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La Rete ritrova il suo scopo: l’aggregazione

Scritto da Fabio De Lorenzi

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Nel carniere dei successi, l’etichetta di “slashdotted”, crollato per eccesso di visite dopo la segnalazione di un organo (molto) specializzato. Alle sue spalle, alcune fra le teste più brillanti del Web e non solo: ecco People Aggregator
Tra pionieri e vedette come Friendster e Orkut di Google, tra soggetti meno noti che rispondono al nome di Linked In, Tribe.net o del fantomatico Wallop di Microsoft, il fenomeno del social networking si arricchisce per la quantità dei soggetti coinvolti e per la qualità dei servizi che via via vengono aggiunti.
Secondo una dinamica già vista altre volte nel mondo Internet, per questi servizi la fase più prossima dovrà essere quella dei profitti. L’alternativa è altrimenti il dietro-front verso il dimenticatoio. Per tutti o quasi. Altrove, ma sempre nel contesto dei siti in cui si socializza, nascono invece realtà sui generis come People Aggregator, che al momento può essere considerata come una delle emanazioni più interessanti del social networking open source e che - almeno per ora - non sembra essere animata da velleità economiche.

Sulle prime doveva la sua fama all’essere stato “slashdotted”, cioè all’esser crollato per eccesso di visite dopo la segnalazione di Slashdot, la rivista telematica più famosa della Rete il cui pubblico è composto in prevalenza da super-appassionati dell’hi-tech.
Oggi, People Aggregator è in versione beta e si configura - dicono i suoi autori - come “uno stato della mente”. Sta però crescendo, assicura dal suo personal blog relazionale Marc Canter, noto ai più per aver creato, negli anni ‘80, la società Macro Mind, divenuta poi Macromedia in seguito a una serie di fusioni.

Realizzato con il linguaggio di programmazione Php, People Aggregator gira attorno a uno standard aperto conosciuto come Foaf (Friend of a friend). Foaf è il nome-acronimo del personaggio ipotetico al quale capitano tutte le vicende descritte nelle leggende metropolitane, ma è anche un dialetto della famiglia Xml (o un vocabolario Rdf) in grado di gestire relazioni interpersonali on line attraverso la costruzione di una rete di amici di amici di amici.
Appoggiandosi ai principi teorizzati dall’antropologo Jan Harold Brunvand (che della locuzione “friend of a friend” è stato l’inventore) e ripresi più avanti nel tempo anche delle teorie del sesto grado di separazione, gli autori di People Aggregator (oltre a Canter se ne occupa anche Eric Sigler) stanno tentando di usare il Web per creare spazi in cui gli iscritti sono interconnessi in una sorta di grande mappatura che li possa coinvolgere già a partire dal semplice contatto e fino ai rapporti di amicizia più stretti. Il fine ultimo e unico è sempre lo stesso: socializzare.

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