Pubblicità indesiderata? Via mail sarà il minore dei mali
La posta spazzatura, come l’abbiamo sin qui conosciuta, è alle prese con un rivale più infido e forse persino più rapido nel propagarsi. La variazione sul tema si diffonde infatti attraverso gli instant messenger. Meglio tenere gli occhi ben spalancatiPossono presentarsi sottoforma di un invito alla scoperta di chissà quali delizie presso un sito rigorosamente X-rated. O assumere invece le innocue vesti di un link diretto a un qualunque canale di news, magari accompagnato da un titolo-bomba: “Catturato Osama Bin Laden”. Vi sono in ogni caso ottime possibilità che il messaggio che state leggendo, quali che siano le sue forme e la sua dicitura, provenga da un insospettabile appartenente alla cerchia degli amici autorizzati al dialogo via instant messenger (Im). Altrettanto buone sono però le chance di dare il via, una volta fatto “clic” sul collegamento ipertestuale di cui sopra, a una interminabile catena di Sant’Antonio fatta di pubblicità indesiderata e molesta. Ciò a dire che sì, lo spam ha fatto il proprio prepotente ingresso nel mondo dei sistemi di messaggistica istantanea e, in quel contesto, assume un peso crescente.
| Spam, antispam e dintorni |
| » Tutti gli articoli |
| Virus e altre minacce |
| » MyDoom e i suoi fratelli |
A incupire ulteriormente il quadro è la scarsa consapevolezza degli utenti riguardo al problema. Mentre i software antivirus e antispam vanno diffondendosi anche presso i privati, ben minore è l’attuale bacino di mercato delle risorse di protezione degli instant messenger, fra i quali il solo Icq incorpora una serie di misure ad hoc. Quel che si può fare, perciò, è evitare di curiosare fra le righe di quegli invii sospetti che invitano a controllare cosa si celi oltre una ben determinata Url.
Altrimenti, si può dar credito agli scettici e agli ottimisti come il responsabile esecutivo del fornitore di prodotti Im Jabber Software Foundation, Peter Saint-Andre. Questi contraddice in toto le opinioni di Radicati e Sakoda, ritenendo invece che la natura di sistema relativamente chiuso propria della messaggistica istantanea rappresenti di per sé un efficace antidoto contro il pericolo-spim e che la sua azienda sia tutto fuorché allarmata dal manifestarsi del fenomeno.




Ancora nessun commento.