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Spam, Italia al 21° posto per mail indesiderate

ROMA (Reuters) - Quasi il 60% di spam generato nel mondo proviene dagli Stati uniti, mentre l’Italia è al 21° posto nella “lista nera” dei Paesi da cui proviene posta indesiderata, dietro a Taiwan e Svizzera. Lo ha detto Sophos, società specializzata nella protezione anti-virus e anti-spam per aziende.

Sophos ha pubblicato un rapporto sui Paesi da dove arriva maggiormente lo spam. I suoi ricercatori hanno individuato la “sporca dozzina” dello spam e che vede in testa gli Stati Uniti, come la nazione che invia il maggior numero di messaggi indesiderati.

Dopo gli Usa con il 56,74%, vengono Canada (6,80%), Cina e Hong Kong (6,24%), Corea del Sud (5,77%), Paesi bassi (2,13%), Brasile (2,00%), Germania (1,83%), Francia (1,50%), Gran Bretagna (1,31%), Australia (1,21%), Messico (1,19%) e Spagna (1,05%).

L’Italia si posiziona al 21º posto con lo 0,54%, dopo Taiwan e Svizzera (entrambe con lo 0,58%) e prima del Cile (0,53%).

“Sebbene i Paesi europei siano in questo caso meno responsabili (degli Usa), essi generano comunque milioni di messaggi indesiderati ogni giorno,” ha commentato Graham Cluley, senior technology consultant di Sophos.

“Lo spam è un problema che riguarda tutti e diversi Paesi hanno cominciato a prendere la faccenda sul serio. Tuttavia le leggi emanate in Inghilterra, per esempio, o in altre nazioni, non proteggono dallo spam proveniente dagli Usa o dalla Cina, e viceversa.”

I ricercatori di Sophos hanno rilevato anche che, sebbene la maggior parte dello spam venga inviato dai computer americani, molti messaggi indesiderati sono spediti senza che il proprietario del PC ne sia a conoscenza.

“I nostri esperti ritengono che gran parte dello spam sia in realtà creato in Russia, anche se risulta solo 28ma in classifica. Sembra quindi che gli hacker riescano a penetrare nei computer in altri Paesi e ad utilizzarli per inviare spam,” ha continuato Cluley.

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