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Internet: massima velocità in pochi passi

Scritto da Simone Zanardi

La diffusione della banda larga non ha eliminato il problema dell’ottimizzazione: con qualche accorgimento è possibile migliorare sensibilmente le prestazioni della connessione Internet.
Prima di analizzare quali siano gli strumenti e gli accorgimenti utili a rendere più efficiente una connessione a Internet, è indispensabile una premessa: la struttura stessa della Rete globale la identifica come un network best effort, ovvero un sistema che, per come è stato pensato in origine, non dà alcuna garanzia sui tempi di evasione delle richieste e di conseguenza sulla velocità dei trasferimenti. Non per questo le prestazioni risultano indipendenti dai nodi terminali di connessione, che sono poi i personal computer e i modem degli utenti finali; proprio in quest’ottica abbiamo quindi deciso di fornire una breve panoramica sugli accorgimenti e le impostazioni che permettono di far rendere al meglio la propria connessione a Internet.
Impostare i valori corretti in pochi parametri chiave può significare un incremento sensibile nel throughput effettivo.
In Italia, la quasi totalità dei collegamenti in ambito Soho è rappresentata o da connessioni dial-up che sfruttano i classici modem analogici (in grado ormai di garantire una velocità massima teorica di 57,6 Kbps) o da sistemi Adsl che permettono di raggiungere picchi nominali di oltre 1 Mbps.

Quale che sia il metodo utilizzato nello specifico, esistono dei parametri di rete che possono velocizzare la navigazione attraverso pagine Web o il download di file e contenuti multimediali.

La “velocità” di connessione a Internet è un fattore che spesso viene erroneamente identificato unicamente con la banda passante tra il proprio sistema e il nodo di connessione dell’Internet Service Provider utilizzato; in realtà la banda rappresenta solo uno dei fattori chiave che concorrono a rendere il collegamento performante. Per comprendere al meglio questo concetto è bene chiarire alcuni meccanismi che stanno alla base del protocollo Tcp/Ip. Innanzitutto, il traffico che viaggia sulla Rete è diviso in pacchetti Ip, che possono eventualmente seguire percorsi diversi dalla sorgente alla destinazione, per poi essere ricomposto nel flusso originale una volta giunto alla meta.

Al di sopra del livello Ip, il Trasmission Control Protocol (Tcp) opera un’ulteriore organizzazione in pacchetti: quest’ultimo processo è gestito all’interno del personal computer dal sistema operativo, e in particolar modo dal software di controllo dello stack (pila) Tcp/Ip. Proprio agendo su alcune impostazioni dello stack è possibile variare alcuni meccanismi di trasmissione e di conseguenza migliorare l’efficienza del collegamento.
Internet Rocket include le funzioni di caching per le tabelle di Domain Name System.
È necessario sottolineare come i sistemi operativi Windows immagazzinino i parametri in esame all’interno di apposite chiavi di registro: agire direttamente sul registro di sistema è un’operazione sconsigliata se non a utenti esperti, e di conseguenza analizzeremo di seguito alcuni software gratuiti che permettono di gestire queste problematiche con maggiore sicurezza, consentendo anche l’eventuale ripristino dei valori iniziali nel caso qualche cosa non andasse per il verso giusto.

In ogni caso il consiglio è quello di effettuare dei test di connessione dopo aver apportato le modifiche (vedremo come), ed eventualmente ritornare sui propri passi.

Il primo parametro su cui è possibile agire è la Mtu (Maximum Trasmission Unit), la massima dimensione di un pacchetto Tcp; modificando tale valore si può regolare la frammentazione del traffico, in base al tipo di connessione che si utilizza: se infatti una rete locale veloce può permettersi cellule di dati di dimensioni relativamente considerevoli, dal momento che la banda a disposizione è abbondante e soprattutto costante su tutto il percorso, il traffico viaggiante da un capo all’altro del mondo su di una rete eterogenea e complessa come Internet può essere più facilmente gestito con una granularità maggiore. In altre parole, più le Mtu sono piccole, più agile e flessibile sarà il traffico dati da esse composto. Volendo fornire dei numeri, i valori generalmente consigliati per l’Mtu del protocollo Tcp/ip sono 576 bytes nel caso di connessioni Internet in dial-up analogico e 1.400 bytes se si dispone di un collegamento Adsl. Il valore di default in Windows XP è 1.500 bytes, più adatto alle connessioni di rete locale.

