E-mail, la lotta allo spam in Europa segna i primi risultati
LONDRA (Reuters) - Attenzione “Signori dello spam” via email: gli europei hanno finalmente vinto lo scontro legale con gli spacciatori digitali di pornografia, miracolose cure sessuali e consigli per diventare rapidamente ricchi.Alcuni dei più importanti provider mondiali di servizi email, tra cui Microsoft e Aol, hanno cominciato a istruire denunce contro gli spammer sulla base di una montagna di denunce, e a riportare le prime vittorie legali.
Nel dicembre scorso, un tribunale tedesco ha imposto a tre società di smettere di inviare email pronografiche agli utenti di Hotmail. E recentemente i giudici francesi hanno emesso una sentenza contro un uomo che ha ammesso di aver inviato 150.000 email per pubblicizzare uno “scooter elettrico pieghevole” agli utenti di Hotmail e Aol.
Lo stillicidio di cause coronate dal successo non sembra però metter fine al flusso di messaggi di posta elettronica non sollecitati, ma almeno offre ai consumatori qualche speranza di avere giustizia.
“Lo spam occupa un posto alto sull’agenda di molti governi. E’ una materia difficile da gestire, ma assistiamo a qualche progresso su questo fronte”, dice Beatrice Belmas, direttrice degli affari legali per Microsoft Europa.
GIUSTIZIA SPAM
Negli Usa, dove il giro di vite legale contro lo spam è cominciato già da alcuni anni, decine di tribunali in tutto il paese hanno multato gli spammer e imposto loro di cessare le attività.
Attualmente, fanno sapere Microsoft e Aol, molti sono i casi in pendenza anche in Europa, Danimarca e Svezia comprese. Lo scontro legale coincide col sorpasso delle “email spazzatura” sui normali messaggi di posta elettronica. E, sospetta la polizia, il crimine organizzato sta usando tecniche di tipo spam per sottrrarre ai clienti dei servizi di banking online le password e informazioni riservate, o per diffondere virus capaci di prendere il controllo dei pc infetti.
“Occorre combattere lo spam su tutti i fronti, compreso quello di portare in tribunale i grandi spammer, e L’Europa è desiderosa di collaborare”, dice Eric Walter, che guida l’unità anti-spam del governo francese.
Il consiglio francese per la difesa dei consumatori, CNIL, ha cominciato a collaborare con le agenzia governative Usa, tra cui la Federal Trade Commission, per individuare i più grossi spammer internazionali.
PROBLEMI DI LEGISLAZIONE
Sono in molti a ritenere che sarà necessaria la cooperazione internazionale, e forse i trattati multi-nazionali, per bloccare il flusso di spam.
Ma prima che gli inquirenti possano ottenere un ruolo internazionale, ci sono ancora alcune difficoltà in Europa. La scorsa settimana, la Commissione europea ha minacciato di portare davanti alla Corte europea di Giustizia otto stati membri — tra cui Belgio, Francia e Germania — perché non hanno attuato la direttiva Ue sulla privacy, una norma che mette al bando l’invio di email senza il consenso del destinatario.
Gli anti-spam vorrebbero vedere applicate nuove leggi che impongano pesanti multe e anche carcere per i recidivi.
“Il problema, con le multe, è che si ha che fare con gli autori di frodi. Non hanno intenzione di pagare”, dice Steve Linford, fondatore del britannico The Spamhaus project, un organismo per la lotta allo spam.
Un altro ostacolo sono gli stessi tribunali. I casi di spam sono un territorio vergine per i giudici e per i pubblici ministeri. “Siamo andati in tribunale solo per scoprire che i giudici non avevano mai usato Internet prima. Facciamo praticamente formazione sul posto. Ma sono davvero interessati”, dice Belmas.
Comunque, maggiori fornitori mondiali di servizi email continuano a investire fortemente nelle misure anti-spam, che comprendono sia rimedi tecnologici che azioni legali: “Non possiamo aspettare. Il nostro obiettivo è di fare quanto necessario per ridurre significativamente il problema”, conclude Belmas.




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