Gentili utenti vi informiamo che il team di MyTech si è spostato sul canale Hitech & Scienza di Panorama.it

      non hai uno username? regìstrati   /   recupera la password

apple / google / microsoft
unmapped

Isp sulle tracce degli zombie (e non solo)

Scritto da Roberto Carminati

sicurezza1.jpg
Dopo il caso piuttosto clamoroso della scandinava Telia Sonera è la volta di un big della banda a stelle e strisce: l’idea è di tagliare i fili a chiunque, pur se inconsapevole, si renda colpevole di spamming. La spazzatura non è però l’unico allarme
Il tono, come spesso accade in queste circostanze, è perentorio: “Abbiamo la certezza che la vostra macchina è responsabile della trasmissione di posta elettronica indesiderata, un’attività che viola i termini dell’accordo con Comcast per la fornitura di servizi”.
Gli abbonati al provider, fra i leader del settore sul territorio nordamericano, sono invitati a seguito di comunicazioni di questo tenore ad adottare misure di sicurezza adeguate. Pena l’immediata cessazione del servizio di connettività medesimo.

Spam, antispam e dintorni
» Tutti gli articoli
Si tratta naturalmente di una misura estrema che l’azienda ha intrapreso per combattere il fenomeno in crescita dello spamming, e va a colpire direttamente i cosiddetti “zombie”, macchine infettate da virus o da cosiddetti “trojan horse” che vengono sfruttate per la diffusione di messaggi illeciti, quasi sempre a completa insaputa degli utenti. Né si tratterebbe di un accorgimento particolarmente originale: sul finire dello scorso anno era stato fatto proprio da Telia Sonera, specialista delle telecomunicazioni attiva nelle regioni scandinave e baltiche. La differenza è che allora il marchio non si premurò neppure di mettere i propri abbonati in guardia, limitandosi invece a impedirne l’accesso alla Rete.

Virus e dintorni
» MyDoom e i suoi fratelli
Un atteggiamento che, stando ad alcuni dei reclami visti sui forum di discussione, avrebbe ispirato anche la società Usa, pronta tuttavia a smentire immediatamente e seccamente qualunque insinuazione in materia. In linea con quanto dichiarato dall’interessata, anche i portavoce del produttore di risorse per la sicurezza It Sophos hanno parlato di un invito alla clientela privata - considerata ignara responsabile della circolazione del 30% dei messaggi-spam - ad aggiornare i propri sistemi di protezione, scaricando programmi antivirus e firewall.

Misure estreme, si diceva, che ancora una volta testimoniano delle enormi difficoltà che l’industria It incontra nel tentativo di contrastare il proliferare della spazzatura elettronica, proprio mentre ci si trova a fare i conti con guai ben più grossi.
Una associazione di settore ha infatti puntato l’indice contro l’irresistibile ascesa del phishing, meccanismo che prevede l’utilizzo di veri e propri fac-simile di documenti telematici in arrivo da banche o organizzazioni commerciali di varia natura in vista della sottrazione di informazioni riservate ai navigatori. Su tutte, quelle relative ai codici bancari e - va da sé - i numeri di carta di credito. I gruppi attivi contro questo tipo di attacchi ne hanno contato un 60% in più fra febbraio e gennaio, quando sono passati dal totale di 176 a quello di 282 intrusioni uniche.
I siti e i logotipi più amati dai truffatori sono quelli di Ebay, con 104 tentativi di contraffazione in un mese; di Citibank (58) e Paypal (42), ma mentre si calcolano i danni l’autorità giudiziaria segna alcuni punti a proprio favore. 46 mesi di prigione sono stati comminati a un’americana col vizio delle e-mail targate “Aol security”; ignota è invece l’entità della condanna piovuta sul capo del ventenne Alec Paperniak, i cui falsi d’autore gli erano valsi 10 mila dollari tondi tondi dai clienti di Paypal.

Commenti   (Inserisci un commento)

Ancora nessun commento.

Effettua il login