Gli europei e la terza generazione: tanto rumore per nulla?
Sarà pure un numero magico, come recita sin troppo insistentemente il jingle pubblicitario di un operatore del settore: sembra però che il “tre” della telefonia cellulare fatichi a conquistare cuori e orecchie del continente. Lo dice Harris InteractiveLa società di ricerca e consulenza Harris Interactive ha di recente pubblicato una relazione sul livello di popolarità che la telefonia mobile di terza generazione ha conseguito presso gli utenti europei e sulle aspettative che lo stesso bacino di utenza nutrirebbe nei suoi confronti. I risultati, ripresi da autorevoli media internazionali, non sembrano troppo incoraggianti per gli operatori, ai quali una larga fetta di potenziali clienti non pare disposta a concedere fiducia.
L’indagine è stata condotta in sei nazioni continentali - Francia, Gran Bretagna, Germania, Spagna, Italia e Belgio - su un totale di 10 mila e 581 individui, 9.865 dei quali pronti a dichiararsi abituali utilizzatori di telefoni cellulari. Abituali e abitudinari o (quanto meno) tradizionalisti, verrebbe da dire, visto che i primi pareri-choc vengono dai quesiti riguardanti l’effettiva utilità delle mirabilia promesse da Hutchison & Co. Un 49% di abitanti nell’Unione pensa che le tecnologie disponibili già prima dell’avvento di Umts soddisfino in misura più che sufficiente le loro esigenze di comunicazione.Analogamente, poi, il 44% degli interpellati specifica che né oggi né in un futuro più o meno prossimo il telefonino possa servirgli a qualcosa di diverso da una semplice chiamata vocale.
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Non esenti da colpe neppure i rivenditori: il 49% dei rispondenti è convinto che il personale retail non sia affatto capace di spiegare le potenzialità della nuova tecnologia. Il record delle voci negative spetta stavolta alla Francia, che col suo 57% di critici precede di tre punti il pubblico tedesco e di sei quello del regno di Juan Carlos.
Il popolo degli indulgenti, degli attendisti, dei soddisfatti, guadagna invece consensi in Belgio e - prevedibilmente - anche in casa nostra. Per esempio, solo 40 italiani e 38 belgi su 100 sostengono che l’offerta di servizi inaffidabili possa danneggiare la reputazione di chi li promuove. Fra i sudditi di Elisabetta e all’ombra del Reichstag ne è invece convinto il 58% degli interpellati, laddove i cugini transalpini e spagnoli sfoggiano percentuali rispettive di 52 e 51 punti.
Né rappresenterebbe un problema, stando al rapporto Harris, un’eventuale penuria di apparecchi 3G-enabled. Fanno spallucce il 53% dei connazionali e il 64% dei residenti in Belgio, mentre è ben differente l’atteggiamento altrui: condannerebbero lo handset-shortage 56 britannici; 49 francesi; 55 tedeschi e 51 spagnoli su 100.




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