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Dal muto al digitale: l’evoluzione dell’Istituto Luce
Scritto da
Claudio Gervasoni

L’Istituto Luce è l’archivio del patrimonio filmico e fotografico italiano fin dall’anno della sua fondazione, nel lontanissimo (visto dai padiglioni di MipTv e Milia) 1924. Un tesoro di 12.000 cinegiornali, 4.700 documentari, 1 milione di metri di filmati non montati e
circa 3 milioni di fotografie. Un patrimonio inestimabile che l’Istituto sta digitalizzando con estrema cura e che soprattutto, unico esempio al mondo, è a disposizione gratuitamente in Rete al sito
Archivioluce.com.
E per mostrare al mondo questa ricchezza di immagini l’Istituto Luce è sbarcato a Cannes con un suo stand (13.27 all’interno del Palais des Festivals) sobrio ma fornitissimo: da “L’Ultima Sequenza” (quella del treno scartata da Federico Fellini a favore di quella del circo per la chiusura del film “8 e 1/2”) a “Lo Sguardo Di Michelangelo” (Michelangelo Antonioni punta la macchina da presa sul restauro del “Mosé” di Michelangelo”)
le immagini più affascinanti della storia italiana si aprono al digitale e allo streaming.
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