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L’e-governement diventa strumento della politica estera italiana

MILANO (Reuters) - Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione e l’e-Government sono strumenti fondamentali per la politica estera italiana, soprattutto in paesi come l’Iraq in cui è necessario ridurre il divario digitale.

E’ quanto è emerso dall’incontro svoltosi alla Farnesina tra il ministro degli Esteri Franco Frattini e il ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca, secondo quanto si legge in una nota congiunta dei due ministeri.

Varie sono le iniziative avviate dall’Italia nel settore della collaborazione tecnologica per ridurre “il divario digitale” con paesi come il Mozambico, Giordania, Albania, Tunisia, Algeria, Nigeria, Iraq, con progetti finalizzati al sostegno della democrazia, della trasparenza e del buon governo delle pubbliche amministrazioni dei paesi in via di sviluppo.

I progetti — prosegue la nota — sono finanziati con interventi italiani di cooperazione d’intesa con le Nazioni unite e la Banca mondiale, che danno attuazione ai piani d’azione sull’e-Government varati dalle riunioni dei paesi del G8 di Genova, Kananaskis ed Evian.

Per quanto riguarda l’intervento in Iraq, per esempio, è previsto un progetto per la realizzazione di una rete Intranet per il governo iracheno e dei servizi applicativi di base per contribuire alla operatività degli uffici del Governo centrale di Baghdad e di quello locale di Nassiriya.

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