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Le novità

Scritto da Daniele Marino

Per chi conosce le versioni precedenti dei due programmi, bisogna dire che i miglioramenti apportati a queste ultime release sono davvero notevoli: in particolare per quanto riguarda OpenOffice.org - che pure non è una release 2.0 ma una semplice 1.1 - le novità sono tali da rappresentare un vero salto di qualità.

Le suite sono composte da quattro moduli principali: elaboratore di testi, foglio elettronico, software di presentazioni ed editor Html. Accanto ad essi si trovano numerosi accessori, tra cui un semplice tool per la grafica vettoriale, un editor di formule matematiche e - solo in StarOffice - il database Adabas D.

Gli strumenti di OpenOffice.org e StarOffice sono sicuramente in grado di rivaleggiare con quelli di Microsoft Office nel mercato casalingo e dei piccoli uffici. Anche se le due suite utilizzano ormai da tempo Xml come base per i propri formati di file, non offrono tuttavia nulla di paragonabile alle potenti funzionalità di livello enterprise e per il lavoro in gruppo presenti nella suite Microsoft. Anche per quanto riguarda il database il confronto non è attuabile: Adabas D è una versione ridotta - relativamente alla dimensione dei database e al numero di utenti supportati - di Adabas, un potente database relazionale che poco o nulla ha a che vedere con l’interfaccia (relativamente) amichevole di Microsoft Access.

I programmi più completi - e anche i più utilizzati nel normale lavoro di ufficio - sono però il word processor e il foglio di calcolo: al loro interno si riesce a lavorare quasi senza accorgersi di essere di fronte a strumenti diversi da quelli finora conosciuti e tutti i documenti creati con altre applicazioni per ufficio si possono aprire quasi senza problemi. Il “quasi” è d’obbligo nel caso di testi e fogli elettronici formattati con precisione millimetrica, che possono richiedere qualche aggiustamento. All’apertura di uno dei programmi della suite ci si trova di fronte un ambiente di lavoro piuttosto familiare: anche se le toolbar e i menu delle applicazioni non seguono in modo troppo preciso i canoni Microsoft, gli utenti di Office o di altre applicazioni Windows di solito non fanno alcuna fatica ad ambientarsi. Le due suite sono peraltro disponibili sia per Windows sia per Linux, e mantengono il medesimo aspetto in entrambi i sistemi operativi.

L’integrazione tra le applicazioni è completa in ogni senso: l’interfaccia dei vari programmi è del tutto coerente, e finestre e menu mantengono sempre una disposizione uniforme, tanto che a volte si rischia di dimenticare quale sia l’applicazione che si sta utilizzando. La finestra delle opzioni è divisa in schede ed identica in tutti i programmi, e la configurazione di menu, toolbar e scorciatoie da tastiera può essere effettuata in modo identico in tutte le applicazioni. Un dettaglio tecnico: l’eseguibile delle varie applicazioni è unico e chiamato soffice.exe; il modulo da lanciare viene indicato semplicemente tramite un parametro sulla linea di comando.

