Umts, Gasparri: no a operatori virtuali, ma solo con capitali
NAPOLI (Reuters) - No all’ingresso degli operatori virtuali nella telefonia Umts e no a operatori senza adeguati requisiti patrimoniali nella telefonia mobile Gsm. Lo ha detto il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, parlando con i giornalisti a margine del workshop organizzato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni a Castel dell’Ovo.“Non c’è nessun operatore virtuale mobile” ha detto il ministro ai giornalisti, “è un’ipotesi che oggi non è praticabile né in termini tecnologici, né - tanto meno - finanziari: bisogna seguire le procedure e andare con i piedi di piombo. Dobbiamo avere cose reali e non virtuali, ci vuole molta saggezza, non possiamo creare illusioni. Bisogna seguire criteri molto rigorosi. Ci sono norme che riferiscono al futuro questa ipotesi”. E’ il caso del bando di gara per l’Umts che esclude questa ipotesi prima del 2008.
Gasparri ha anche detto che non si è ancora discusso dell’ipotesi di un rinvio, di sei mesi, degli obblighi di copertura e avvio del servizio Umts: “Non abbiamo ancora affrontato la questione” ha detto ai giornalisti”. L’ipotesi è stata ventilata da più parti, anche dagli operatori e da alcuni componenti dell’Autorità Tlc.
Il ministro delle Comunicazioni si è mostrato scettico invece sulla possibilità che un quarto operatore si affacci sul mercato del Gsm in sostituzione di Blu. Anche se, ha aggiunto, il governo non può predeterminare il numero dei soggetti che possono operare sul mercato.
“E’ giusto, quando ci sono risorse in più, rivolgere un appello al mercato”, tuttavia “si dovrebbe presentare qualcuno con risorse tecnologiche e soldi per fare cose vere e non presentarsi e poi scappare come successo nel passato. Credo che oggi nel Gsm tre operatori siano sufficienti. [Un nuovo ingresso] dovrebbe avvenire perché il mercato davvero lo consente. Il governo non può stabilire un numero fisso, però, l’esperienza ci dice, che il mercato oggi ci dà un equilibrio, devono partire e stanno partendo gli operatori Umts”.
Gasparri ha aggiunto di credere “nelle regole trasparenti e nell’apertura teorica la mercato, ma poi non è che si dà una licenza a chi non ha la solidità per affrontare un mercato così impegnativo”.




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