Gli spyware, la nuova minaccia di Internet
WASHINGTON (Reuters) - I navigatori di Internet, già esposti alla minaccia dei virus, dei worm e dello spam, si trovano di fronte a un nuovo pericolo: gli “spywares”, cioè programmi-spia che si nascondono nei computer per sorvegliarne tutte le attività.Gli spyware possono causare problemi nell’uso del software, sommergere gli utenti di messaggi pubblicitari, scoprire password, numeri di carta di credito e altri dati riservati.
Questi programmi informatici rappresentano talmente un problema che la Commissione statunitense del Commercio (FTC) ha deciso di riunire oggi un gruppo di parlamentari, esperti e rappresentanti dei consumatori per discuterne.
Il gruppo di lavoro della FTC si occuperà in particolare di sensibilizzare gli utenti web ai pericoli degli spyware, anche perché le conseguenze di questi invasivi programmi sono molto meno visibili di quelle provocate dai virus o dallo spam, il flusso di messaggi elettronici non sollecitati dai destinatari che rappresenta ormai una percentuale altissima del traffico mondiale di email.
“Lo spam è concepito per essere visibile. Uno spyware non vuole essere individuato”, spiega Dave Baker, vice-presidente per i servizi legali dell’Internet provider EarthLink.
La prima tappa consiste dunque nell’individuare il problema.
ADWARE
Certi programmi usano spyware senza pericolo, o utilies. Le applicazioni per la condivisione di file, in grado di analizzare il contenuto dell’hard disk, contengono spesso degli spyware che servono a inviare agli utenti messaggi pubblicitari.
Tali programmi, chiamati “adwares”, non raccolgono informazioni personali, e gli utenti possono disinstallarli facilmente, o almeno così assicurano molti editori di programmi per il “peer-to-peer”.
Altri programmi, invece, sono chiaramente dannosi, come quelli che provocano malfunzionamenti del computer e poi inviano un file che dovrebbe risolvere il problema, o quelli che registrano le operazioni degli utenti, come la serie di tasti digitati, per individuare i numeri di codice del conto bancario, che poi trasmettono ai pirati.
Anche i programmi che deviano il traffico Internet, o che tracciano gli internauti a loro insaputa, o quelli che non possono essere disinstallati facilmente vanno considerati come spyware.
La dimensione del fenomeno sembra vastissima. Secondo un’analisi di EarthLink su 1 milione e 100.000 pc, 300.000 sarebbero stati “contaggiati” da questo genere di programmi.
Alcuni stati Usa hanno cominciato a seguire la questione. L’Utah, per esempio, ha approvato una legge che vieta gli spyware, mentre altre due proposte di normativa sono all’attenzione del Congresso Usa, anche se è difficile che saranno votate nel corso dell’anno.




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