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La tecnologia: 802.11b, “a” e “g”

Scritto da Simone Zanardi

Al momento di scegliere i prodotti wireless da acquistare, è facile confondersi tra la miriade di sigle, lettere e numeri che identificano i vari protocolli della tecnologia; cerchiamo quindi di fare chiarezza sul panorama odierno.

Oggi esistono tre standard per reti locali senza fili approvati dall’IEEE; essi sono, in ordine cronologico, l‘802.11b, l‘802.11a e l‘802.11g. Il primo, l‘802.11b, è al momento il più diffuso e popolare: i dispositivi distribuiti dal 1999 nel mondo sono all’incirca 40 milioni. Le reti “b” operano nello spettro di frequenze a 2,4 GHz, che è condiviso da altre tecnologie senza licenza come i telefoni cordless e i forni a microonde (potenzialmente fonti di interferenze).

La portata effettiva dei prodotti “b” ammonta a circa 30-50 metri in un ambiente chiuso, mentre la velocità massima teorica è di 11 Megabit al secondo. In realtà il throughput massimo si attesta tra i 4 e i 6 Mbps, dal momento che la banda rimanente è generalmente occupata dall’overhead per l’elaborazione dei segnali radio e per i protocolli di rete impiegati. Benché si tratti di velocità sensibilmente superiori a quelle raggiunte da una connessione Adsl, e in ogni caso adeguate per la diffusione in streaming di tracce audio, lo standard 802.11b non è sufficiente per la trasmissione di video ad alta definizione e per le connessioni Internet su fibra ottica. Il suo principale vantaggio rimane quindi il basso costo dei dispositivi.

Nel tardo 2001, negli Stati Uniti iniziarono a essere distribuiti i prodotti basati su di un nuovo standard, l‘802.11a. A differenza dei dispositivi di precedente generazione, i modelli 802.11a operano nello spettro dei 5 GHz (contro i 2,4 GHz delle bande Ism). La velocità teorica massima sale a 54 Mbps, e quella reale a circa 22 Mbps, mentre risulta ridotto il raggio di copertura (che scende a un massimo di 25 metri circa). Un vantaggio significativo dello standard “a” è il maggior numero di canali non sovrapposti disponibili, che permettono di implementare un numero più alto di Access Point in una data area per incrementare la capacità di connessione in contesti ad alta densità. Il limite principale è individuabile invece nell’utilizzo della banda a 5 GHz che, oltre a rendere i nuovi dispositivi incompatibili con quelli 802.11b, ne ha in passato bloccato la diffusione qui in Europa a causa di specifiche restrizioni sull’utilizzo di tale banda da parte di soggetti privati e commerciali.

L‘802.11g è lo standard più recente, approvato dall’IEEE nel giugno del 2003. Opera nel medesimo spettro delle specifiche 802.11b (2,4 GHz) e risulta per questo pienamente compatibile con i prodotti di precedente generazione; la velocità massima teorica si attesta sui 54 Mbps, identica quindi a quella dello standard 802.11a, mentre il throguhput reale è generalmente compreso tra i 15 e i 20 Mbps. Il raggio di copertura è di 30-50 in un ambiente chiuso.

Nonostante la teorica incompatibilità, la diffusione di prodotti wireless che abbinano nel proprio chipset le capacità di trasmissione sia secondo lo standard 802.11g/b sia secondo quello 802.11a permette l’installazione di reti wireless a triplo standard.
In ogni caso, se si desidera ricorrere a una sola tecnologia, è indubbio che quella più indicata oggi sia la IEEE 802.11g: spesso i prodotti che la integrano costano poco più che quelli 802.11b e, grazie alla completa interoperabilità, la diffusione dello standard si sta rivelando rapida e indolore.

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