Ottimizzare le unità ottiche
La presenza di più drive Ide richiede un’installazione dell’hardware oculata per evitare rallentamenti. Aggiornare il firmware è indispensabile per mantenere efficiente l’unità.Installare e configurare un’unità ottica interna con interfaccia Ide/Atapi non è un’operazione particolarmente complessa. Nella maggioranza dei casi, con i Pc di generazione più recente l’utente non deve preoccuparsi di nulla: normalmente, questi sistemi sono dotati di un unico disco fisso di grandi dimensioni collegato come unità master al canale Ide primario della scheda madre, affiancato da un drive ottico (lettore di Dvd-Rom, combo Dvd/Cd-Rw, masterizzatore di Cd o Dvd) connesso separatamente al canale Ide secondario.
Con un numero superiore di unità interne, invece, ci si può attenere a un semplice principio guida: mantenere il drive sorgente e il drive di destinazione su canali Ide separati per ottimizzare le operazioni di trasferimento dei dati. Questa regola deriva dal fatto che due unità Ide collegate alla stessa porta, una come master, l’altra come slave, devono condividere il canale. Quando uno dei due drive riceve una richiesta di I/O, nessun’altra richiesta di I/O può essere ricevuta dall’altro dispositivo finché il primo non ha risposto.
Se alla configurazione tipica (hard disk come master sul canale Ide primario e Cd recorder come master sul canale Ide secondario) fosse necessario aggiungere, per esempio, un lettore di Dvd-Rom, dovremmo impostare quest’ultimo preferibilmente come unità slave sul canale Ide primario. In questo modo sarebbe possibile sia eseguire copie al volo di Cd e Dvd alla massima velocità sia creare Cd e Dvd partendo da dati archiviati su disco fisso senza subire rallentamenti. Il rovescio della medaglia di questa soluzione è rappresentato dal rallentamento dell’hard disk in caso di uso contemporaneo del drive di Dvd-Rom. L’installazione di un controller Ide aggiuntivo su scheda Pci o l’adozione di interfacce alternative ad alta velocità (Usb Hi-Speed e IEEE 1394/FireWire) per le quali è disponibile un ampio numero di hard disk e drive ottici esterni consentono di evitare tutti i compromessi imposti dallo standard Ide in caso di configurazioni complesse. Un ruolo ormai marginale è occupato dalle unità Scsi, che all’efficienza dell’interfaccia oppongono una maggiore complessità di configurazione. Pochissimi produttori hanno presentato nel corso del 2003 prodotti rivolti a questo standard.
I sistemi più recenti per processori Intel e AMD consentono all’utente ampie possibilità di scelta su quale soluzione adottare, integrando direttamente sulla scheda madre tutte le componenti necessarie a implementare le più diffuse interfacce per le memorie di massa, inclusa Serial Ata. Di fatto, i test svolti nel laboratorio di PC Professionale hanno confermato che le unità Ide interne e i corrispondenti modelli esterni per Usb Hi-Speed e IEEE 1394 si comportano in modo equivalente.
Tutti i drive ottici Ide più recenti supportano il protocollo Ultra Ata-33: per ottenere le prestazioni più elevate e ridurre il carico di lavoro del processore durante le operazioni di input/output si deve attivare la modalità di trasferimento Dma dal Bios e dal sistema operativo. Talvolta, i driver Ide ottimizzati per i singoli chipset possono generare problemi con alcune unità ottiche: in questo caso, è necessario rimuovere il software e utilizzare il supporto Dma standard di Windows.
Aggiornare il firmware
Il firmware è il codice eseguibile non modificabile memorizzato in modo permanente o semipermanente in un chip di memoria non volatile e specificamente sviluppato per il componente hardware cui appartiene.
Nel caso di un masterizzatore, il firmware contiene le istruzioni relative a tutte le funzioni e operazioni, semplici e complesse, svolte dal dispositivo. Come detto, il codice è memorizzato in un chip di memoria capace di ritenere i dati anche in assenza di alimentazione elettrica ed è immediatamente disponibile all’unità alla sua accensione. La memoria è riprogrammabile direttamente via software e ciò consente ai produttori dell’hardware di rilasciare aggiornamenti periodici per correggere difetti, estendere le funzionalità dell’unità e la compatibilità con software e supporti specifici.
