Ue: supermulta per Microsoft. Ma la partita del digital entertainment si gioca altrove
Tra i provvedimenti, oltre al pagamento record di 497 milioni di euro, anche l’obbligo di vendere una versione di Windows senza Media Player. Nel frattempo però Bill Gates ha convinto molti fornitori di contenuti digitali ad adottare le sue tecnologieÈ di 497 milioni di euro la multa che Mario Monti, Commissario dell’Unione europea per la concorrenza propone per “punire” Microsoft, colpevole di abuso di posizione dominante.
L’accordo sulle sanzioni è stato raggiunto dal comitato di esperti in questioni antitrust riunito lunedì e verrà votato dalla Commissione domani.
Se approvata, la multa ai danni di Microsoft sarà la più salata mai comminata dalla Commissione, superiore a quella di 462 milioni di euro, inflitta alla Hoffman-Laroche nel 2001.
La controversia fra la Commissione e il gigante di Redmond riguarda per prima cosa l’inclusione di Media Player in Windows, il sistema operativo caricato sul 90 per cento dei personal computer: operazione che rischia di spingere fuori dal mercato i produttori di altri software multimedia, come Real Player di Real Networks.
L’altra questione riguarda invece la comunicazione ai concorrenti di Microsoft di tutte le informazioni sui protocolli che facilitano l’interazione fra il sistema operativo desktop e i software server e di rete: informazioni che se non condivise collocano i prodotti server di Micorsoft in una posizione di vantaggio rispetto a quelli delle altre software house.
La France Presse riferisce una dichiarazione di un portavoce di Microsoft, che anticipa un appello dell’azienda di Bill Gates nel caso venga approvata la multa, e che sottolinea che la proposta di Monti derivi essenzialmente dal “mancato raggiungimento di un accordo su una sola questione”. Che è però la questione decisiva: quella di Media Player insieme con Windows.
Proprio i rimedi che Monti riterrà di imporre a Microsoft per porre fine ai comportamenti giudicati lesivi delle regole antitrust della Ue saranno però la parte più interessante e controversa del provvedimento della Commissione. Che dovrebbe sollecitare, secondo quanto prevedibile, la distribuzione ai produttori di personal computer anche di una versione del sistema operativo per Pc che sia priva di Windows Media Player, in modo che essi possano vendere sia macchine con il software multimedia targato Redmond sia senza. Lasciando spazio, in questo caso, se il consumatore lo desidera, ai prodotti alternativi come Real Player o Quicktime.
Questo provvedimento stabilirà un importante principio per quanto riguarda le pratiche monopolistiche e il loro giudizio nell’ambito della Ue, ma nel merito potrebbe essere superato dagli eventi.
Microsoft ha lavorato a fondo per rendere il suo Windows Media uno standard per i fornitori di contenuti digitali, per esempio attraverso la promessa alle major di rendere impossibile la pirateria grazie all’uso delle sue tecnologie di Digital Rights Management (Drm), recentemente prese in licenza anche dalla Disney.
Alcuni dei fornitori di musica online hanno puntato decisamente sul formato di Microsoft, anche se per ora, il servizio di gran lunga più usato negli Stati Uniti è Itunes di Apple. Anche nelle tecnologie per la protezione dei Cd dalle copie e nelle specifiche dei Dvd di prossima generazione la voce di Gates è fra le più forti.
La strategia di Microsoft tende ormai a estendere la portata delle proprie tecnologie ben oltre il Pc, anche se esso rimane al centro della digital home. Si pensi per esempio a Windows Media Center per creare una rete attorno ai pc che coinvolge i contenuti televisi, la navigazione e i contenuti provenienti da Internet, la musica, i film, le fotografie.
Oppure i lettori multimediali portatili - i cosidetti Portable Media Center, visti in gran numero al Cebit in questi giorni - piccole meraviglie che riproducono e registrano musica, video e fotografie.




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