Senza dubbio una delle più interessanti tra le nuove caratteristiche è il supporto a ulteriori formati per l’esportazione dei documenti: oltre a filtri più efficienti per il salvataggio (e l’apertura) nei formati proprietari di Microsoft Office e altre suite per ufficio, OpenOffice.org e StarOffice prevedono il salvataggio diretto sotto forma di documenti Pdf, funzione molto comoda che la suite Microsoft non prevede neppure nella recente versione 2003. Il procedimento è molto semplice (accanto al pulsante di stampa se ne trova un secondo, con cui il documento viene salvato come file Pdf) e non offre tutte le possibilità di personalizzazione di cui dispongono gli utenti di Acrobat: l’esportazione in formato Pdf è però assai comoda, specie in vista della distribuzione via Web dei documenti. Sempre sul fronte della distribuzione tramite il Web, tutti i programmi possono salvare i documenti in formato Html con risultati discreti; purtroppo nel caso delle presentazioni non sono stati compiuti passi avanti sostanziali: per garantire una grafica fedele alla presentazione originale, le pagine Html create dal software di presentazione contengono semplicemente le schermate (in formato Bmp o Jpg) corrispondenti al documento di partenza. Tale approccio è un po’ rudimentale, e genera presentazioni on-line poco maneggevoli e pesanti da scaricare. A partire da questa release è però possibile esportare gli slide show sotto forma di filmato Flash (con estensione.swf), semplice da includere in qualunque pagina Web e riproducibile tramite qualunque browser dotato del player gratuito Macromedia.
Nelle ultime release delle due suite gli strumenti di sviluppo sono stati migliorati in modo sensibile: adesso è possibile registrare dal vivo delle macro che vengono istantaneamente tradotte in comandi Basic. La compatibilità con Vba non c’è ancora, ma il codice realizzato con Microsoft Office non viene eliminato dai file salvati con StarOffice e OpenOffice.org.
Un’altra novità sostanziale, rivolta in particolar modo ai power user, è la possibilità di creare nuove macro registrando i comandi impartiti in tempo reale dall’utente. La presenza di un linguaggio di programmazione ispirato al Basic con cui realizzare nuove istruzioni e personalizzare l’interfaccia dei programmi non è una novità, ma una documentazione tutt’altro che perfetta e la mancanza di strumenti davvero pratici ne hanno reso scomodo (oltre che raro) l’impiego. L’opportunità di registrare macro in diretta permette anche ai meno esperti di fare un salto di qualità nell’uso di StarOffice e OpenOffice.org, e consente a chi invece aspira a diventare abile nella scrittura di codice personalizzato di vedere con i propri occhi come si eseguono i principali comandi. Non è prevista purtroppo alcuna funzione di importazione delle macro Vba create con Microsoft Office, che tuttavia vengono mantenute sotto forma di codice “commentato” (che cioè rimane visibile ma non viene eseguito), e ricreate se si esporta il file in formato Office.

Tra le altre migliorie, sono da rilevare una maggiore stabilità e un migliore rendering a video di caratteri e oggetti, ora quasi del tutto esenti da sbavature e piccole imperfezioni che talvolta affliggevano i programmi nelle loro release precedenti.
La finestra delle opzioni è divisa in schede ed unica per tutte le applicazioni: le personalizzazioni effettuate risultano valide in tutti i programmi della suite, così come alcune modifiche alle toolbar e ai menu.
Naturalmente anche StarOffice e OpenOffice.org hanno i loro limiti: in molti casi si tratta di difetti veniali, facilmente risolvibili tramite le schermate di configurazione o con macro di poche righe, altri più sostanziali. Solo per fare alcuni esempi, alcune impostazioni di default - che vi indichiamo in un box - a nostro parere sono davvero scomode ma possono essere modificate con pochissimi clic del mouse. Tramite qualche semplice macro si possono invece creare nuovi comandi, come l’inserimento di testo non formattato o la cancellazione rapida dei dati nel foglio elettronico.

Un altro limite piuttosto fastidioso, ma parliamo sempre di lievi mancanze dell’interfaccia, è l’impossibilità di contare caratteri e righe di porzioni di documenti. Tra le pecche più evidenti, in un ideale confronto con Microsoft Office, c’è la mancanza di strumenti che rendano le suite più appetibili all’interno di un ufficio - in particolare un database utilizzabile anche da utenti non troppo esperti e da un personal information manager che possa fungere da centro di coordinamento del lavoro di gruppo in alternativa ad Outlook. StarOffice 7
Euro 96,00 Iva inclusa

Produttore: Sun, via Fulvio Testi 327, 20162 Milano; tel. 02-641511.


OpenOffice.org 1.1
Open Source

Produttore: OpenOffice.org.


PRO
Strumenti completi per il lavoro a casa e in un piccolo ufficio
Buone funzioni di automazione e sviluppo in Basic
Buoni filtri di importazione, salvataggio dei file in Flash e Pdf
Prezzo concorrenziale rispetto alle altre suite sul mercato

CONTRO
Piccole ingenuità nell’interfaccia e nelle impostazioni di default
Mancano strumenti pensati per il lavoro di gruppo e per l’azienda

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