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Ottimizzare Cpu e chipset

Scritto da Vittorio Margoni

Ecco alcuni consigli pratici per assicurarsi che il sistema sia sempre in grado di rendere al massimo delle sue possibilità.
AMD e Intel, attori indiscussi del mercato delle Cpu per sistemi desktop, nel corso di questi ultimi due anni hanno consolidato le rispettive piattaforme di riferimento, il Pentium 4 e l’Athlon, introducendo in maniera sistematica modelli sempre più veloci ed evoluti. Al momento il vero salto tecnologico è stato compiuto solo da AMD che, con l’introduzione dell’architettura x86-64, ha indubbiamente segnato una pietra miliare per il mercato consumer e non. VIA dal canto suo sembra aver vinto la scommessa Epia e, con il lancio del nuovo formato Nano-itx, si appresta a rinnovare il successo ottenuto con i prodotti Mini-Itx. Grazie ai costi molto bassi e alle ridotte potenze richieste (le specifiche parlano di 7 watt per il modello a 1 GHz), la soluzione del colosso taiwanese si rivela estremamente indicata per sistemi ultracompatti e set-top-box.

Negli ultimi due anni, oltre al consolidamento delle posizioni di Intel e AMD nel segmento delle Cpu, abbiamo anche assistito all’ingresso, nel mercato dei chipset, di due nuovi player, tradizionalmente legati al segmento della grafica: Nvidia e ATI. La prima, nonostante la realizzazione del chipset per la console di casa Microsoft, non ha mai ottenuto le licenze per sviluppare prodotti per Cpu Intel e ha quindi proseguito e consolidato la partnership con AMD. ATI invece è riuscita a siglare un importante accordo con Intel che le ha permesso di rilasciare sul mercato un prodotto valido e in grado di supportare tutti i recenti processori della serie Pentium 4.

Al momento l’unico problema del produttore canadese sembra essere la stabilità dei driver, comunque giustificata dalla recente introduzione sul mercato del Radeon IGP. VIA, risolte le controversie legali con Intel, relative alle licenze per la produzione di chipset per piattaforma Pentium 4, sta recuperando quote di mercato, grazie anche all’ottima riuscita dei recenti prodotti per AMD Atlhon 64. SiS e Ali, specializzate nella realizzazione di prodotti a basso costo ed elevata integrazione, sono le cenerentole del gruppo, risultando sempre in lieve ritardo rispetto ai concorrenti. Un discorso a parte riguarda Intel e AMD. Se la prima può vantare un ragguardevole catalogo di prodotti, in grado di soddisfare tutte le esigenze degli utilizzatori delle proprie Cpu, la seconda, meno interessata al settore, ha limitato i propri prodotti alle esigenze base legate al lancio dei nuovi processori. Oltre all’efficienza delle singole soluzioni proposte dai diversi produttori, il supporto che essi sono in grado di fornire è un aspetto fondamentale che non deve essere trascurato. La presenza di driver unificati, come nel caso di Nvidia e VIA, consente infatti di disporre di una soluzione di installazione rapida e, solitamente, priva di sorprese.

Altri produttori, come AMD e Ali, hanno iniziato a fornire pacchetti unici in grado di riconoscere automaticamente i chipset della scheda madre e in grado di installare la versione corretta dei driver. L’unico inconveniente riguarda le dimensioni del file da scaricare che, per la soluzione AMD, raggiunge i 17,6 MByte. Negli altri casi la procedura da seguire varia di volta in volta a seconda delle specifiche istruzioni dei diversi produttori e, per esperienza diretta, consigliamo sempre di attenersi scrupolosamente a quanto indicato dal costruttore. Nel caso di Intel, per i prodotti della serie 800, e ATI, per le soluzioni Radeon IGP, i passi da seguire sono sostanzialmente tre o quattro, mentre per SiS le cose sono lievemente più complesse.

Consigliamo in ogni caso di installare i driver del chipset subito dopo aver installato il sistema operativo e i relativi service pack e, in seguito, di procedere prima con le librerie grafiche DirectX, poi coi driver della scheda grafica e infine con Windows Update. Solo al termine di queste operazioni si può procedere all’installazione dei software aggiuntivi.

