Trucchi e consigli per la messa a punto del notebook
Con alcuni semplici accorgimenti si può rendere il proprio notebook più veloce ed efficiente, e soprattutto si può aumentare l’autonomia e la vita utile della batteria.Per i computer portatili valgono naturalmente molte delle ottimizzazioni riportate in queste pagine relative ai Pc desktop, specie per quanto riguarda le funzioni più legate al sistema operativo. In più ci sono diversi accorgimenti di cui si può tener conto legati strettamente all’hardware. Innanzitutto il notebook ha una batteria, e si può far in modo di aumentarne l’autonomia e allo stesso tempo la sua durata nel tempo.
Il secondo fattore va tenuto in seria considerazione, specie da parte di chi utilizza spesso il notebook in viaggio e quindi disconnesso dall’alimentazione da rete. Il discorso è valido per qualsiasi batteria utilizzata in dispositivi mobili, dal telefonino al cellulare: la vita utile è limitata nel tempo ed è legata all’utilizzo. Più spesso si alimenta il notebook da batteria, prima sarà necessario sostituirla. Col tempo riuscirà a tenere in vita il portatile per un periodo sempre minore, fino al punto in cui morirà definitivamente. Un professionista che utilizza il notebook tutti i giorni e quasi sempre disconnesso dalla rete elettrica, dopo appena un anno potrebbe trovarsi nelle condizioni di dover acquistare una batteria nuova.
Lunga vita alla batteria
I moderni accumulatori in tecnologia agli Ioni di litio non soffrono dell’effetto memoria tipico delle batterie al Nickel-Cadmio (Ni-Cd) o all’Idruro metallico di Nickel (Ni-Mh). In ogni caso, una batteria ha una vita limitata nel tempo, stabilita in genere in un certo numero di cicli di ricarica. Utilizzare il notebook costantemente collegato alla rete elettrica e quindi tenere la batteria sempre in carica è un atteggiamento che bisognerebbe cercare di evitare. In questo caso si può togliere la batteria e utilizzarla solo quando serve effettivamente, magari facendola scaricare completamente di tanto in tanto e quindi ricaricarla. Tale accorgimento vale ancora se la batteria non è agli Ioni di litio. La regola generale è quella di utilizzare la batteria solo quando serve, e in questo caso meglio farla scaricare del tutto prima di procedere a una ricarica completa.
Sfruttare bene le tecnologie di risparmio energetico
SpeedStep e PowerNow! sono i nomi utilizzati da Intel e AMD per le loro rispettive tecnologie di risparmio energetico. SpeedStep è stata introdotta con il Pentium III Mobile e oggi la sua ultima evoluzione, Enhanced SpeedStep, viene utilizzata nei processori Pentium M dell’architettura Centrino. Anche AMD è sempre stata molto attenta alle problematiche legate al consumo dei processori e la tecnologia PowerNow! ha fatto la sua comparsa nell’Athlon Mobile originario; tecniche analoghe sono presenti anche sui recenti Athlon64 utilizzati sui Pc desktop.
Entrambe le tecnologie si basano sul cambio dinamico di frequenza di clock e tensione di assorbimento del processore: esse variano in funzione del carico di lavoro istantaneo, diminuendo o ritornando ai valori massimi in relazione a ciò che si sta facendo. Se si utilizza un programma di elaborazione testi, dove ci sono lunghe pause e non è richiesta una grande velocità di elaborazione, il processore diminuirà la sua frequenza di clock e assorbirà meno corrente; se si passa a un gioco 3D o alla visione di un Dvd-Video, il processore funzionerà a piena potenza, senza nessuna differenza percepibile dall’utente. È importante però che SpeedStep e PowerNow! siano correttamente abilitate e configurate. Il primo passo è controllare se nel Bios del notebook sia presente una voce relativa a essi. Per accedere al Bios di un notebook solitamente bisogna premere il tasto Canc o F2 al momento del boot. Le impostazioni variano a seconda della marca o del modello del notebook, ma come linea generale bisogna controllare che SpeedStep e PowerNow! siano posti su Enabled oppure su Automatic. III-M, Pentium 4-M e Pentium M. Non è disponibile sui processori da desktop e sui Celeron, neanche su quelli di tipo Celeron Mobile.
