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Assinform e l’Italia: meglio le Tlc di un’informatica in affanno

Scritto da Roberto Carminati

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I mercati mondiali si preparano al gran ritorno dell’It, le cui avvisaglie sono già state colte nel 2003. L’Europa ha però mantenuto (e manterrà?) un passo lento, mentre la Penisola arranca
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Povera Europa, povera Italia. Se tutto resterà com’è il vecchio continente guarderà da lontano i principali effetti benefici della ripresa hi-tech. In assenza di una vera e propria svolta il nostro paese seguiterà ad averne una visione parziale, oltre che remota, esattamente come ha fatto lo scorso anno, quando i segnali di un ritorno dell’Ict hanno cominciato a manifestarsi su scala globale, confermati fra gli altri dalle attendibili stime di fonti quali Eito.
Eurolandia ha visto il mercato It interno cedere 1,3 punti percentuali sul 2002 e le telecomunicazioni guadagnarne solo 1,1. Nello stesso arco di tempo l’informatica Usa è salita del 3,8, quella asiatica del 2,4 e quella delle restanti aree del globo addirittura dell‘8%. Le telco hanno fatto boom in Oriente (+6,7%) e hanno incrementato il proprio mercato del 3,5% negli States; del 4,2% nel “resto del mondo”.
In Italia il decremento è ancor più marcato: -3,2 (dal -2,2% del 2002) per l’It, mentre telefonia e dintorni salgono di 1,8 punti, provenienti dal +0,4 di due anni fa circa.

Il trimestre dell’hi-tech
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Net Consulting e Assinform si sono dette preoccupate soprattutto della stagnazione evidenziata dal comparto “Software e servizi”. Forse il più atteso dopo le molte promesse degli anni scorsi, spiccava con il +3,3% ottenuto fra 2001 e 2002 e oggi è crollato al -2,2%. Forse un po’ a sorpresa chi ha speso di più sono i privati, che dal -9,5% del periodo 2002-2001 hanno risalito la china sino al -3,5 del 31 dicembre scorso. Sui loro investimenti pesano però le mode del digitale, fra fotografia, accessori, gadget.
Dal punto di vista dell’hardware e in termini di puro volume salgono i Pc con un +9,8% dovuto in special modo ai portatili (+33,1%: il lavoro in movimento è in ascesa, desktop a -0,9) e alla sostituzione delle macchine obsolete. Fanno boom i mainframe, che la Pa spinge a +23%. In termini di valore il risultato più notevole è la riduzione del rosso. Nel caso dei personal computer era pari a 10 punti nel 2002; l’anno scorso ne ha rosicchiati 7 (-3%). Motivi di consolazione parziale arrivano dalla crescita degli abbonamenti ai servizi di connettività broadband, che secondo le stime per la fine dello scorso anno potrebbero avere raggiunto il picco dei 2 milioni e 250 mila unità (base di partenza i 637 mila pionieri di inizio 2002).

» Photogallery: i dati di Eito

Meglio di così - molto meglio, naturalmente - vanno soltanto le telecomunicazioni mobili, con ben 56 milioni e 770 mila linee attive (+4,7% fra 2003 e 2002) e quasi 41 milioni e mezzo di utenti ufficiali. In aumento secondo le stime di Assinform anche il valore dei servizi a valore aggiunto (+36,3%) mentre cresce il peso del mercato di sistemi e terminali (+1,4) a scapito delle infrastrutture, che perdono il 15,7% rispetto a un 2002 già tramontante (-16,5). I migliori clienti dei servizi delle Tlc mobili e fisse si ritrovano in ambito consumer, dove si sono spesi 19 miliardi e 760 milioni contro i 18 miliardi e 646 del 2002. Più risicato l’incremento degli investimenti sul versante business, che vale 12 miliardi e 140 milioni guadagnando il 3,6% sul 2002, quando procedeva per percentuali identiche.

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