Per quanto concerne le Cpu, non ci sono driver particolari da installare, anche se la presenza di funzionalità avanzate o il corretto utilizzo delle diverse istruzioni multimediali implementate richiedono che il sistema operativo riconosca correttamente la Cpu. In ambiente Windows 2000, per esempio, Intel consiglia di disabilitare la funzionalità Hyper-Threading dei recenti processori Pentium 4 in quanto non supportata dal sistema operativo, nemmeno con i recenti service pack. Sotto questo aspetto con Windows XP, sia nella versione Home sia in quella Professional, il problema non si pone anche se, per evitare spiacevoli sorprese, è buona norma installare il sistema operativo dopo aver abilitato da Bios la funzionalità Hyper-Threading. Un discorso a parte lo meritano ovviamente le nuove Cpu x86-64 di casa AMD, per le quali è invece consigliabile installare l’apposito driver fornito dalla casa di Sunnyvale. In termini di supporto alle istruzioni multimediali consigliamo invece di procedere periodicamente all’aggiornamento del sistema operativo in quanto molto spesso vengono aggiornati gli algoritmi di supporto ai vari set di istruzioni. A titolo di esempio segnaliamo gli aggiornamenti dei vari codec windows media e del programma MovieMaker che, con la versione 2, ha introdotto il corretto supporto da parte del sistema operativo al set di istruzioni multimediali di AMD.

Per avere sempre sotto controllo i parametri di lavoro di chipset e Cpu si può ricorrere a delle piccole utility gratuite, come Cpu-Z o Motherboard Monitor, giunta alla versione 5.3.5.1, in grado di monitorare tutti i principali parametri del sistema come la frequenza di lavoro di Cpu e memorie, i tempi di latenza di queste ultime, le velocità di rotazione delle ventole, i valori delle tensioni di alimentazione dei vari componenti e le temperature di Cpu, scheda madre e dell’interno del telaio. L’installazione e l’utilizzo del software è molto semplice e, grazie a un completo database di schede madri, con ben 821 prodotti di 73 diversi costruttori, è possibile configurare in maniera ottimale tutti i parametri del software in pochi passi. Le informazioni fornite vengono lette dai sensori presenti sulla scheda madre e monitorate dai chip di diagnostica abbinati ai vari chipset. Ancora a sottolineare la completezza di questo software segnaliamo il supporto a una ottantina di chip di monitoraggio, i più diffusi sul mercato, e una cinquantina di chipset.

La memoria

Agire sui timing delle memorie e, più in generale, operare un lieve overclock della frequenza di lavoro è sempre la strada più breve per spremere qualche frame in più da un gioco o migliorare la velocità del sistema. Come sempre ripetiamo sulle pagine del nostro giornale la pratica dell’overclock non è comunque una teoria certa, in quanto molti fattori che ne influenzano la buona riuscita sono fuori dal controllo dell’utilizzatore finale. Molto spesso infatti il successo del procedimento dipende dal lotto di produzione e dalla qualità del silicio utilizzato per i componenti in gioco oltre che dalle possibilità offerte dal chipset e dal costruttore della scheda madre. Un Bios molto dettagliato e ricco di impostazioni facilita certamente il compito ma se i componenti non sono di ottima qualità le possibilità di successo sono comunque molto risicate. Come hanno evidenziato i test condotti in laboratorio l’abbassamento dei timing ha un effetto di minor rilevanza rispetto all’incremento della frequenza di lavoro. Ciò è essenzialmente dovuto al fatto che all’aumentare della frequenza cresce anche la banda passante disponibile tra memoria e chipset e quindi, se il processore è in grado di sfruttare tutti i dati che gli vengono forniti, le prestazioni ne traggono un indubbio beneficio.

Ovviamente la combinazione che produce gli effetti migliori, e molto spesso la più difficile da realizzare, comprende sia l’abbassamento dei timing sia l’innalzamento della frequenza di lavoro della memoria. Bisogna comunque procedere con cautela e verificare ogni volta la stabilità del sistema.

Il nostro consiglio è quindi di provare inizialmente a ridurre i parametri di latenza Cas (Column Address Strobe) e Ras (Row Address Strobe), quest’ultimo solitamente presente nel Bios alla voce Ras Precharge Time, e di verificare, mediante un benchmark, gli incrementi di prestazioni e la stabilità del sistema. Nel caso le memorie non permettessero di ridurre troppo questi parametri, ricordiamo che i migliori moduli in commercio hanno parametri 2-2-2, allora può valere la pena alzare i timing e operare sulle frequenze.

A questo punto però bisogna studiare attentamente il Bios della propria scheda madre: tutti i prodotti più recenti vincolano infatti la frequenza di lavoro delle memorie a quella del Fsb. In questo caso per aumentare la frequenza della memoria si deve procedere anche all’overclock della Cpu e le cose si possono quindi complicare. Altri Bios, invece, permettono, tramite appositi moltiplicatori, di variare solo la frequenza delle memorie, rendendo il compito leggermente più facile.

In alternativa potete ricorrere ad alcune utilities freeware che permettono di migliorare le prestazioni del sistema ripulendo periodicamente la memoria dai dati inutilizzati e massimizzandone l’efficienza di utilizzo.

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