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Troppe incognite minacciano il rilancio del mercato It

Scritto da Roberto Carminati

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Analisti, opinion leader e dirigenti d’azienda sono pressoché concordi sull’imminente ripresa degli investimenti in hardware, software, servizi. Dietro l’ottimismo (di facciata?) covano però paure aventi solo in parte a che fare con la tecnologia
Il mercato mondiale dell’informatica si muove a metà strada fra segnali di ripresa fattisi ormai più consistenti e vecchie o nuove paure. Stando bene attenti a non sbilanciarsi sia gli analisti di Gartner Group sia i responsabili degli investimenti strategici intercettati da alcune testate di settore prevedono un incremento della spesa destinata alla dotazione It nel 2004.La tendenza è confermata da uno dei nomi di spicco della tecnologia tricolore, l’amministratore delegato di Esprinet (leader italiana della distribuzione) Alessandro Cattani, e confortata infine dalle incoraggianti stime di bilancio provenienti da alcuni big.
Sul definitivo compiersi della svolta gravano però alcuni interrogativi non direttamente correlati all’andamento di aziende e titoli hi-tech, quanto piuttosto ai rischi derivanti “dai cambiamenti in corso sul piano dei regolamenti e delle legislazioni internazionali, dalla transizione politica, dalle problematiche ambientali o dalle istanze dei diritti umani, dalle crisi valutarie e dal terrorismo”. Elementi messi in evidenza fra gli altri da un rapporto curato da Aon Corporation, secondo la quale proprio le incognite del quadro politico (ma anche fattori esterni quali il possibile diffondersi di epidemie) potrebbero determinare un calo della spesa aziendale da mille miliardi di dollari.
Anche alla luce di queste osservazioni, il moderato ottimismo sfoggiato da voci in genere molto autorevoli va comunque considerato un segnale importante, che sarebbe ingiusto trascurare.

2004, L’hi-tech da tenere d’occhio
» Come ti cambio la Rete
» La (possibile) rinascita
» Le aziende ricominciano a spendere
» È (ancora) un gran bel movimento
» Circondati dagli hard disk
» E gli spammer non staranno a guardare
Lista della spesa per il 2004
Dopo avere espresso a novembre qualche preoccupazione sulle imminenti sorti della spesa hi-tech nel 2004, il gruppo Gartner ha alzato il tiro, ritenendo di poter scommettere su una schiarita.
Alla fine del 2003 gli investimenti in tecnologia da parte delle imprese di ogni dimensione e degli enti governativi erano rimasti ben inferiori alle previsioni di budget. Un trend che tenderebbe a un’inversione piuttosto netta, se non altro perché i tempi di attesa per il rinnovo di macchine e applicazioni (lo ha detto uno degli amministratori della società, David Hankin) si sono già dilatati oltremisura: i processi di aggiornamento delle dotazioni It, insomma, non possono più attendere.
A spendere, sempre a detta di Gartner, saranno in particolare i settori della finanza, della medicina, della amministrazioni pubbliche, grazie anche alla crescente necessità di strumenti per la sicurezza.
I servizi e il software, sulla cui corsa influiranno i passaggi alle nuove versioni di pacchetti già in uso presso le varie imprese, saranno trainanti. Per l’hardware si pronostica invece un risicato aumento dei fatturati coincidente però con un più sostanzioso aumento dei pezzi venduti: è l’erosione dei prezzi, bellezza, unita a una certa differenziazione della domanda.
Calano i desktop e i sistemi di storage; salgono palmari e notebook e nel complesso le aspettative di una crescita a due cifre come negli anni più gloriosi paiono pura utopia. Hankin si sbilancia al massimo su un +4,4%, tenendo conto della cautela che con ogni probabilità guiderà le strategie dei decisori: l’abitudine a investire meno di quanto sia stato preventivato a budget pare infatti ben consolidata.

Bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno?
Un sondaggio condotto su un campione di responsabili It statunitensi da una testata specializzata fa risaltare una previsione di spesa in crescita di ben sei punti percentuali nei prossimi 12 mesi e allude a una sensibile impennata dei profitti. In realtà, stando alla medesima inchiesta, sul panorama tecnologico si faranno sentire ancora sia i venti del consolidamento, con altre aziende appartenenti soprattutto all’area software destinate a essere acquistate o sparire, sia gli imperativi del ritorno sugli investimenti, spesso traducibile in un taglio drastico delle risorse indirizzate all’hi-tech.
Cautela generalizzata, dunque, che finisce forse per influire sugli umori e sulle sensazioni di un guru come John Chambers, testa pensante di Cisco Systems. Archiviato un secondo trimestre fiscale 2003-3004 decisamente positivo (un miliardo e 300 milioni di dollari contro i 991 milioni di un anno fa) e tuttavia meno travolgente del previsto, Chambers ha etichettato come “provvisoria” l’aria di ripresa che va rinfrescando i mercati e che tocca, in maniere e misure differenti anche altri comparti.
Quelli delle telecomunicazioni, per esempio, dove i grandi nomi di Alcatel ed Ericsson tornano a vedere almeno uno spiraglio di luce. La svedese registra un profitto netto da 142 milioni di corone contro perdite da oltre 8 miliardi a fine 2002, mentre Alcatel riduce il rosso: -524 milioni di euro nel quarto trimestre ‘03 a fronte del disavanzo ultramiliardario di un anno prima.
Va ricordato - lo ha doverosamente fatto il quotidiano “La repubblica” - che la strada del risanamento è passata in entrambi i casi per il taglio delle risorse umane (calate di oltre 130 mila unità in meno di un triennio).

Il canale dell’ottimismo (moderato)
Mike Lynch, responsabile esecutivo della britannica Autonomy, ramo gestione delle informazioni, ritiene che nel 2004 il Wi-Fi sarà onnipresente, ma avverte: impossibile anticipare se e chi sarà in grado di trasformare la tecnologia emergente in un solido business.
La capofila italiana della distribuzione hi-tech, Esprinet, ritiene forse di poter giocare un ruolo in quella che il suo amministratore delegato Alessandro Cattani ha ribattezzato senza mezzi termini “una rivoluzione digitale”. Al centro della nuova ondata sta la diffusione su larga scala di oggetti ormai classificabili al confine fra It ed elettronica di consumo, come le fotocamere. A fare da contorno, però, ci sono le varie componenti della casa interconnessa del prossimo futuro: dall’Internet superveloce al suo corollario quasi naturale, il wireless.
Senza andare troppo lontano sotto gli occhi di Cattani brillano invece le luci dell’agognato ricambio del parco macchine: gli ordini da “quattro, cinque mila Pc alla volta” segnano il ritorno al sereno dell’informatica al servizio delle imprese.
Un ritorno salutato con calore, pur nella coscienza che la “rivoluzione” vivrà di ben altre spinte. Provenienti per esempio dal fatturato in crescita dei prodotti digitali (su tutti, ancora le fotocamere), che fanno senz’altro breccia in una molteplicità di differenti settori ma rimangono sostanzialmente etichettabili come prodotti per l’utenza privata e il consumer. La rivoluzione nasce dal basso? Sembrerebbe di sì.

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