Cebit, i conti tornano
Il bilancio finale dell’edizione 2004 è indubbiamente positivo: tra i nuovi prodotti e la fiducia degli addetti ai lavori, la ripresa c’è. E si vede
Dopo i sette giorni che hanno elevato Hannover a capitale mondiale dell’hi-tech, chiude Cebit 2004 ed è tempo di consuntivi. 510mila visitatori (di cui il 25% giunto dall’estero, con ben 27.800 asiatici) hanno partecipato all’evento, con una media di 3400 persone in più al giorno rispetto al 2003: si tratta di dati consistenti, in crescita rispetto alle ultime due edizioni cadute in piena crisi It, a suggello di una fiera che segna finalmente il rilancio soprattutto per la qualità e la caratura innovativa di molti nuovi prodotti e tecnologie.
A questo Cebit, senza dubbio, non è mancata una visione d’insieme, una prospettiva di sviluppo futuro nettamente definita (anche se applicata con percorsi diversi). Cresce l’entusiasmo: secondo i dati comunicati dall’organizzazione, il 57% degli espositori ha espresso soddisfazione e ottimismo per la ripresa del settore, in forza delle numerose trattative intavolate in questi giorni e destinate a concretizzarsi in contratti reali.
Convergenza: ecco la chiave di volta per aprire nuovi orizzonti di intrattenimento e di consumo, grazie al salotto multimediale e al network domestico. Il mercato dei Pc offre margini di guadagno sempre più risicati: inevitabile, quindi, che i colossi dell’informatica, da Intel a Microsoft (che ha presentato Windows Media Center Extender), puntino a invadere il settore Ce.
D’altro canto, anche i protagonisti del Ce si muovono senza timori reverenziali, implementando nei loro prodotti tecnologia tipicamente It: dalla casa connessa - Connected Planet - di Philips alla Psx di Sony, sono dispositivi in grado di gestire contenuti audio-video anche senza ricorrere al computer. Denominatore comune, comunque, è sempre la connettività (Ethernet e soprattutto Wi-Fi, in crescita inarrestabile).
Da rilevare il tempismo delle nuove leve e degli attori minori (citiamo Kiss e Mitac), in una fase ancora priva di uno standard-monopolio. Impressionante, infine, la quantità di nuovi schermi Lcd e plasma, perfetti sia come monitor per il computer, sia per godersi un film ad alta definizione. Vecchio televisore a tubo catodico, addio?
Il secondo fronte su cui si giocano enormi investimenti è quello della portabilità. Anche qui, dominano principio e prassi della convergenza. La categoria smartphone cresce continuamente di numero, con apparecchi straordinariamente sofisticati, mentre molte case (Sony, Sharp, Nokia, Siemens) hanno rotto l’ultimo tabù - quello della bassa qualità delle fotocamere integrate - lanciando camera phone con sensore da 1 Mpixel.
L’avversario è temibile: cosa si inventeranno i produttori di macchine digitali consumer? In attesa degli sviluppi, Nikon, Canon, Pentax, Olympus, Panasonic e altri hanno proposto al Cebit ottime digicam, con punte di eccellenza nelle supercompatte e nei modelli prosumer.
Abbiamo finalmente provato i nuovi media player portatili, pronti a invadere il mercato entro la fine del 2004. Microsoft spera che i device basati su Windows Mobile possano diventare l’anti-iPod: Zen Portable Media Center di Creative, Yh-999 di Samsung, Pmc-100 di iRiver (che lancerà anche il Pmp-100, con Linux). Probabilmente più lunga sarà l’attesa per poter acquistare i gioielli Mobile Viewer e Sd Card Viewer (con schermo Oled da 3,45”) di Toshiba. Non ultima, potrebbe avere buone chance di successo la console portatile Gametrac, tecnologicamente ben equipaggiata.
Confidando nella ripresa, Cebit 2004 delinea con forza il futuro: sarà digital lifestyle. E convergente.




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