Lastminute-Online Travel, revival della Nuova economia
Una cifra che oggigiorno rappresenta un record sigla la definitiva alleanza fra due delle realtà di punta del turismo in Rete. Un’attività in crescita più o meno ovunque, benché molto lontana dalle posizioni dominantiSembra provenire da un passato lontanissimo l’operazione che ha portato la britannica Lastminute, uno dei leader mondiali nel campo del turismo elettronico, ad acquisire Online Travel, suo concorrente di punta da 15 milioni di utenti. Da new economy amarcord o giù di lì è anche la quantità di quattrini sborsati: 103 milioni di dollari.
Una cifra che può sembrare molto elevata se si guarda allo stato attuale dell’economia, ma che a ben vedere risulta del tutto in linea con l’andamento dell’industria turistica on-line, passata dal nulla o poco più del 1996 al giro d’affari di 41 miliardi di dollari registrato soltanto negli Stati Uniti alla fine dello scorso anno.
Secondo i risultati di una ricerca effettuata dalla società di consulenze internazionali Shelley Taylor Associates, i cinque migliori siti al mondo della categoria “turismo online” sono statunitensi. Per l’esattezza, nei primi posti della top five eterogenea che comprende operatori coinvolti nel comparto a vario titolo ci sono Expedia, Travelocity e Orbitz.
A proposito del vecchio continente, a parlare sono i recenti dati pubblicati dall’Ice (l’Istituto nazionale per il commercio estero). Da questi risulta uno stato di salute generale molto buono.
Cifre alla mano, nel corso del 2003, gli operatori e-turistici hanno fatturato complessivamente 10 miliardi e 300 milioni di euro, con una crescita del 35% rispetto all’anno precedente e una quota di mercato del 4,7% sul totale dell’industria turistica. Gran parte degli introiti provengono dalle prenotazioni on-line dei voli a basso costo, che da soli coprono oltre il 60 per cento del totale. In seconda posizione, seppure staccate di molto, stazionano le prenotazioni alberghiere (13,9 per cento) e a seguire - con quote di mercato che progressivamente decrescono - ci sono i viaggi organizzati, l’acquisto di biglietti ferroviari e il noleggio di autovetture.
L’Italia, con un giro d’affari che per quanto concerne i viaggi via Web si ferma all‘8% del totale, è assieme a Grecia, Portogallo e Spagna il fanalino di coda. Leggermente più vitali (con un fatturato del 9%) sono Austria, Belgio, Irlanda e Svizzera. Procedendo verso le posizioni alte della classifica si incontrano la Scandinavia (11%), la Francia (12%) e, decisamente staccata, la Germania (22%). La prima posizione spetta alla Gran Bretagna che deve all’e-commerce turistico il 38% del fatturato complessivo del settore.




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