Prova: Panasonic X60
Con soli 7,5 centimetri di lunghezza, è uno dei più piccoli cameraphone in commercio. Un oggetto che farà tendenza, ma che forse deluderà le aspettative dei “tecnofili”. Si fa sentire, in particolare, l’assenza di un display esterno e la scarsa capacità della memoria
A giudicare dal massiccio battage pubblicitario che ne ha accompagnato l’uscita sul mercato, l’X60 non intende correre il rischio di passare inosservato. Rischio, peraltro, piuttosto remoto, visto che Panasonic ha speso molte delle sue cartucce per la cura degli aspetti stilistici. Sono soprattutto le dimensioni del terminale a fare notizia: con poco più di 7 centimetri di lunghezza, l’X60 è infatti uno dei cameraphone più piccoli attualmente sul mercato. La domanda, però, nasce spontanea: quanta e quale tecnologia può nascondersi sotto un vestito così succinto?
HardwareUna risposta al quesito è fornita, in prima battuta, dal consueto tabellino delle specifiche tecniche. Che ci informa innanzitutto che l’X60 è un cellulare dual-band con Gprs di classe 8 (4 per il Gsm 900, 1 per il 1800) e browser Wap 2.0. Il display (c’è solo quello interno) è a 65.000 colori con un risoluzione massima di 128x128 pixel. A disposizione, per la comunicazione con il pc e gli altri device mobili, una porta infrarossi. Assente invece sia il Bluetooth che il cavo dati. In termini di messaggistica, l’X60 supporta Sms e Mms, ma non gli Ems, né il client di posta elettronica. L’X60 è il primo cellulare a marchio Panasonic a essere Java-compatibile, e non dunque In Fusio come vuole la più recente tradizione del produttore. Non sfugge invece alla regola la customizzazione Vodafone, che ormai per Panasonic è quasi una seconda pelle. Il brand dell’operatore è ben visibile, all’esterno come all’interno, con la consueta enfasi per i servizi Vodafone live!, accessibili già dalla home del telefonino.
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- Dimensioni (antenna esclusa): 75,5x44,5x27 mm;
- Peso: 82 g;
- Volume: 74 cc;
- Chiamata a vibrazione;
- Memorie telefoniche interne: 300;
- Giochi prevaricati: 1;
- Download suonerie, wallpaper e giochi;
- Auricolare;
- Cavo presa accendisigari auto;
- Capacità della memoria: 1Mb per l’archivio, 700kb per gli Mms, 500kb per i giochi;
- Autonomia batteria (680 mAh Li-Ion): max 300 minuti in conversazione, max 230 ore in stand-by.
Come funziona
Come si è detto in apertura, la cura per gli aspetti stilistici rappresenta uno dei tratti più caratteristici di questo modello. Compatto come pochi, l’X60 è il classico cellulare che calza a pennello con le dimensioni di un taschino o di una borsetta. Particolarmente raffinata, poi, la livrea della conchiglia, specie nella parte superiore, dove spicca un armonioso gioco di ellissi concentrici. Buona, anche se non ai livelli dell’X70, la qualità dei materiali impiegati, nel complesso ben assemblati. Colpisce però l’assenza di un display esterno, ormai praticamente un must fra quei produttori che optano per la soluzione a conchiglia. Ciò significa che per avere le informazioni base, quali ora, campo e identificativo del chiamante, è necessario sempre e comunque aprire il terminale.
A dire il vero, qualche informazione l’X60 la fornisce pure da chiuso; il guscio della conchiglia si illumina infatti con colori diversi a seconda dell’evento: verde all’arrivo di nuovi Sms/Mms, blu per le chiamate in entrata, rosso per quelle non risposte, porpora all’accensione della sveglia. Quanto al display interno, nonostante gli scarsi centimetri a disposizione, l’X60 garantisce una buona visualizzazione dei contenuti, facilitato anche da una grafica piuttosto pulita, soprattutto per quanto riguarda i caratteri alfanumerici.
Per la navigazione, il telefono si avvale di un mouse multifunzione, comodo e preciso, coadiuvato dai due tasti multifunzione laterali. La consultazione dei menu è piuttosto agevole, facilitata dai collegamenti (sei, configurabili) per l’accesso rapido alle applicazioni. Decisamente gradevole, fra gli altri, l’impostazione del menu messaggi, che prevede una pratica anteprima con scorrimento laterale del testo; apprezzabile inoltre la scelta di non archiviare le notifiche sul recapito degli sms, che vengono semplicemente visualizzate tramite una wizard a scomparsa.
La ricezione è nella media degli attuali dual-band in commercio, sebbene l’X60 manifesti una certa lentezza a riprendersi il segnale dopo averlo perso. Buona la qualità dell’audio in ascolto, anche se qualche “tacca” in più di volume certo non guasterebbe.
Non entusiasmanti invece le performance della fotocamera integrata. Al di là della risoluzione, allineata - pixel più, pixel meno - con gli attuali standard in circolazione, delude la qualità cromatica degli scatti, che si rivelano piuttosto sbiaditi e con una certa tendenza a farsi “ingannare” dal bianco; scarsa anche la dotazione delle regolazioni opzionali, che annovera solamente un sistema di adattamento notturno (poco influente), un setting della luminosità, un dispositivo anti-sfarfallio (1:50 Hz o 2:60 Hz) e la presenza di un tasto, sul fianco destro della scocca, che permette di accedere alla fotocamera anche a terminale chiuso; assente invece lo zoom. A scoraggiare ulteriormente l’utilizzo delle funzionalità fotografiche, vi è poi la scarsa capacità della memoria: solo 2,2 i Mb a disposizione dall’X60, condivisi naturalmente anche fra le altre applicazioni. Fra queste, c’è ovviamente la rubrica, che può contenere 300 voci (più naturalmente quelle della Sim) ma che non prevede l’inserimento multicampo, limitandosi a registrare solo il nome e il numero del contatto. L’ultima nota riguarda l’autonomia della batteria, che è di circa 36 ore nell’utilizzo a pieno regime.
L’X60, secondo quanto riportato dal listino ufficiale Vodafone, è in vendita a un prezzo di 299 euro.
Conclusioni
L’utenza mobile, soprattutto quella nostrana, si è sempre dimostrata sensibile ai terminali piccoli e di tendenza. In questo senso l’X60 ha pochi rivali in commercio, forte soprattutto delle dimensioni particolarmente contenute e di un design molto personale. Il discorso si fa più complicato quando si entra nel merito degli aspetti tecnologici. Da questo punto di vista, infatti, l’X60 non brilla per particolari aspetti d’eccellenza e, a parità di prezzo (anche se con qualche centimetro in più), il mercato può offrire alternative ben più sostanziose. Citiamo, ad esempio, il Motorola V525, che per la stessa cifra offre due bande in più di ricezione, il display esterno, il supporto e-mail, e 5 Mb di memoria.




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