Google Spa
“Nelle grandi saghe imprenditoriali, l’entrata in borsa è il momento in cui piovono i soldi. È il jackpot che giustifica anni di rischi e di fatiche”. Ora tocca a Google, il motore di ricerca che con i suoi oltre duecento milioni di contatti al giorno è uno dei più grandi successi della storia di Internet.
L’imminente offerta pubblica d’acquisto di Google è vista da molti come l’alba di una nuova età dell’oro per la Silicon Valley.
“In alcuni casi eccezionali - Intel nel 1971, Apple nel 1980, Netscape nel 1995 - l’entrata in borsa di un’azienda si fa sentire anche nella società, trasformandola per sempre”, osserva Michael S. Malone su Wired. “Google ha tutte le caratteristiche dei suoi famosi predecessori, e forse qualcuna in più: clienti fedeli, tecnologie d’avanguardia, utili economici e potenzialità”.
Ma se la quotazione in borsa può portare soldi e stabilità economica, spesso ha anche conseguenze meno piacevoli: “Comincia un’epoca fatta di bilanci trimestrali, incontri con gli azionisti e rapporti annuali: il tipo di burocrazia che mette fine a quelle decisioni prese d’impulso che sono una delle caratteristiche di una giovane impresa di successo”.
Ma agli investitori, osserva Malone, interessano più i soldi delle idee.




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