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La sfida di Atom a Rss

Scritto da Antonio Volpon

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Il mondo dei feed Xml messo a soqquadro dall’arrivo di Atom. Dave Winer, padre di Rss, ha proposto un accordo, ma il formato rivale nuovo arrivato conta soprattutto sulla superiorità in fatto di riduzione delle ambiguità e sulle interfacce di gestione dei dati, gradite ai sistemi di content management. Per gli utenti, comunque, non dovrebbe cambiare (quasi) nulla
Qualche settimana fa, una notizia apparentemente innocua ha fatto preoccupare chi è solito scrivere e pubblicare il proprio blog usando Blogger.com: Google (proprietaria del servizio) ha preferito Atom a Rss come standard per la diffusione dei contenuti (content syndication).

Rss, come noto, rappresenta una famiglia di formati figli di Xml messi a disposizione da chi gestisce un sito (hanno cominciato i blog, ma il formato è sempre più usato anche dalle testate giornalistiche - qui si trovano quelli di MyTech - e siti commerciali) e usati dal pubblico per mezzo di applicazioni dedicate.


Rss è ormai diventato, nel bene e nel male, uno standard di fatto e proprio da questo nasce la preoccupazione di molti relativamente ad Atom. Se Google punta su un altro formato, è prevedibile che questa mossa ne decreterà il successo.
Sia chiaro subito una cosa: per l’utente finale cambierà in realtà poco o nulla.
Se mai la questione riguarda chi si occupa di sviluppo nel web: e ripropone tutti i problemi derivati dal frenetico cambiamento di standard.

Atom contro Rss
Come mai, dunque un nuovo standard? Per comprenderlo è forse necessario capire prima chi sono i protagonisti di questo contenzioso.

Da un lato del ring troviamo Dave Winer, uno dei primi blogger con il suo Scripting News e amministratore delegato di Userland Software, società specializzata nello sviluppo di sistemi di publishing. Winer ha recentemente lasciato il suo posto in Userland Software per l’università di Harvard, dove si occuperà di coordinare l’iniziativa “Blogs at Harvard”. Ma Dave Winer è soprattutto il padre dello standard Rss, e per questo motivo è uno dei contendenti.

Dall’altro lato c’è un dipendente di Ibm, Sam Ruby, che insoddisfatto dai limiti di Rss si è messo al lavoro per proporre un’alternativa, aiutato da un folto gruppo di sostenitori (tra i quali Tim Bray e Mark Pilgrim).

Atom è attualmente in fase beta, ciononostante oltre a Google anche Yahoo! sta realizzando i primi esperimenti per integrarlo nella propria piattaforma My Yahoo! e lo stesso sta facendo Six Apart con Movable Type.

Per prima cosa va detto che in questi mesi si è acceso molto interesse intorno allo standard Rss e in generale verso tutti i sistemi si content syndication (in molti sono propensi a considerare un possibile, allettante, business). Alla luce di questa considerazione emergono presto i limiti di Rss.

Secondo i detrattori, Rss ha il difetto di essere un formato proprietario (dove non specificato, si fa riferimento alla versione 2.0 dello standard). È stato realizzato da Dave Winer per Userland Software e il suo nucleo è stato congelato: nessuno può estenderlo se non seguendo alcune regole ferree. Winer ribatte che questa decisione è stata resa necessaria per evitare che colossi come Microsoft e Ibm complichino il formato così che aziende più piccole e gli utenti si trovino in serie difficoltà a impiegarlo.

Un altro limite di Rss sembrerebbe nascere dalle stesse specifiche, scritte da Winer in un linguaggio un po’ troppo colloquiale, che facilita la lettura da parte dei meno esperti, ma introduce diverse ambiguità. Il risultato è che non è chiaro dove e come è possibile utilizzare del markup all’interno del feed e come comportarsi con i link, siano essi relativi o assoluti.

Atom risolve queste problemi introducendo diverse novità, tra cui tag per sopperire ad alcuni limiti del solo contenuto, come per esempio <summary>. Anche le specifiche sono meno ambigue (ma come tutte le specifiche, un po’ di ambiguità c’è sempre) e del tutto simili a quelle di altri standard internet.

Ma la novità più importante è che, diversamente da Rss, Atom non è solo un formato per presentare un estratto dei contenuti di un sito, ma è anche un insieme di interfacce (Api Application Program Interfaces) per gestire i dati, cioè per produrli, aggiornarli ed eliminarli. Questo rende lo standard appetibile soprattutto ai produttori di Cms (Content Management System) che vedono in Atom uno standard che facilita l’integrazione tra piattaforme eterogenee.

