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Chip, Usa accusa Cina di bloccare import

SHANGHAI (Reuters) - La Cina ha respinto oggi le accuse americane di aver truccato il proprio mercato da 30 miliardi di dollari di chip contro le importazioni americane, dicendo di esser pronta a fronteggiare la prima contestazione avanzata da funzionari Usa nel rispetto delle regole dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio.

La potenziale controversia sarebbe soltanto l’ultima di una serie di scaramucce prima delle elezioni americane mentre nel Congresso cresce la rabbia per un disavanzo commerciale di 125 miliardi della Cina nei confronti degli Usa.

Gli Stati Uniti potrebbero presto presentare un ricorso all’Organizzazione Mondiale del Commercio contro la Cina, infrangendo la consuetudine di risolvere i problemi direttamente con Pechino, a proposito degli sgravi fiscali di cui godono le società che producono chip, hanno detto funzionari Usa.

Washington ritiene che tali sgravi ostacolino le importazioni di semiconduttori americani e favoriscano produttori locali come la Semiconductor Manufacturing International Corp di Shangai, che tra oggi e domani farà il suo esordio alle borse di New York e Hong Kong.

Ma Zhang Qi, direttrice generale del ministero dell’Informazione Industriale, respinge le accuse.

“Abbiamo saputo da qualche tempo delle loro intenzioni. Se vogliono aprire una controversia, lasciamo che lo facciano”, ha detto a Reuters a margine di una conferenza sui chip a Shanghai, roccaforte finanziaria della Cina.

“Lo scorso anno, abbiamo importato l‘80% dei nostri semiconduttori e non so quanto più aperto potrebbe essere il mercato”.

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