Gentili utenti vi informiamo che il team di MyTech si è spostato sul canale Hitech & Scienza di Panorama.it

      non hai uno username? regìstrati   /   recupera la password

apple / google / microsoft
unmapped

Wireless Lan: il punto sulla legislazione

Scritto da Simone Zanardi

Le comunicazioni tramite onde radio sono da sempre caratterizzate da problematiche peculiari quali l’assegnazione del piano di frequenza per la trasmissione e la regolarizzazione, dal punto di vista legislativo, delle norme da rispettare in termini di potenze emesse e regolarità degli impianti.

Le reti locali senza fili non sono da meno, e lo sviluppo e la diffusione della tecnologia Wlan sono stati fortemente condizionati negli anni passati dalla legislazione italiana.

Va premesso che quanto segue si riferisce alle comunicazioni wireless o per la fornitura di servizi pubblici (Hot Spot e Internet Service) o comunque in un ambito che coinvolga strutture pubbliche (come nel caso di due uffici che vogliano essere posti in collegamento wireless attraversando una strada), mentre l’impiego in contesti strettamente privati è del tutto consentito.

Fino al 31 dicembre 2001 la normativa italiana riguardante la costituzione e la manutenzione di una rete locale funzionante tramite onde radio consentiva la creazione di un network unicamente all’interno di un fondo (edificio, cortile, giardino) di proprietà. Le cose si complicavano nel caso si volesse realizzare una connessione tra due fondi divisi da una porzione di suolo pubblico o comunque non di proprietà: in questi casi era necessario richiedere la concessione della frequenza (richiesta che spesso veniva respinta). Era infine vietato l’allacciamento alla rete pubblica e questo in pratica impediva l’utilizzo della tecnologia wireless per la fornitura di accesso a Internet o alla linea telefonica. Anche l’installazione della rete era riservata ad aziende in possesso di certificazioni ministeriali.

La normativa è cambiata con il decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2001 n. 447 (in vigore dall‘1 gennaio 2002) che opera delle modifiche sostanziali in direzione di una liberalizzazione del settore. In primo luogo l’installazione e l’utilizzo di reti locali basate su tecnologie wireless, radio o ponti ottici è totalmente di libero uso all’interno del proprio fondo: non è necessario quindi richiedere alcuna autorizzazione e non sono previste imposte.

Per quanto riguarda gli impianti che esulano dal fondo di proprietà, bisogna richiedere la cosiddetta Autorizzazione Generale: il soggetto richiedente deve allegare alla domanda il progetto tecnico dell’impianto che intende costituire oltre che alcune dichiarazioni e attestati formali.

Esistono infine restrizioni per la gestione di sistemi di Voice Over Ip: l’utilizzo di strutture wireless limita queste trasmissioni all’ambito privato, ovvero è impedita la vendita di traffico VoIP veicolato tramite collegamenti senza fili. Questo per garantire un regime di corretta concorrenza nei confronti dei fornitori di servizi di telefonia mobile di terza generazione.

Il quadro si è ulteriormente evoluto il 28 maggio 2003 con l’approvazione, da parte del ministero delle Comunicazioni, del regolamento atto a disciplinare l’utilizzo delle cosiddette Radio Lan in contesti pubblici. Il risultato normativo più evidente è il riassetto del Piano nazionale di ripartizione delle frequenze, che libera di fatto le bande a 2,4 e 5 GHz utilizzate dagli standard 802.11b,
a e g.

Il regolamento impone una procedura di richiesta dell’autorizzazione generale da parte di quei soggetti che intendano fornire connettività wireless locale in aree pubbliche come locali aperti, stazioni ferroviarie, aeroporti, centri commerciali e località turistiche. Ottenuta l’autorizzazione, i soggetti sono tenuti ad iscriversi al Registro degli operatori di comunicazione.

Sebbene rimangano alcuni dubbi su particolari aspetti del regolamento, come quello che impone all’operatore di “rispettare la sicurezza delle operazioni di rete e la protezione dei dati”, nel complesso si tratta di una normativa che può fornire un impulso decisivo alla diffusione degli Hot Spot, ormai una realtà affermata negli Stati Uniti, anche nel territorio italiano.

Commenti   (Inserisci un commento)

Ancora nessun commento.

Effettua il login