In questa lotta di formati entrano in gioco anche motivi personali: sembra che Dave Winer non sia un collega con cui è facile cooperare, e visto il suo ruolo centrale e interessato allo standard Rss, Atom è un buon motivo per limitarne l’egemonia.
Winer, probabilmente rendendosi conto che la nascita di un nuovo formato totalmente aperto potrebbe farlo prevalere su Rss, si è messo al lavoro su due fronti.

Per prima cosa, in risposta a quanti vedevano nella sua figura l’unico in grado di fare il bello e cattivo tempo sullo standard, ne ha spostato il controllo da Userland Software al Berkman Center for Internet e Society dell’università di Harvard, dove lavora. Nel farlo lo ha rilasciato utilizzando una licenza Creative Commons, così da liberarlo da qualsiasi vincolo commerciale.

Ma Winer si è spinto ben oltre, stendendo la mano ai concorrenti e proponendo in un intervento sul suo blog di lavorare insieme per rendere Atom compatibile con lo standard Rss. Il lavoro di integrazione verrebbe svolto dall’Internet Engineering Task Force (Ietf) che garantirebbe la trasparenza del processo ed eviterebbe le lungaggini tipiche del W3C. Qualche timido segnale di distensione è giunto da Sam Ruby, che vorrebbe entro agosto porre sotto il controllo dell’Ietf lo standard Atom, e da allora invitare tutti a partecipare alla stesura delle specifiche finali.

Nessun problema per gli utenti
Quali saranno le conseguenze per gli utilizzatori di feed Rss? Cosa succederà se i contendenti non si accordano, e ai già tanti formati Rss si aggiungerà anche Atom?. Come detto, cambierà poco.

Chi realizza il suo blog in proprio dovrà probabilmente decidere quale standard presentare sul proprio sito (o usare entrambi, ma ha senso?), mentre per i lettori di feed non ci saranno troppi problemi: nel giro di poco tempo gli strumenti di aggregazione di notizie saranno in grado di leggere indifferentemente l’uno o l’altro formato. Molti lo hanno in realtà già fatto basandosi sulle specifiche correnti, tanto che una lista di programmi compatibili con Atom è resa disponibile sul sito AtomEnabled.org. In effetti, sia Atom sia Rss si basano infatti sullo standard Xml per la definizione dei propri formati: per questo motivo i programmi possono essere integrati con le nuove specifiche senza rivoluzionare il codice già scritto.

Rss: una babele di formati
Quella di Rss è una famiglia di formati nata in casa Netscape e che ha seguito evoluzioni in diverse direzioni, tanto che lo stesso acronimo ha molteplici significati (Rdf [Resource Description Framework] Site Summary, Rich Site Summary e Really Simple Syndication). Il tutto, si diceva, parte da Netscape alla fine degli anni ‘90 e in particolare dal portale My Netscape Network. Venne allora definito il formato Rss allo scopo di includere titoli di notizie provenienti da altri portali del network e consentire ai visitatori di personalizzare l’interfaccia includendo feed Rss di altri siti. Questa è la versione 0.9 dello standard.
A causa della complessità data dall’utilizzo di questo standard Rdf è stata ben presto proposta una versione semplificata, la 0.91, che include caratteristiche proposte da Dave Winer e quindi Userland Software.
Da questo momento lo sviluppo dello standard segue diversi percorsi, anche in conseguenza dell’abbandono, da parte di Netscape, del progetto My Netscape.

O’Reilly, interessata a rendere lo standard estensibile, ha definito la versione 1.0, che segna il ritorno di Rdf e la possibilità di migliorare il formato con l’uso di moduli.
Dave Winer (siamo ormai all’estate del 2002) ha invece proposto la versione 2.0, ma non trovandosi in accordo con i promotori della 1.0, ha scelto di mantenere la semplicità dello standard sacrificandone l’estensibilità (quindi niente Rdf).

Quali tra queste versioni è la più utilizzata da chi rende disponibili i contenuti del proprio sito? Osservando le statistiche dei feed ospitati presso Syndic8 la versione più diffusa è la 0.91 (33%), seguita a ruota dalla 1.0 (32%) e dalla 2.0 (30%).
Queste le tappe principali di un percorso che ha in realtà portato alla definizione di 9 formati, quasi tutti incompatibili tra loro. E adesso è arrivato anche Atom.

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