Poiché molte delle unità in commercio sono basate su una comune meccanica, la cura posta nell’ottimizzazione del firmware e la frequenza delle revisioni messe a disposizione degli utenti rappresentano spesso il valore aggiunto offerto da un produttore rispetto a un altro.
Con i sistemi operativi Windows 9x e Millennium Edition, la versione del firmware è visualizzata nelle proprietà del drive in Gestione periferiche. Windows 2000 e Windows XP forniscono l’informazione all’interno di Microsoft System Information (presente nel gruppo Accessori/Utilità di sistema), alla voce Id periferica Pnp nel pannello destro della finestra dell’utilità, accessibile espandendo il ramo Componenti e selezionando la voce Cd-Rom.
Il numero di versione è riportato anche da tutti i software di masterizzazione e da numerose utilità di analisi e diagnosi delle unità ottiche.
Oltre ai siti Web dei singoli produttori dell’hardware, esistono in Rete diverse risorse utili che raccolgono i firmware disponibili per un ampio numero di lettori e masterizzatori di Cd e Dvd. Una di queste è il portale The Firmware Page, raggiungibile all’indirizzo http://forum.rpc1.org/portal.php. Qui, però, occorre procedere con una certa cautela: il sito raccoglie sia le versioni rilasciate dai produttori sia alcune versioni personalizzate in modo autonomo da programmatori indipendenti. Queste sono sviluppate partendo da release ufficiali che vengono “geneticamente modificate” per diversi fini. Nel caso dei Dvd player e recorder, per esempio, per molti modelli sono disponibili varianti che consentono di deregionalizzare il lettore, aggirando la protezione Rpc-2 (Regional playback control) che vincola tutte le unità prodotte dall‘1 gennaio 2000 a 5 modifiche del codice d’area prima di bloccarsi in modo definitivo sull’ultima zona selezionata.
In altri casi, la modifica consente di installare un firmware sviluppato per un modello su un diverso prodotto che ne condivide la meccanica, oppure di estendere il numero dei media utilizzabili copiando le relative informazioni di supporto dal codice di un altro modello. Inutile dire che l’uso di varianti non ufficiali invalida la garanzia del produttore in caso di guasti o malfunzionamenti dell’unità.
Con altrettanta prudenza occorre procedere durante la fase di aggiornamento: un errore durante la procedura oppure l’interruzione accidentale dell’alimentazione elettrica possono compromettere in maniera anche definitiva il funzionamento dell’unità. Nella maggioranza dei casi, comunque, il software di aggiornamento include le istruzioni per la sua corretta esecuzione, spesso assistita da una procedura guidata che semplifica l’operazione anche agli utenti meno esperti.
Dove possibile, si raccomanda di eseguire sempre una copia di backup del firmware in via di sostituzione per essere in grado di effettuarne il ripristino in caso di necessità. La procedura di aggiornamento varia da modello a modello: in alcuni casi deve essere eseguita in modalità Dos, in altri può essere effettuata direttamente in ambiente Windows, dove talvolta è necessario disattivare la modalità di trasferimento Dma prima di procedere. Una volta lanciata l’utilità di scrittura della memoria Flash, l’interazione col sistema dovrebbe essere nulla fino al completamento del processo e al riavvio del Pc. Utilità e strumenti di diagnosi
Direttamente fornite nella confezione dei prodotti oppure scaricabili dalla Rete, numerose utilità consentono di ottimizzare la configurazione delle unità ottiche e di eseguire funzioni di analisi e diagnosi per verificarne caratteristiche avanzate ed efficienza.
Nero Burning Rom, uno dei software di masterizzazione più diffusi e apprezzati per la ricchezza delle funzioni offerte, include, per esempio, Nero Toolkit, una “cassetta degli attrezzi” composta da Nero Cd-Dvd Speed, Nero DriveSpeed e Nero InfoTool, disponibili anche gratuitamente sul sito Web www.cdspeed2000.com.
Questi strumenti - che utilizziamo normalmente nei test di laboratorio - consentono di recuperare tutte le informazioni relative all’hardware e di eseguire test approfonditi delle prestazioni in lettura, estrazione audio e scrittura (reale e simulata) su Cd e Dvd. Alcuni di questi software sono sviluppati espressamente da uno specifico produttore per i propri modelli. A questa categoria appartengono, per esempio, le note utilità PlexTools Professional di Plextor, che offrono un bagaglio impressionante di funzioni e possono sostituirsi, per gli usi più comuni, ai programmi di masterizzazione.




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