Per quanto riguarda la tecnologia SpeedStep in particolare, è necessario controllare che essa sia correttamente riconosciuta e abilitata dal sistema operativo. Windows XP include già i driver, mentre per Windows 2000 o Windows 9x potrebbe essere necessario installare un’applet specifica. Intel non fornisce più tale software, bisogna quindi controllare sul sito del produttore del proprio notebook. In genere, con Windows 2000 dovrebbe essere presente una icona a forma di bandierina nella propria taskbar, vicino all’orologio, che cambia colore a seconda del tipo di alimentazione. La mancanza di tale software non vuol dire comunque che lo SpeedStep non funziona; per assicurarsi di ciò si può scaricare l’utility Intel Processor Frequency ID, disponibile al questa pagina Web.
Tramite essa si può verificare che la tecnologia di risparmio energetico di Intel stia funzionando correttamente. Si può essere molto più precisi utilizzando una utility come Cpu Z, disponibile alla pagina Web www.cpuid.com/cpuz.php. Bisogna lanciare il programma prima e dopo aver staccato il cavo di alimentazione e verificare che la frequenza di clock riportata si sia ridotta.
Con Windows XP si può star sicuri che lo SpeedStep funzioni a dovere. Ma bisogna fare attenzione a una piccola impostazione. Andare nel pannello di controllo di Windows e selezionare l’icona Opzioni risparmio energia. Se come combinazione è selezionata Portatile/Laptop, vuol dire che lo SpeedStep è sempre abilitato e funzionerà in modo automatico, sia con l’alimentazione di rete sia con la batteria. Questa è l’impostazione di default ed è quella consigliata. Selezionando invece la combinazione Sempre attivo, in pratica si disabilitano le tecnologie di risparmio energetico e si fa funzionare il processore sempre a piena potenza. Lo si può verificare sempre attraverso l’utility Cpu Z.
Windows e le opzioni di risparmio energia
Nel pannello delle opzioni per il risparmio energia vi sono inoltre tre impostazioni. Valgono in modo indipendente per l’alimentazione da rete o da batteria e si possono impostare in modo autonomo rispetto al tipo di combinazione prima descritta.
La prima è lo spegnimento automatico dello schermo: il display Lcd del notebook, specie se da 15 pollici, è uno dei componenti che consuma di più, quindi è buona norma impostare un timeout abbastanza breve. Lo standby dei dischi fissi invece va usato con cautela, poiché frequenti accensioni e spegnimenti stressano molto la meccanica e possono accorciarne la vita più che tenerlo sempre acceso. Se si vuole impostare lo spegnimento automatico scegliere un intervallo piuttosto lungo, di almeno 15 minuti. Lo standby completo del notebook si può impostare invece secondo le proprie preferenze. Dopo aver fatto questo, è bene controllare se nel Bios vi siano delle impostazioni analoghe e quindi disabilitarle. Durante una presentazione, per togliere momentaneamente lo spegnimento automatico del display è molto più semplice agire via software che fare un reboot del notebook per accedere al Bios.
Diversi produttori come ad esempio IBM e Toshiba forniscono delle utility per il risparmio energetico molto più sofisticate del pannello di controllo di Windows: raccomandiamo di tenerle sempre in esecuzione e agire direttamente su di esse.
Limitare i consumi
Ci sono diversi accorgimenti che permettono di allungare l’autonomia della batteria. Il primo è non tenere la luminosità del display sempre al massimo, ma ridurla finché è possibile. Il secondo è utilizzare il meno possibile il lettore ottico. Se si vogliono ascoltare dei file Mp3 conviene copiarli sempre sul disco fisso (spazio permettendo); un uso continuo del lettore Cd-Rom è in grado di scaricare completamente la batteria in un tempo insospettabilmente breve.
È buona norma disattivare le periferiche che non si utilizzano al momento. Le schede Pc Card vanno inserite solo quando necessario, mentre le reti Wi-Fi o Bluetooth si possono disattivare via software. Se il notebook non prevede dei pulsanti dedicati, si può agire dal pannello di gestione delle periferiche di Windows. Anche la porta a infrarossi si può disabilitare senza problemi, o almeno disattivare la ricezione automatica dal pannello di controllo di Windows.
I componenti Wireless hanno un discreto consumo elettrico; la loro riattivazione via software è questione di pochi secondi.
Ancora, maggiore è la quantità di Ram installata, minore sarà l’utilizzo della memoria di swap sul disco fisso. Accedere continuamente alla memoria virtuale e quindi al disco fisso vuol dire ridurre l’autonomia della batteria, e di molto. Con un upgrade della Ram del proprio sistema si potrebbe assistere a un notevole aumento della durata della batteria, specie se di solito si utilizzano più programmi aperti contemporaneamente. 512 MByte è un valore caldamente consigliato per un notebook moderno con Windows XP.





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