Un secondo parametro che può fortemente influenzare l’efficienza della connessione è la Receive Windows Size, che rappresenta il quantitativo di dati che il terminale riceve prima di inviare un messaggio di conferma al mittente. Il protocollo Tcp/Ip prevede infatti il periodico invio di segnalazioni ACK (Acknowledgement), in mancanza delle quali i dati ricevuti dall’ultimo ACK in poi sono scartati e quindi rispediti di nuovo. Modificare la Rws è un’operazione delicata, dal momento che da un lato alzare il valore permette di ridurre il numero di ACK necessari alla trasmissione e di conseguenze le latenze del sistema, ma dall’altro comporta, in caso di errori, una superiore mole di dati che devono essere rispediti con conseguente calo del throughput netto dal punto di vista dell’applicazione. I valori di default imposti da Microsoft per i sistemi operativi Windows 95, 98 e NT è pari a 8 Kb, mentre sale a 16 per le piattaforme Me, 2000 e XP. Quest’ultimo valore risulta adeguato per connessioni di tipo dial-up, mentre per collegamenti in banda larga può essere vantaggioso alzare il limite a 32 o 64 Kb.

Un’ultimo parametro relativo al protocollo Tcp/Ip che potrebbe caratterizzare in meglio la connessione a Internet è il Time To Live (Ttl), che misura, in hop, la lunghezza massima del sentiero che un pacchetto può percorrere fino a destinazione senza essere scartato dalla Rete. Ogni router che instrada i pacchetti incrementa infatti un contatore presente all’interno dell’header Ip e si preoccupa di non inoltrare quel pacchetto se il valore puntuale raggiunge la soglia del Ttl (anch’esso riportato dall’header). Il valore di default del Ttl è generalmente 32, ma può essere utile sperimentare l’efficienza della propria connessione elevando il limite a 64 o 128 hops.

Un ultimo parametro dello stack Tcp/Ip che può essere modificato è relativo all’unità Quality Of Service Packet Scheduler (utilità di pianificazione pacchetti Qos) integrata nei sistemi operativi Windows 2000 e XP. Essa si occupa di gestire i flussi di traffico della pila protocollare in base alle esigenze delle singole applicazioni che ne fanno uso. D’altro canto la sua attivazione, di default in Windows, comporta un discreto overhead che riduce il throughput effettivo: se non si utilizzano servizi particolarmente sensibili a questo tipo di gestione è quindi possibile disattivare l’unità di pianificazione per guadagnare qualche punto in termini di velocità. Lo Scheduler può essere disattivato direttamente dalla finestra di proprietà della connessione di rete. Al di là delle impostazioni Tcp/Ip, spesso il metodo migliore per rendere più efficiente una connessione a Internet è quello di agire sulle applicazioni che la utilizzano: senza entrare nel dettaglio di software specifici, ci limitiamo qui a segnalare come ad esempio una navigazione più agile tra le pagine Web può essere ottenuta modificando il numero massimo di connessioni che il protocollo Http può gestire tra client e server. Anche in questo caso il valore di default (2 connessioni simultanee) può essere modificato o agendo sul registro di sistema o servendosi dei software di seguito trattati. Il vantaggio nell’aumentare il numero massimo di connessioni, (soprattutto nel caso di collegamenti a banda larga) è che una pagina Web può essere caricata secondo più percorsi paralleli (uno per il codice Html, altri per le immagini), favorendo l’agilità della navigazione. Il valore consigliato per collegamenti Adsl è di 4 connessioni simultanee, ricordando comunque che tale parametro può essere limitato anche dal lato server nel caso di alcuni siti.

