffico contro il 3% generato dagli Sms) così come la finanza è più gradita tramite semplice messaggio (nel 4% dei casi contro il 2% via Mms). Curiosa, e forse per qualcuno scoperta imbarazzante, la classifica dei servizi più cari. Per i messaggi di testo gli Sms animati, che possono costare da 1 fino a 2,5 euro, superano loghi, suonerie, chat, giochi e info su borsa e finanza, che richiedono al massimo 2 euro partendo da una base minima compresa fra 30 centesimi e 1 euro. In campo Mms, invece, la differenza è fatta dagli operatori: Tim è la più cara con un tetto massimo di 2 euro ma anche la più economica in quanto scende (come Wind) fino a 40 centesimi, mentre gli altri due gestori sono nell’ordine dell’euro a messaggio.

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