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L’Ict ricomincia dal 2004. Parola di esperto

Scritto da Roberto Carminati

Vendite PC
Le voci di una imminente ripresa del mercato informatico e tecnologico in genere si fanno più insistenti a seguito della pubblicazione dell’annuale rapporto Eito. Il complessivo rilancio viene dato per certo, sebbene permanga qualche incognita
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L’annuale rapporto Eito (European information technology observatory), elaborato in collaborazione con Idc, Forrester e Gfk e rappresentato in esclusiva per l’Italia da Smau, non fa che confermare le voci di una imminente ripresa del mercato tecnologico già alimentate da altri istituti quali Gartner Group. Una ripresa ad ampio spettro ma avvertita in misura differente a seconda delle nazioni prese in esame.
Fa sensazione per esempio il caso della Spagna, che ha visto il mercato informatico crescere già del 3,3% lo scorso anno e che quest’anno toccherà i 5,4 punti di incremento. Ben differente la scena italiana: la spesa It è calata del 2,7% nel 2003 e realizzerà solo un +1,7% di qui a dicembre, in attesa di un 2005 da +4,1%. Il contrasto con la media continentale (da -1,2 a +2,4) è stridente e poco consola il fatto che la Penisola resti molto affezionata ai telefoni. Il panorama Tlc crescerà infatti di oltre 4 punti, spinto fra gli altri da Gprs e Umts.
A livello generale la torta dell’informatica e delle telecomunicazioni nelle nazioni più progredite del vecchio continente dovrebbe essere suddivisa come segue: la parte del leone (nonostante una performance per nulla esaltante) spetta alla Germania con un 21,2%. A ruota il Regno unito, 20,4%, che stacca di quasi sei punti la Francia (14,9%). Resta sopra il 10% (11) l’Italia, che precede largamente Spagna e Paesi Bassi (rispettivamente in possesso di un 6,1 e di un 5,2 dell’Ict market.

Il trimestre dell’Ict
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Con un +2,1% di incremento fra 2002 e 2006 il nostro paese seguiterà a classificarsi al secondo posto in Europa per quel che concerne il totale (56 milioni e 610 mila fra due anni) degli abbonamenti ai servizi di telefonia mobile, dietro la Germania - che ne conterà oltre 72 milioni e 500 mila - e precedendo di poco la Gran Bretagna.
Nello stesso arco di tempo si diffonderanno a macchia d’olio nello Stivale le linee Adsl (+55,9%): un dato che ci condurrà al terzo posto in Europa per quel che riguarda la popolarità di queste tecnologie, che saranno utilizzate da 5 milioni e 690 mila navigatori contro i poco più di 2 milioni (fonte Task force Eito) del 2003.

Eito torna a parlare anche di commercio elettronico, per segnalarne una crescita molto significativa entro i prossimi tre anni. Se sino alla fine del 2003 valeva 477 miliardi di euro (414 derivanti dal B2b; il resto dalle attività consumer), nel 2007 arriverà al ragguardevole picco di 2.423 miliardi, solo 323 dei quali provenienti dal B2c.
Sull’andamento globale dell’hi-tech pendono ancora le incertezze della piccola e media impresa, segmento fondamentale ma spesso di difficile lettura. Per Eito la spesa aziendale destinata all’information technology è stata spartita nel 2003 fra un 28% di investimenti da parte di imprese con un numero di dipendenti compreso fra 1 e 99; un 26% appannaggio delle organizzazioni fra i 100 e i 499 impiegati; infine un 46% derivato dalle iniziative dei grandi gruppi: da 500 addetti in su.

Solo un 18% degli Smb si classificherebbe poi fra gli “It oriented”, seguito da un 17 di “fast follower” e, soprattutto, dalle nutrite schiere degli attendisti (29%) e dei ritardatari, al 36%. Da questo punto di vista non sembra esistere soluzione di continuità fra le opinioni dell’osservatorio europeo e quelle di Gartner, che a seguito di una inchiesta condotta su un campione di 250 realtà italiane ha ritenuto di dover parlare di “un mercato ancora stagnante” e di budget informatici 2004 inferiori a quelli, già risicati, del recente passato. Un lieve aumento si calcola sulla spesa per servizi It esterni (+1,5%), mentre viene fatto notare come ormai molti interpellati stiano raschiando il fondo del barile quanto alla riduzione di costi operativi.

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