Software di ottimizzazione

Esistono centinaia di programmi che permettono di modificare le impostazioni Tcp/Ip senza dover ricorrere all’editing manuale del registro di sistema. Tra i numerosi applicativi disponibili ne abbiamo selezionati tre, tutti gratuiti, che garantiscono una gestione relativamente semplice ma approfondita dei parametri fin qui trattati.

La prima utility è Doctor Tcp, un software sviluppato dai responsabili dello storico sito www.dslreports.com, di cui avremo modo di parlare anche nella sezione dedicata ai test sulla connessione. Il programma, che non richiede alcuna installazione e pesa solamente 55 KByte, permette di selezionare tra l’altro la dimensione della Receive Window, l’Mtu, il Time To Live e l’Ack selettivo (che ottimizza la ritrasmissione di pacchetti errati). Non comprende alcuna funzione di backup, quindi il ritorno ai valori di fabbrica di Windows deve essere portato a termine manualmente.

Più complesso è l’applicativo CableNut (www.cablenut.com), che permette di agire su di una quarantina di parametri dello stack Tcp/Ip. Il software è in grado di eseguire copie di backup del registro per poter ritornare facilmente sui propri passi, ed è fornito con una serie di profili predefiniti per i più diffusi sistemi operativi e connessioni (dalle analogiche a 56 Kbps alle linee digitali dedicate). Si tratta di un software comunque dedicato agli utenti che hanno una certa esperienza dei concetti di trasmissione Tcp, dal momento che il succinto glossario incluso non può certo fornire una conoscenza adeguata dell’effetto delle modifiche messe a disposizione. Concludiamo con l’utility Internet Rocket, sviluppato da RoadSide Software (www.roadside-software.com). Disponibile in una versione gratuita (che però modifica la pagina iniziale di Explorer), presenta funzionalità complete che includono in primo luogo una sezione di modifica dei principali parametri Tcp/Ip (Mtu, finestra di ricezione, Ttl), completa di profili predefiniti per le configurazioni più comuni e di un buon wizard per i principianti. Altrettanto utile è la history, che consente di richiamare dei profili passati fino a raggiungere la situazione ottimale, mentre il test di velocità integrato risulta troppo elementare per fornire un vero riscontro. Interessante infine la funzione di chacing dei Dns, che consente di editare il file HOSTS per conservare gli indirizzi numerici dei siti più visitati.

Verificare online la propria connessione

Il sito di riferimento per le connessioni a banda larga è indubbiamente il già citato Broadband Report (www.dslreports.com): oltre a fornire una vasta sezione di puntuali news sul mercato del broadband e opinioni dei visitatori, il portale include un’ampia sezione di test per verificare l’efficienza della propria connessione Internet, lo stato dei vari Internet Service Provider e le impostazioni dell’interfaccia Tcp/Ip, con i relativi consigli per ottimizzare la connessione. Tutti i test sono eseguiti attraverso applet java e producono grafici comparativi sui parametri caratteristici del collegamento.

Forse meno pratico, ma altrettanto interessante è Internet Traffic Report (www.internetrafficreport.com) che monitora lo stato di salute della Rete a livello mondiale: dopo aver selezionato l’area geografica di interesse, è possibile visualizzare una serie di statistiche sull’efficienza dei router principali, oltre a grafici che riportano i dati di traffico, tempi di risposta e perdita di pacchetti nelle ultime 24 ore.

Restringendo l’attenzione al mercato italiano, da segnalare è sicuramente Punto Adsl (www.puntoadsl.com): il sito è particolarmente completo e include consigli sull’ottimizzazione della connessione, report dai vari provider, un’introduzione alla tecnologia Adsl e una esaustiva collezione di software utili.

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