La voglia di investire delle Pmi Usa non durerà a lungo
Distributori, dealer, integratori e fornitori di soluzioni in genere devono cogliere l’attimo. Lo dice un’inchiesta concentrata soprattutto sul versante Smb, che segnala un crescente desiderio di spesa per le tecnologie. Un fenomeno di breve durata, però.Una fra le testate di riferimento del canale It statunitense, Computer reseller news, ha reso noti i risultati dell’indagine, condotta a febbraio su un campione di 307 rivenditori, mirata a svelare le previsioni di spesa della piccola e media azienda sul breve periodo.
Assumendo come unità di misura un indice di 100 punti corrispondente alle aspettative di investimento registrate nel maggio del 2000, i sondaggisti della rivista hanno visto l’indicatore complessivo attuale impennarsi sino a 109 punti, contro i soli 88 del mese di gennaio.
Gli operatori del canale indiretto mostrano così di avere fiducia nella imminente ripresa di un circolo virtuoso per il mercato hi-tech, anche se è difficile pronosticarne una significativa durata. L’incertezza per il futuro resta infatti lo stato d’animo preponderante, anche perché l’informatica non riesce a garantire una ripartenza significativa dell’occupazione.
Certo è che il punteggio assegnato dagli operatori interpellati ad alcune categorie di prodotti supera di gran lunga la pietra di paragone del glorioso Y2K. I desktop schizzano a 125 punti contro gli 84 di gennaio, i notebook a 165 rispetto ai precedenti 142. Mentre infine per i server Unix l’aspettativa di investimento è stata di 124 punti a febbraio (a gennaio erano ben 60 in meno), un rallentamento si è visto sul versante networking. Qui scende di 2 punti (dai 75 d’inizio anno) l’hardware, di ben 15 (94-79) il software.
Interessante anche l’occhiata che il report riserva a quelli che, sempre nelle attese dell’indiretta, saranno i rilasci best-seller del segmento Pc. Hewlett-Packard è in cima alla lista dei più venduti fra i computer da scrivania solo per 16 Var su 100 (25% a gennaio). Dell può contare su 30 preferenze su 100, in salita di 2 punti sul primo mese del 2004, ma a fare la parte del leone ci sono i white box assemblati. Se nel gennaio 2003 erano stati indicati fra i campioni di vendita da soli 33 negozianti su 100, a frebbraio lo erano per il 41% degli intervistati, passando per il 35% di tre mesi fa.
A riequilibrare la situazione in favore dei big sono i portatili. Solo l‘11% dei dettaglianti mette le scatole bianche ai primi posti delle hit-parade, mentre salgono le quotazioni di Ibm (dal 9 al 15% in un mese) e Toshiba (da 7 a 11). Le preferenze assegnate alle grandi contendenti Hp e Dell Computer calano rispettivamente dal 25 al 17% fra gennaio e febbraio e dal 38 al 25%.
I no-brand ritornano sugli scudi in area server Pc, dove ottengono il picco di 36 segnalazioni su 100 contro le 22 di casa Fiorina, crollata di 12 punti in un mese. Stando agli esperti il buon andamento degli assemblati - che raggiungono solitamente più avanti i loro apici di fatturato - si dovrebbe anche alla sostanziale tranquillità del panorama della componentistica. Nessun elemento fra processori, schede madri, dischi e memorie sarebbe minacciato, a detta dei 307 value added reseller, da particolari problemi di approvvigionamento.




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