L’invasione dei Dvd-maniaci
Negli Stati Uniti il fenomeno dei collezionisti con oltre 1.000 titoli a testa è già degno dell’attenzione dei principali produttori di hardware e software. In Italia si attende l’ondaGli americani hanno speso nel 2003 14,4 miliardi di dollari per acquistare homevideo (dati Adams Media Research), ovvero 5 miliardi in più del budget dedicato ai noleggi e ai biglietti per il cinema. Con più di 27.000 titoli disponibili in Dvd, si sta ora affacciando oltreoceano il fenomeno dei mega-collezionisti, capaci di accumulare librerie personali di oltre mille titoli ciascuno.
Quali le cause di questo boom? Poche e semplici: i prezzi in caduta libera dei Dvd (e dei lettori) e i pregi intrinseci al supporto. Nessuno è riuscito a prevedere l’impatto che avrebbero avuto sui consumatori prezzi dai 9,99 ai 14,99 dollari per Dvd disponibili in catene popolari come Wal-Mart.
Una fascia di costo non lontana dalla realtà italiana, se è vero che nei grandi magazzini nostrani sono sempre più diffuse le offerte di Dvd a 12,99 euro o ancor meno. Prezzi che, se confrontati con quelli di noleggio di catene come Blockbuster (€ 3,60 per i titoli di catalogo e oltre 5 per le novità), e valutati alla luce della longevità e della qualità di resa audio-video garantiti dal supporto, rendono l’opzione dell’acquisto molto più appetibile rispetto a quanto accadeva con gli ormai superati Vhs.
Come per ogni collezione che si rispetti, immediatamente si impongono il problema della catalogazione, del reperimento e dello stoccaggio. Negli Stati Uniti alcuni siti web propongono software gestionali on line in grado di attingere alle informazioni depositate nei loro database centrali, sempre più spesso aggiornati direttamente dagli utenti.
Non solo: si è assistito a un vero e proprio proliferare di applicativi dedicati, in tutto e per tutto assimilabili a quelli utilizzati dai negozi di noleggio, inclusa l’adozione di lettori di bar-code (come con il software ReaderwareVW).
Risolto il problema della catalogazione, rimane quello della collocazione dei preziosi dischi argentati. Ecco allora la comparsa di Dvd-changer da 3/400 pezzi, come il Pioneer PD-F1009 o il Sony DVP-CX985V. Lettori-monstre da circa 400 dollari al pezzo: un costo tutto sommato modesto, se confrontato con quello già sostenuto per il software (circa 4.500/6.000 dollari a caricatore, ipotizzando una media di 15 dollari a Dvd).
Lo scenario così descritto sembra molto americano. Ma, cifre alla mano, anche l’Italia non scherza: nel 2003 il mercato dell’homevideo (Dvd + Vhs) ha registrato un + 10% e quello dei Dvd venduti al pubblico addirittura un + 73%. Dati che, finora, si sono accompagnati a un parallelo incremento degli incassi dei Dvd venduti per il noleggio (addirittura + 124%), ma per il futuro?
Nella speranza che questa predilezione per il “possesso” possa presto tramutarsi in una tendenza al ribasso dei prezzi del noleggio, incominciano a proliferare anche in Italia i primi attori che provano a inventare qualcosa di nuovo: si tratta di videonoleggiatori on line come filmacasa.it e eDVDai.it che, dietro pagamento di un canone mensile (dai 19 ai 29 euro al mese), spediscono all’abbonato i film direttamente a casa via posta, senza legare più le tariffe ai giorni di noleggio.




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