Isp sulle tracce degli zombie (e non solo)
Dopo il caso piuttosto clamoroso della scandinava Telia Sonera è la volta di un big della banda a stelle e strisce: l’idea è di tagliare i fili a chiunque, pur se inconsapevole, si renda colpevole di spamming. La spazzatura non è però l’unico allarmeIl tono, come spesso accade in queste circostanze, è perentorio: “Abbiamo la certezza che la vostra macchina è responsabile della trasmissione di posta elettronica indesiderata, un’attività che viola i termini dell’accordo con Comcast per la fornitura di servizi”.
Gli abbonati al provider, fra i leader del settore sul territorio nordamericano, sono invitati a seguito di comunicazioni di questo tenore ad adottare misure di sicurezza adeguate. Pena l’immediata cessazione del servizio di connettività medesimo.
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Misure estreme, si diceva, che ancora una volta testimoniano delle enormi difficoltà che l’industria It incontra nel tentativo di contrastare il proliferare della spazzatura elettronica, proprio mentre ci si trova a fare i conti con guai ben più grossi.
Una associazione di settore ha infatti puntato l’indice contro l’irresistibile ascesa del phishing, meccanismo che prevede l’utilizzo di veri e propri fac-simile di documenti telematici in arrivo da banche o organizzazioni commerciali di varia natura in vista della sottrazione di informazioni riservate ai navigatori. Su tutte, quelle relative ai codici bancari e - va da sé - i numeri di carta di credito. I gruppi attivi contro questo tipo di attacchi ne hanno contato un 60% in più fra febbraio e gennaio, quando sono passati dal totale di 176 a quello di 282 intrusioni uniche.
I siti e i logotipi più amati dai truffatori sono quelli di Ebay, con 104 tentativi di contraffazione in un mese; di Citibank (58) e Paypal (42), ma mentre si calcolano i danni l’autorità giudiziaria segna alcuni punti a proprio favore. 46 mesi di prigione sono stati comminati a un’americana col vizio delle e-mail targate “Aol security”; ignota è invece l’entità della condanna piovuta sul capo del ventenne Alec Paperniak, i cui falsi d’autore gli erano valsi 10 mila dollari tondi tondi dai clienti di Paypal.




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