Dal rapporto Eito giungono (altri) segnali incoraggianti
Le voci riguardanti una imminente e significativa ripartenza del mercato Ict si fanno sempre più insistenti. Ad amplificarle è ora l’Osservatorio europeo sulla tecnologia dell’informazione, che prevede una crescita ininterrotta di qui al 2005» vai alla photogallery
La comunicazione ufficiale con cui Eito ha presentato l’edizione 2004 della sua ricerca annuale si apre con espressioni che non lasciano molto spazio ai dubbi. Secondo lo European information technology observatory (e secondo la sua partner italiana in esclusiva, Smau) il mercato continentale dell’informatica e delle telecomunicazioni è ormai “fuori dal tunnel”. Ma, contrariamente a quel che canta Caparezza, può finalmente (ri)cominciare a divertirsi.
Iniziamo con il dire che quest’anno le attività comprese sotto l’ombrello della “Information and communication technology” (Ict) genereranno nel vecchio continente un valore pari a più di un quarto di quello realizzato su scala mondiale: 611 miliardi di euro su un totale di 2.160. Sia la spesa globale sia quella ascrivibile alla sola Europa sono in crescita: del 4,3% la prima, la seconda del 3,1. Non si tratta però, nelle ottimistiche previsioni di Eito, che di un punto di partenza. L’hi-tech torna a fare sul serio e guadagnerà almeno un altro paio di punti percentuali nel corso del prossimo biennio.
| Il trimestre dell’Ict » I bilanci delle aziende |
Il comparto telco venderà di più dappertutto, ma dietro la Spagna (che nel 2004 si impennerà del 5,6% e nei dodici mesi successivi del 6,8) è il nostro paese a conquistare le posizioni migliori: +3,9% di consegne l’anno prossimo, +5,9 di qui a quasi due anni. La locomotiva tedesca (insieme alla Francia, dice l’Osservatorio) non convince e viaggia a velocità inferiori alla media. Il suo mercato Ict sarà più ricco del 3,2%, ma solo a metà del decennio. I transalpini, al contrario, riusciranno a ribaltare una situazione di svantaggio più marcata: alla stessa data avranno guadagnato 4 punti, partendo però dal -0,4% del 2003.
Ovunque, l’elettronica di consumo si accaparra fette di mercato molto interessanti, specie in riferimento ai prodotti digitali, Mp3 player e supporti compresi, o alle soluzioni mobili e senza fili. Nel dettaglio, i primi godranno di un gradimento di pubblico tale da crescere del 17%, per un valore economico di 46 miliardi e 300 milioni.
Sullo sfondo di un quadro complessivamente incoraggiante non mancano però le naturali incognite che pesano soprattutto sulle imprese piccole e medie. Fra i possibili ostacoli al nuovo boom il presidente Lamborghini ha citato una ripresa dell’economia globale ancora poco incisiva, la tendenza allo sfruttamento intensivo (troppo intensivo) delle risorse It preesistenti, l’assenza di cultura e competenze tecnologiche. Intanto, però, qualcosa si è mosso.




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