Caso Microsoft - Ue: concorrenti ottimisti, Usa preoccupati
SAN JOSE/WASHINGTON (Reuters) - Reazioni contrastanti alla decisione di ieri della Commissione Ue dicomminare una multa di 497,2 milioni di euro a Microsoft, sanzione da record affiancata dall’ingiunzione di cambiare linea di condotta, rispetto quella che sinora a giudizio delle autorità comunitarie ha permesso al colosso di stritolare la concorrenza nel campo del software.
Alcuni concorrenti del colosso del software hanno espresso ottimismo vedendo nuove prospettive di crescita nel quadro ridefinito dalla Commissione Ue, mentre il Dipartimento di Giustizia Usa ha espresso preoccupazione per la sanzione inflitta.
Tra chi ha plaudito alla decisione della Commissione Ue, RealNetworks: “Fondamentalmente significativa perché la Commissione ha chiaramente stabilito che la strategia di Microsoft di legare Windows Media Player al suo software era illegale”, ha detto Dave Stewart, vice consigliere generale della società.
Più prudente Lee Patch, vicepresidente affari legali di Sun Microsystems, altro concorrente di Microsoft sul mercato dei server, secondo i quale occorrerà prima chiarire se la decisione Ue influirà sulla sua controversia antitrust contro Microsoft: “Ci sono cose da chiarire e risolvere prima di dire definitivamente cosa faremo in base a questa decisione momentanea”, ha detto Patch.
E mentre alcuni analisti sono prudenti sul prefigurare un radicale cambiamento di scenario in seguito a quanto deliberato a Bruxelles, diversi esponenti politici americani hanno preso le difese di Microsoft, preannunciando proteste con l’Ue per la decisione presa.
Senza criticare direttamente l’Unione Europea, Hewitt Pate, vice procuratore generale capo dell’antritrust del Dipartimento della Giustizia Usa ha detto che la multa imposta è stata “infelice” e che altre sanzioni contro l’azienda potrebbero avere “conseguenze non volute.
Pate ha messo in guardia dal “Proteggere i concorrenti invece che la concorrenza, in modi che alla fine danneggiano l’innovazione ed i consumatori che ne beneficiano”.
La Commissione ha ordinato alla società di offrire entro 90 giorni una versione del suo sistema operativo Windows senza Windows Media Player, e ha anche ordinato di fornire ai concorrenti abbastanza informazioni da permettere ai loro prodotti una piena interoperabilità con Windows.
Microsoft ha 120 giorni per adempiere a queste condizioni.
Dopo un decennio di indagini e accordi su autorizzazioni più severe senza mai essere arrivati formalmente a qualche scoperta da indirizzare contro il gigante produttore di software, l’esecutivo dell’Unione europea ha deciso che è necessaria un’azione più forte per riportare tra le aziende una sana competizione.
I colloqui per un accordo tra le parti sono definitivamente falliti la settimana scorsa.




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