Garante frena propaganda elettorale con email, telefoni e sms
MILANO (Reuters) - Niente propaganda elettorale al telefono con voci preregistrate, mentre sarà possile quella con sms, mms, fax e email soltanto con il preventivo consenso dell’interessato.Queste le regole stabilite dal Garante per la protezione dei dati personali, che in una nota ha fissato i vista della prossima campagna elettorale per le europee, le regole per l’uso corretto dei dati personali dei cittadini, alla luce delle norme in vigore dal primo gennaio e vista l’ingresso nella competizione elettorale di nuovi mezzi di comunicazione.
Secondo la nota del Garante, la propaganda elettorale può essere diffusa per posta senza preventivo consenso del destinatario solo se si utilizzano dati estratti da fonti “pubbliche”, cioè registri, atti e documenti conoscibili da chiunque. Il mittente dovrà però informare i cittadini dell’uso che verrà fatto dei loro dati personali.
In caso di chiamata telefonica a cittadini i cui nomi sono stati tratti da elenchi pubblici, chi chiama dovrà comunque specificare all’inizio della telefonata chi sta chiamando, perché e quali diritti ha chi risponde. Vietato comunque usare sistemi automatizzati vocali senza consenso dell’abbonato.
Quanto ai dati non pubblici, precisa il Garante, messaggi via fax, cellulari, email, sms ed mms sono consentiti solo col consenso dell’interessato prima di qualsiasi comunicazione.
Il Garante vieta inoltre l’utilizzo di liste elettorali di sezione già utilizzate nei seggi sui quali siano stati annotati i dati delle persone, e vieta di utilizzare tali dati ai titolari di cariche elettive.
Ai cittadini il Granate riconosce infine il diritto di opporsi all’invio di ulteriore materiale di propaganda anche nel caso in cui in precedenza si fossero dichiarati disposti ad accettarlo.




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