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Navigare in Internet con l’Umts

Scritto da Giulio Boresa

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Confronto fra le offerte di Vodafone e Tre. Le incognite e le suggestioni di un modo di usare Internet che libera veramente da ogni legame fisico con la Rete
Navigare in Internet a banda larga con il proprio computer portatile, sul taxi, alla stazione, in movimento, senza bisogno di altri terminali collegati: è il servizio offerto dalle schede Umts, che negli ultimi due mesi hanno cominciato a popolare il mercato italiano. Ad aprile è arrivata Fast Mobile Card, dell’operatore Tre; da marzo è in commercio, la Connect Card Umts di Vodafone, la cui copertura Umts proprio in questi giorni sta diventando più consistente.
Entrambe le offerte dichiarano 384 Kbps come velocità massima raggiungibile; si differenziano di molto però nelle tariffe. Costa 350 euro la scheda di Tre; 499 euro, quella di Vodafone. I prezzi, in tutti i casi, sono Iva esclusa.

Tre fa pagare il traffico 1,67 euro al MB, più 0,21 euro di scatto alla risposta. C’è anche un canone mensile, di 5 euro. Sono attivabili le opzioni Power, le stesse disponibili per gli utenti del telefonino Umts di Tre: canoni di 25 e 50 euro al mese includono, rispettivamente, 50 e 150 MB di dati da trasferire. Chi si abbona entro il 31 maggio, avrà, fino al 31 giugno, uno sconto di 25 euro sulle opzioni Power e non dovrà pagare i 5 euro di canone base per la scheda.

Vodafone, invece, preferisce far pagare un più alto canone fisso obbligatorio, di 45 euro mensili, che comprende 30 euro di traffico. Si può scegliere tra una tariffa a volume (0,50 euro al MB) o una a tempo: 1 euro per ogni venti minuti di collegamento in Umts; 0,50 euro, con il Gprs.

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Si ricorre al Gprs nei posti dove manca la copertura Umts, che, nel caso dei servizi di Tre, raggiunge il 62 per cento della popolazione italiana. Vodafone ne copre invece il 30 per cento, ad aprile 2004; ma è partita con un anno di ritardo, rispetto a Tre, a sviluppare la rete. Le due schede sono quindi Umts/Gprs; nei prossimi mesi, inoltre, Vodafone dovrebbe lanciarne una Gprs/Umts/Wi-Fi.

Tirando le somme, l’offerta di Vodafone, rispetto a quella di Tre (senza opzione Power), ha prezzi più bassi per il traffico e può contare su una migliore integrazione tra rete Gprs e Umts: quando si passa da un rete all’altra, non cade la linea. Con la scheda di Tre, invece può accadere: «Il punto è che noi siamo solo operatori Umts e ci appoggiano a Tim per la copertura Gprs, in roaming», spiega Edoardo Verduci, direttore marketing di Tre. I punti di forza della offerta di Tre, rispetto a quella di Vodafone, sono invece i minori costi fissi obbligatori, per l’acquisto della scheda e per i canoni mensili.

Computer portatili e tascabili Almeno per ora, inoltre, Tre può contare anche su una migliore copertura Umts, ma nei prossimi mesi Vodafone potrebbe accorciare le distanze. Non è ancora assodato, infine, quale sia la scheda che garantisce una migliore velocità in Internet: è ancora presto per avere statistiche attendibili. Bisogna per ora accontentarsi della dichiarazione di Verduci, secondo cui «in base a quanto riportano le 70 aziende che hanno testato il nostro servizio, la velocità media raggiunta è di 250 Kbps».

Gli utenti italiani, insomma, da questa primavera possono contare su una nuova modalità di connessione a Internet, veloce e senza fili. E già due offerte tra cui scegliere. Resta però l’incognita di quale sia la più conveniente e quali siano le reali prestazioni ottenibili. Sono le incertezze tipiche che si accompagnano a un nuovo servizio di accesso alla Rete; ma potrebbero contribuire a raffreddare l’interesse delle aziende per il prodotto. Le schede per portatili però rappresentano un mercato piccolo (1 milione di pezzi venduti nel 2003, in Europa), ma in crescita, secondo Abi Research.

«E decollerà grazie alle schede Umts, arrivate di recente. A differenza di quelle Gprs, le cui prestazioni sono troppo limitate, aiutano davvero le aziende a migliorare l’efficienza dei processi produttivi», dice Verduci. «I segni che abbiamo visto in questi giorni sono molto buoni: le aziende ci stanno sommergendo di richieste di acquisto della nostra scheda. Non possiamo però ancora rivelare i primi dati di vendita».

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