L’industria dei videogame afflitta da una crisi d’identità
SAN JOSE, Usa (Reuters) - L’industria dei videogame sta fronteggiando una crisi di creatività, mentre i giocatori di una certa età si orientano sempre più verso giochi e serie di giochi basati sui film. E’ quanto rilevato nei giorni scorsi dagli esponenti del settore radunati a convegno.L’industria dei videogame, stretta fra la rincorsa ai seguiti di giochi di successo e caccia nelle biblioteche di vecchi argomenti che si possano rapidamente convertire in giochi, ha davanti una domanda retorica: cosa c’è di nuovo?
“L’industria del gioco naufragherà se non inizieremo a vedere giochi nuovi”, dice Toru Iwatani, l’ideatore di Pac-Man, uno dei primi videogiochi divenuti un successo mondiale, pubblicato da Namco Ltd. nel 1980, che è piaciuto a categorie diverse conquistando in particolare le donne.
Alla Game Developers Conference a San Jose, California, i colloqui si sono incentrati più sul come creare nuovi giochi che su come venderli. E la penuria di nuovi titoli ed i costi crescenti per svilupparli sono stati tra i temi più dibattuti.
Electronic Arts Inc., più grande editore di giochi, ha perfezionato lo stile di creare giochi legati annualmente ad eventi sportivi e versioni videogame di film come Il Signore degli Anelli o Harry Potter (“The Lord of the Rings: The Return of the King” e “Harry Potter: Quidditch World Cup”)
Dei primi 100 giochi venduti in Giappone nel 2001, 10 erano titoli originali, numero dimezzatosi nel 2002 e sceso ad appena due nel 2003.
“Il principio di titoli originali con seguiti si è drammaticamente ridimensionato”, ha detto Ryoichi Hasegawa, veterano del settore che lavorava a Sega prima di passare al settore giochi di Sony .
Le cose vanno un po’ meglio negli Usa, dove secondo Npd Group, lo scorso dicembre la metà dei 20 titoli più venduti su ogni piattaforma erano seguiti o derivati di temi già esistenti.
In parte il problema sta nell’età avanzata dei giocatori, che cresce mentre l’industria matura.
L’estate scorsa Entertainment Software Association ha rilevato che l’età media dei giocatori è salita a 29 anni, sfatando il luogo comune che i giocatori siano principalmente teenagers.
“Il grosso dei giocatori sta diventando più maturo e sta diventando più conservatore”, ha detto Hasegawa nel corso dell’incontro.
Sony , che domina il settore console, prevede per la sua PlayStation 2 una durata di almeno un decennio ed i suoi dirigenti sanno che, con un ciclo così lungo, gli utenti naturalmente invecchieranno ed avranno gusti diversi.
Nel frattempo i diritti di film e programmi tv vengono rincorsi dagli editori di giochi che puntano sul fatto di conquistare i consumatori con qualcosa che sia loro familiare, al momento di decidere l’acquisto di un gioco.
Solo quest’anno, EA ha ottenuto i diritti per “Il Padrino” mentre Take-Two Interactive Software ha stretto un patto sui diritti con Cartoon Network.
Malgrado la proliferazione di serie e giochi su licenza, il creatore di Pac-man Iwatani dice di aver visto accadere nel corso della sua ventennale carriera che giochi nuovi e rivoluzionari appaiono nell’arco di due o tre anni.
“E’ difficile vederla ora ma nel giro di un paio d’anni mi aspetto una ripresa”.




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