Prova: Panasonic X70
Un terminale tri-band che si rivolge agli amanti delle soluzioni riconoscibili ma al tempo stesso raffinate. Ricca la dotazione in termini di connettività, piuttosto sottotono, invece, le prestazioni della fotocamera integrata
Nell’affollata arena dei cameraphone di fascia medio-alta c’è spazio anche per questo X70, un terminale che Panasonic commercializza in Italia già dallo scorso autunno, grazie anche alla distribuzione offerta da Vodafone. Per spuntarla contro gli avversari più temibili della categoria, su tutti il SonyEricsson Z600 e soprattutto il nuovo Motorola V525 [leggi la prova di MyTech], il produttore giapponese ha giocato molte delle sue carte su un design personale e al tempo stesso raffinato. Non mancano, però, le armi di natura più tecnologica.
Tecnologia
L’X70 è cellulare tri-band dotato di modem Gprs di classe 8 (4+1) per l’accesso alla rete tramite browser Wap (2.0). Completa la dotazione per ciò che riguarda le altre funzioni dedicate alla connettività: l’X70 supporta infatti l’infrarossi (Irda) per il trasferimento d’immagini e suonerie, la porta Usb (attraverso il cavo opzionale) e il collegamento Bluetooth.
In quest’ultima modalità il telefono può essere abbinato a un massimo di dieci dispositivi, memorizzabili attraverso la funzione “Cerca e Abbina”. La messaggistica, oltre naturalmente all’immancabile supporto sms, annovera anche le funzionalità Mms ed e-mail (Pop3/Smtp). Assenti invece gli Ems nonché le funzionalità Java; per il download dei giochi, Panasonic è disponibile comunque il supporto InFusio.
Queste le altre caratteristiche salienti:
- Display 132 x 176 pixel, 65.000 colori Tft;
- Menu grafico a icone;
- Fotocamera integrata;
- Vivavoce integrato;
- 4 MB di memoria dinamica condivisa;
- Registratore vocale (Voice Memo, 4x15s);
- Immissione testo intelligente T9;
- Chiamata a vibrazione continua/intermittente;
- Accesso veloce ai numeri più usati;
- Giochi pre caricati;
- Suonerie polifoniche (16 toni);
- SMS predefiniti;
- Soft-Modem integrato;
- Download suonerie, loghi, wallpaper, giochi (Infusio V2);
- Rubrica con 500 locazioni di memoria multicampo;
- Possibilità di associare suonerie personalizzate e foto ai contatti in rubrica;
- Autonomia conversazione: fino a 350 min;
- Autonomia stand-by: fino a 300 ore.
Come funziona
Esternamente l’X70 si presenta all’insegna della massima compattezza: 87x47x24mm le dimensioni, cui si aggiungono i 15mm di antenna, per un peso complessivo di 92 grammi; insomma uno di quei terminali che quasi non si sentono addosso. Personale e raffinata la ricerca estetica, soprattutto sulla superficie superiore della conchiglia, dove si fa apprezzare il gioco di ellissi concentrici che si sviluppano intorno al mini-display esterno, personalizzabile in sette differenti tonalità di colore. Originale anche la scelta della tinta, un antracite metallizzato che si allontana dai canoni cromatici cui il produttore giapponese ci aveva recentemente abituato.
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Sono sufficienti cinque minuti per prendere confidenza con l’interfaccia utente dell’X70. Pressoché tutte le principali funzioni sono accessibili in maniera intuitiva attraverso il mouse centrale e i due tasti menu. Il software si dimostra estremamente pronto e senza particolari bug. Qualche perplessità, invece, circa la macchinosità di alcune operazioni, e in particolare di quelle che riguardano la messaggistica: 13 passaggi per spedire un sms sono oggettivamente troppi.
La grafica del display è a due volti.
Brillante e vivace quella degli sfondi e delle icone, più austera quella dei caratteri di testo, con un look (in nero su sfondo bianco) che ricorda molto da vicino quello adottato dai vecchi Word per Mac. Soddisfacente la ricezione malgrado alcune difficoltà nelle condizioni di scarso campo. Buona la qualità dell’audio, macchiata però da un volume in ricezione che non è dei più squillanti: occorre allineare con precisione l’altoparlante all’orecchio affinché l’ascolto non ne risenta.
La fotocamera integrata dell’X70 presenta una ricca la dotazione di funzionalità. Fra queste ricordiamo il flash (si tratta in realtà di una luce fissa utile soprattutto per gli scatti ravvicinati), gli effetti cromatici (seppia, monocromatico, inversione) e le impostazioni sulla modalità di scatto (singolo, multiscatto, autoscatto e remoto). Il risultato fotografico non è comunque soddisfacente; i 132x176 pixel a disposizione appaiono decisamente inadeguati alle ambizioni di un terminale di questa categoria, soprattutto se raffrontati con i 480x640 pixel delle fotocamere VGA dei cellulari di ultima generazione.
Chiudiamo, come di consueto, con le note che riguardano la durata della batteria. Come si è accennato in fase di sintesi tecnica, Panasonic dichiara un’autonomia di conversazione fino a 350 min che si riduce, nella modalità standby, a circa 300 ore. Nelle condizioni previste dal nostro test, il terminale si è spento dopo quasi tre giorni di utilizzo.
L’attuale prezzo di vendita è di 399 euro
Conclusioni
Estetica, rifiniture e assemblaggio sono le doti più significative di questo terminale che si segnala anche per l’ampio bagaglio di funzionalità in termini di connettività: infrarossi, Bluetooth e porta Usb. Decisamente intuitiva l’interfaccia utente. Deludente invece il responso fornito dalla fotocamera integrata che presenta una risoluzione piuttosto limitata. Il prezzo, di 399 euro, appare piuttosto elevato, considerate anche le quotazioni della concorrenza, che si posizionano 100 euro più in basso rispetto al produttore giapponese.




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