Per l’industria dei dischi fissi lo stabilimento è tutto
Chiuso un 2003 turbolento, le poche aziende sopravvissute nel settore hanno ottime prospettive.La frase del titolo potrebbe sembrare scontata ma, visto quanto è successo finora nel settore, non lo è affatto. Per comprenderne le ragioni, bisogna conoscere un po’ della storia che ha caratterizzato questa industria nel corso degli ultimi anni. Nel 1992 il prezzo medio di un disco fisso per desktop si aggirava intorno ai 400 dollari, mentre nel 2002 si è attestato a meno di 80 dollari. Le aziende produttrici hanno dovuto combattere una guerra dei prezzi che non ha avuto uguali nell’informatica, e il consolidamento ne ha rappresentato un’inevitabile conseguenza. Con una densità di registrazione che raddoppiava ogni anno, la riduzione dei prezzi è stata inesorabile, insieme alla capacità delle aziende coinvolte di generare profitto. Abbiamo così assistito alla cessione delle attività di Quantum a Maxtor, e di quelle di IBM a Hitachi, per citare i casi più recenti.
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Lo stabilimento Seagate di Springtown a Derry, Irlanda del Nord, produce 100 milioni di testine di lettura scrittura per dischi fissi all’anno. | |
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Springtown e Limavady
L’idea non è nuova, e per l’Europa costituisce un meccanismo efficace di riduzione dell’emorragia di industrie verso l’Asia. Si attirano aziende straniere fornendo agevolazioni finanziarie, infrastrutture, know-how tecnologico e quant’altro necessario a rendere competitive determinate regioni. A questo scopo è stata creata Invest Northern Ireland, un’agenzia governativa che dispone di un budget di 140 milioni di sterline all’anno e che impiega 746 persone, impegnate nel supporto alle nuove iniziative imprenditoriali e facente parte del più esteso progetto Invest UK. Con rappresentanze sparse in ogni parte del mondo, Invest N.I. rappresenta una storia di successo in una regione che ha registrato, dal punto di vista economico, la più alta crescita nel Regno Unito, e con un tasso di disoccupazione sceso dal 17% del 1984 al 5% di oggi. Proprio questa agenzia ha giocato un ruolo chiave nello sviluppo di due delle più importanti fabbriche di Seagate, a luglio rifinanziate con 90 milioni di sterline per progetti di ricerca nelle nuove tecnologie. Si tratta della fabbrica di produzione delle testine Gmr di Springtown e di quella per la fabbricazione dei piattelli (substrati in gergo tecnico) di Limavady, due sobborghi di Derry.
La prima impiega oltre mille persone e produce circa 100 milioni di testine all’anno (con 150 milioni totali, Seagate rifornisce il 20% del mercato globale), ed è stata costruita nel 1994. Le tecnologie di processo di una moderna testina Gmr sono molto simili oggi a quelle dell’industria dei semiconduttori (vedi riquadro), e Springtown impiega wafer circolari da 6 pollici dall fine del 2002. Con una camera sterile in classe 100 di oltre 10.000 metri quadri, impiega sia tecniche litografiche UV che cannoni elettronici per fabbricare i substrati spessi pochi atomi necessari a formare le testine. Da Springtown i wafer sono poi spediti in Tailandia per essere tagliati e assemblati sui bracci meccanici, che e da qui sono poi inviati in Malesia e Cina per l’assemblaggio dell’unità finale.
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A Limavady Segate produce piattelli in alluminio. | |
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Vista al microscopio elettronico di una struttura di strato magnetico costruita con la tecnologia Patterned Media. | |
Le testine di lettura/scrittura rappresentano una sfida notevole per la moderna tecnologia dei materiali. Sono infatti in grado di individuare il microscopico campo magnetico generato localmente sulla superficie del disco dalle areole che rappresentano i bit. Si sfruttano i fenomeni fisici associati alle correnti elettriche e alla loro interazione con i campi magnetici per variare opportunamente la disposizione dei dipoli che rappresentano i bit d’informazione.
La tecnologia attualmente per la maggiore prende il nome di Gmr (Giant Magnetoresistive), e si basa sull’effetto resistivo prodotto dal campo magnetico su determinati materiali. In pratica, in un metallo percorso da una corrente costante, l’applicazione del campo magnetico causa una variazione della sua resistenza, ed è quindi possibile registrare una variazione della tensione.
Le testine Gmr utilizzano una particolare combinazione di strati di nickel, ferro, cobalto e rame particolarmente sottili (dell’ordine di alcuni Angstrom). L’effetto magnetoresistivo è utile solo nelle fasi di lettura, per questo motivo accanto alla testina Gmr ne è presente una di tipo induttivo (in questo caso si sfrutta il campo magnetico indotto da una corrente che percorre un conduttore) che svolge le funzioni di scrittura.








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