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Un eterno amore contrastato fra le aziende italiane e l’hi tech

Scritto da Roberto Carminati

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Numeri, iniziative e commenti in arrivo dalla kermesse milanese Net@pmi, dedicata al rapporto fra realtà piccolo-medie, Internet e informatica. Uno “Speciale” sulla persistenza del modello Net-economy, oggi alieno dalle ebbrezze e capace di generare occupazione
Rappresentano il comparto più corposo dell’intera economia nazionale e soprattutto da quando i cordoni della borsa dei “big” hanno cominciato a stringersi fanno gola a tutti i grandi vendor del settore, pronti a contendersi i loro favori a suon di offerte “su misura”. Interpretare l’atteggiamento delle piccole e medie imprese tricolori e soddisfarne i bisogni non è stato e non sarà però un compito facile.

Speciale Net@Pmi
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Lo ha mostrato, una volta di più, l’appuntamento milanese con Net@pmi, rassegna nel corso della quale le contraddizioni che caratterizzano da sempre la relazione fra i cosiddetti small & medium business nostrani e l’informatica sono state messe in evidenza ampiamente.

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Dalla diffusa familiarità tanto con il Pc quanto con alcune tecnologie abilitanti come Internet alla persistente riluttanza a trasformare i propri affari in e-business, benché questa risorsa sia da ogni parte etichettata come “strategica” e a dispetto della esplicita volontà governativa di promuoverla a dovere.

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Il trimestre dell’Hi-tech
» I bilanci delle aziende
La manifestazione meneghina ha comunque goduto di una buona partecipazione di pubblico - specie nella giornata inaugurale - e ha permesso al capoluogo di mettere in bella mostra uno fra i fiori all’occhiello dell’intera regione. Ovvero il continuo proliferare, a dispetto dei rovesci dell’economia e del mutare delle mode, di un paradigma imprenditoriale che mette la tecnologia dell’informazione e delle telecomunicazioni al proprio centro. Oscillando fruttuosamente fra vendita e fornitura di servizi, manutenzione, consulenza e assistenza, costruzione/installazione di apparati e gestione, magari conto terzi, dei database. E riuscendo, quel che più conta, nel non facile compito di presentare un saldo positivo sotto l’aspetto delle nuove assunzioni.

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