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Il wireless in casa

Scritto da Simone Zanardi

Spesso le esigenze di connettività domestica sono semplici: condividere un accesso Internet a banda larga tra un numero ridotto di Pc, accedere a un’unica stampante da ogni postazione, condividere file di piccole dimensioni e, per gli utenti più avanzati, distribuire contenuti multimediali da un server centrale.

La tecnologia wireless si sposa alla perfezione con queste applicazioni, portando in dote un valore aggiunto eccezionale: la mobilità. Inoltre, non richiede troppo tempo e denaro per l’installazione e la configurazione del sistema, evita l’annoso problema dei cablaggi di rete ed è la medesima utilizzata dai servizi di Hot Spot disponibili anche in Italia.

Il problema principale può paradossalmente risultare la quantità di prodotti wireless disponibili sul mercato e la conseguente difficoltà nell’operare delle scelte oculate. La ricompensa però può essere superiore alle aspettative: il wireless mostra il vero significato della parola portabilità, con i vantaggi e le comodità che ne derivano.

Al di là del fatto di essere relativamente facile da configurare, le reti wireless evitano di dover posare cavi tra le stanze di casa (una procedura spesso costosa e logisticamente complicata), estendono la copertura della rete a zone domestiche spesso sottovalutate, come la cucina, la lavanderia o il cortile, e permettono la connessione tra personal computer e dispositivi di elettronica di consumo e di intrattenimento. Molti nuovi prodotti consentono di connettere senza fili il sistema stereo e le console da gioco al Pc o a Internet, in modo da poter distribuire contenuti multimediali dal computer all’impianto audio/video. La diffusione delle reti wireless domestiche è una evoluzione naturale dell’home networking in generale: l’installazione di reti nelle case dell’utenza privata è in continua crescita, con una forte percentuale di sistemi wireless, anche perché le realtà domestiche dove convivono due o più personal computer sono in costante aumento.

Mentre la tecnologia Ethernet è sulla breccia da ormai 30 anni, le reti wireless rimangono tutt’oggi una novità nel panorama del networking: il primo standard senza fili adottato su larga scala è in effetti l‘802.11b, che è stato approvato dall’Institute of Electrical and Electroincs Engineers solo quattro anni fa, nel 1999. A quell’epoca i dispositivi hardware per le connessioni wireless erano molto costosi e solo per le grandi aziende con budget adeguato ed esigenze impellenti poteva dirsi giustificato il passaggio alle wireless Lan. Un Access Point, o base station, che agisce da ponte tra le sezioni cablate e senza fili della Rete, costava quasi 1.000 euro, mentre le schede wireless per notebook si avvicinavano ai 300 euro.

Confrontando i prezzi odierni (sotto i 75 euro per un Access Point basilare e circa 40 euro per una scheda IEEE 802.11b), è facile capire perché il wireless si stia diffondendo in questo ultimo biennio. Vi è poi da considerare che molti Pc portatili, anche modelli entry-level, possiedono già capacità wireless integrate (grazie alla tecnologia Intel Centrino ma non solo) e quindi non vi è necessità di acquistare un’ulteriore scheda Pc Card.


Scarica la tabella degli standard di connessione per wireless Lan (.pdf, 15 KByte)

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