Gentili utenti vi informiamo che il team di MyTech si è spostato sul canale Hitech & Scienza di Panorama.it

      non hai uno username? regìstrati   /   recupera la password

apple / google / microsoft
unmapped

La ricerca universitaria è attenta all’immagine

Scritto da Fabio De Lorenzi

internet2.jpg
Lavori in corso alla Purdue University: in via di sviluppo c’è un prototipo di search engine visuale che pur essendo a tutt’oggi lontano dall’uscita sul mercato trova già nel panorama commerciale hi-tech più di una importante apripista
Realizzato a mano libera su un foglio digitale, il ritratto finisce in pasto al motore di ricerca. Che lo ingoia, lo metabolizza assieme al proprio database e dà in risposta tutte le immagini che risulteranno simili al disegno.
Non è un search engine qualsiasi e lo si è capito. Funziona con le immagini anziché con i testi, e anche questo è chiaro. Resta da capire da dove arriva. Proviene dagli States, per l’esattezza dai laboratori della Purdue University.
Fantascienza, parrebbe. Invece è tutto vero. Con un unico punto interrogativo: al momento le dimensioni della base-dati cui il motore si appoggia non possono andare oltre le poche migliaia di immagini. Non sembrano invece avere confini le potenzialità di applicazione di un tale ritrovato, che riusciranno a esprimersi appieno solo al momento della sua definitiva uscita dai laboratori.

Super motori
» Il meglio sulla ricerca
Il prototipo di motore presentato dalla Purdue deve essere considerato come l’ultima e più avanzata espressione del fenomeno, che tuttavia vanta dei corrispettivi in embrione su scala commerciale.
È per esempio il caso di Virage, una delle società leader nel campo delle tecnologie di ricerca di immagini e di video acquisita di recente da Autonomy, altro grande player del ramo-ricerche per il settore aziendale. Oppure della californiana Vima Technologies, che tra tutte quelle del gruppo sembra essere la più vicina alle sperimentazioni dell’Università Purdue. In particolare, nel suo portfolio tecnologico spicca una tecnologia specializzata nel classificare le immagini sulla base delle loro caratteristiche strutturali anziché semplicemente attraverso un’informazione testuale.
Eppure, in mezzo a tanta voglia di investire per individuare la killer application nel visual search, lo stato dell’arte - che già può essere toccato con mano da chiunque - proviene dalla comunità open source. Si tratta di Img Seek, un software per Linux che permette di creare archivi di immagini esplorabili mediante rudimentali schizzi realizzati con un programma di grafica.

Tornando all’invenzione della Purdue, va precisato che per vederla all’opera su Internet occorrerà attendere ancora qualche tempo: presumibilmente una decina d’anni, forse anche quindici. Tanto ci vorrà infatti per risolvere il grande problema, cioè far sì che i numerosi dettagli di una forma che l’utente sviluppa nella propria mente possano essere descritti al motore attraverso un’interfaccia adeguata.
Prima di allora, la ricerca per immagini rimarrà un’attività sostanzialmente di tipo testuale, sul genere di quelle che già oggi sono offerte dai principali portali e search engine della Rete (quali l’onnipresente Google), che prevedono l’interrogazione del database da parte dell’utente mediante una parola chiave e alle quali il motore consegna in risposta tutte le immagini che hanno come metadato la stessa (o le stesse) keyword specificate.

Commenti   (Inserisci un commento)

Ancora nessun commento.

Effettua il login