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Pa, aziende e Gdo fra le ragioni del successo di Cdc

Scritto da Roberto Carminati

Vendite PC
L’azienda pisana può nuovamente presentarsi alla comunità finanziaria forte di un andamento più che soddisfacente. Nel dettaglio spiccano tuttavia le spinte ottenute con le commesse pubbliche e le vendite alla grande distribuzione
Nel quadro di un generalizzato calo delle rendite derivanti dalla microinformatica, che Sirmi ha calcolato al -1,2% nel 2003 e alla luce del decremento ancor più marcato dei personal computer (giù di oltre 7 punti nonostante la crescita dei notebook) Cdc può continuare a sorridere, e non è cosa da poco.
L’azienda è infatti riuscita a crescere più del mercato, ha colto e oltrepassato i propri obiettivi di ricavo, ha sfiorato e mancato di un niente il target dell’utile netto per il 2003. Viste le sciagure di altri diretti concorrenti, l’aumento della quota del mercato (dall‘8,5 all‘11,4% in area desktop) è forse il dato meno eclatante, benché ponga il marchio al terzo posto in Italia, a immediato ridosso di Acer, fra i fornitori di Pc.

Più significativo è il superamento delle iniziali previsioni di incasso, fissate a 557 milioni di euro contro gli effettivi 594 milioni realizzati al 31 dicembre scorso. L’utile netto (9 milioni e 900) è inferiore alle aspettative per soli 100 mila euro, mentre sempre nel 2003 ha conseguito quasi tre milioni di euro di guadagno anche l’ala Web del gruppo, Intefree.
Le note positive proseguono: la Spa cui fanno capo le vetrine di Computer discount vede fra i propri punti di forza il primato ottenuto sul versante dei desktop in Italia, grazie a un totale di 210 mila unità prodotte e consegnate lo scorso anno. Non solo: le stesse attività retail risultano fra le prime a livello nazionale quanto a notorietà e riconoscibilità del brand, benché surclassate - potenza degli spot pubblicitari - da etichette come Unieuro. Si aggiunga l’indiscusso successo nel mondo dei cash & carry, oggi a quota 26 nella Penisola e in grado di servire 25 mila clienti, e l’immagine complessiva della compagine toscana parrebbe assolutamente rosea. Specie, ripetiamo, in tempi difficili come il presente.

A osservare più da vicino alcuni dettagli, tuttavia, le piccole contraddizioni o i rischi potenziali saltano agli occhi. Un esempio è il rapporto con Gdo e Gds, ovvero con le realtà di rivendita più fortunate dell’intero panorama.
Cdc prevede di trarre dalla distribuzione organizzata un fatturato da 49 milioni e 300 mila euro entro il 2006 (nel 2003 ne ha tratti poco più di 13 e mezzo); con 92 milioni e 300 (contro gli “attuali” 73 e 600) in arrivo dall’elettronica di consumo. Tutto questo senza trascurare, all’apparenza, il retail tradizionale di Computer discount, per la quale si pronostica nel 2006 un rendimento inferiore a quello 2002.
Il problema, che non riguarda la sola Cdc, è comprendere come salvaguardare un franchising cui viene richiesto un impegno sempre crescente sul fronte delle soluzioni per l’impresa, continuando però per forza di cose a coltivare i grandi magazzini.

In più, il distributore-vendor di Fornacette ha salutato gli ottimi risultati della divisione vendite dirette, fra Pubblica amministrazione e clienti corporate. Attraverso la prima ha ottenuto 68 milioni e 400 mila euro nel 2003 e ne vorrebbe conservare, fra due anni, quasi 50 milioni.
Un’incognita in quest’ambito è chiaramente Consip, come i portavoce del gruppo non hanno mancato di notare, sottolineando la difficoltà dell’aggiudicarsi altre gare d’appalto importanti come avvenuto nel recente passato. L’altro enigma è rappresentato proprio dai segmenti della grande impresa e della finanza. L’anno scorso i big valevano un fatturato da 7 milioni e 100 mila euro. Attraverso la commercializzazione di una gamma professionale specifica l’azienda vorrebbe più che triplicare queste entrate nel biennio (22 milioni). L’enigma è qui incarnato dalla effettiva affidabilità del settore, che le recenti bufere finanziarie hanno posto in (forte) dubbio.
Lo storico produttore e operatore del canale è tuttavia convinto di potersi giocare altri, decisivi assi nella manica. Sino a oggi, i fatti hanno dato ragione alle sue scelte strategiche.

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