Salute: presentato primo sistema sanitario online
ROMA (Reuters) - Un collegamento costante medico-paziente, la possibilità di prenotare visite con un clic e di ottenere cartelle mediche evitando lungaggini burocratiche.Sono alcuni degli obiettivi del progetto Fimed.net, un portale ideato da un’azienda pugliese che entro giugno conta di dar vita al primo sistema sanitario online.
E’ quanto si legge in un comunicato diffuso da Fimed, azienda leader nel settore dell’information technology sanitaria che oggi ha illustrato a Roma il progetto.
“Il progresso scientifico si accompagna sempre più a quello tecnologico … I cittadini, d’altro canto, esprimono il forte bisogno di poter semplificare e velocizzare i rapporti con le istituzioni”, dice nella nota Antonio Messina, amministratore delegato di Fimed, spiegando come sia nata l’idea di Fimed.net.
Il portale si propone di colmare le distanze esistenti fra pazienti, medici, strutture e istituzioni, per consentire alla sanità di riuscire “ad essere sempre più a misura del cittadino e delle sue esigenze”, dice Messina.
Attraverso Fimed.net dovrebbe essere possibile prenotare visite, richiedere referti e cartelle cliniche, avere un incontro in audio-videoconferenza col proprio medico e scambiare con lui eventuali allegati, essere avvisati per e-mail o sms di una scadenza clinica - come una vaccinazione o un controllo - e avere accesso costante online al proprio fascicolo sanitario.
I medici e le strutture sanitarie potranno pubblicare sul portale - senza bisogno di personale specializzato - un proprio sito web per dare informazioni sui servizi offerti, mentre i pazienti avranno una casella di posta elettronica per inviare e ricevere e-mail protette e allegati con informazioni come referti diagnostici e analisi.
Sarà inoltre possibile scegliere la forma di comunicazione che si preferisce tra videoconferenza, instant messaging ed sms.
Fimed.net - dice la nota - è già in grado di raggiungere circa 10.000 medici di base sui circa 54.000 presenti in Italia. Questo significa che il progetto “potrebbe rappresentare da subito uno strumento di elevata valenza sociale per quasi 10 milioni di pazienti”.




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