Verificare un aggiornamento del firmware
Nelle pagine della Posta tecnica indicate spesso come soluzione a vari problemi hardware riguardanti i masterizzatori di Cd e Dvd l’aggiornamento del firmware. Vorrei sapere se e come sia possibile verificare che la scrittura della Flash eprom sia andata a buon fine. È sufficiente che l’aggiornamento sia stato portato a termine oppure bisogna controllare nelle Proprietà del masterizzatore di Dvd se sia riportata la nuova versione del firmware? Ci sono altri parametri che si devono verificare? Vi faccio questa domanda perché ho effettuato l’aggiornamento di un masterizzatore Sony DRU-500A senza verificare se fosse installato il driver Intel Ultra Ata Storage e senza disabilitare preventivamente il Dma. Mi sembra comunque che l’operazione sia stata portata a termine senza problemi. Volevo inoltre sapere come verificare se nel sistema sia presente il software Intel Application Accelerator.
Franco Leonarduzzi, via internet
L’aggiornamento del firmware, presentato all’utente come semplice esecuzione di un programma, è in realtà un’operazione complessa che richiede una serie di accorgimenti per garantire la salvaguardia del componente hardware. In particolare, il programma di aggiornamento deve verificare come prima cosa che il firmware sia adeguato alla periferica e solo dopo procedere alla scrittura della Flash eprom, secondo una strategia che lasci il sistema in una condizione consistente anche in caso di interruzione dell’operazione. Per questo, spesso la Flash eprom è divisa in due sezioni di pari dimensioni che sono utilizzate in modo alternato: durante l’aggiornamento, il nuovo codice viene scritto nella sezione inutilizzata e, al completamento dell’operazione, il software provvede a renderla attiva.
L’altra porzione di Flash eprom mantiene la versione precedente del codice, pronta per il ripristino in caso di fallimento dell’inizializzazione della periferica. Inoltre, prima e dopo ogni operazione di scrittura della Flash eprom viene calcolato un codice di controllo chiamato Crc (Cyclic redundancy check, controllo a ridondanza ciclica). Questo valore viene confrontato con quello calcolato dal produttore al momento della distribuzione del firmware. Verificando la conformità di questo valore prima della scrittura è possibile garantire che il codice del firmware non sia stato modificato in seguito a errori di trasmissione o alla deliberata manipolazione da parte di terzi.
Ripetendo nuovamente questa operazione dopo la scrittura si verifica che i dati trasferiti nella Flash eprom siano stati memorizzati correttamente. Tutte queste operazioni sono svolte in modo trasparente non appena l’utente lancia il programma di aggiornamento del firmware. Se l’operazione è portata a termine senza messaggi d’errore, a meno di circostanze molto particolari si ha la certezza che il nuovo firmware è stato trasferito sulla Flash eprom.
Esistono però alcuni casi in cui è opportuno verificare che l’aggiornamento sia stato effettivamente eseguito. Per esempio, se l’operazione di scrittura avviene attraverso un’utilità che deve essere lanciata da Dos è possibile che la finestra venga chiusa automaticamente al termine dell’operazione, non consentendo la lettura di eventuali messaggi. In questo caso, è consigliabile spegnere il computer (il semplice riavvio potrebbe non essere sufficiente per attivare il nuovo firmware), riaccenderlo dopo una decina di secondi e quindi procedere alla verifica. Per le unità Cd/Dvd, si può utilizzare l’utilità Nero Info Tool, disponibile gratuitamente a questo indirizzo.
Se la versione si riferisse ancora al vecchio codice, si dovrebbe ripetere l’operazione dopo aver eventualmente eliminato le cause che hanno portato al fallimento. La presenza dell’Intel Application Accelerator (noto anche come driver Intel Ultra Ata Storage) impedisce in diversi casi l’aggiornamento perché i produttori delle periferiche sviluppano i programmi di scrittura della Flash eprom in modo che si interfaccino direttamente con l’hardware attraverso il driver Ide fornito di serie con Windows.
Il driver Intel Ultra Ata Storage sostituisce il driver Ide standard e il programma di utilità, non trovando i componenti attesi, non è in grado di procedere. Verificare la presenza dell’Intel Application Accelerator è semplice, perché la sua installazione crea il relativo collegamento nella sezione Programmi del menu di Avvio. Con la presenza del driver Intel, le operazioni di aggiornamento del firmware potrebbero interrompersi visualizzando un messaggio d’errore: se il lettore non lo avesse notato, probabilmente nel sistema non era installato oppure l’aggiornamento è stato portato a termine senza problemi.
La richiesta di disabilitare il Dma ha invece motivazioni diverse: la gestione dei protocolli di trasferimento dati con tecnica Dma (Ultra Ata) è notevolmente più complessa rispetto ai protocolli Pio (Programmable input/output) e complicherebbe in maniera sensibile la stesura del programma di aggiornamento sia nella parte all’interno della periferica sia nella parte da eseguire sul computer, senza comportare un reale aumento nella velocità di esecuzione dell’operazione (la quantità di dati da trasferire è limitata). Per questo motivo, è spesso richiesto di impostare la modalità Pio prima di eseguire una operazione di aggiornamento del firmware. In passato, la scelta di disabilitare i protocolli Dma era invece dovuta al fatto che l’alta velocità di trasferimento avrebbe potuto avere un effetto avverso sull’affidabilità dei dati, portando così a scritture errate della Flash eprom. Questo problema non affligge più le periferiche attualmente in commercio.
L’altra porzione di Flash eprom mantiene la versione precedente del codice, pronta per il ripristino in caso di fallimento dell’inizializzazione della periferica. Inoltre, prima e dopo ogni operazione di scrittura della Flash eprom viene calcolato un codice di controllo chiamato Crc (Cyclic redundancy check, controllo a ridondanza ciclica). Questo valore viene confrontato con quello calcolato dal produttore al momento della distribuzione del firmware. Verificando la conformità di questo valore prima della scrittura è possibile garantire che il codice del firmware non sia stato modificato in seguito a errori di trasmissione o alla deliberata manipolazione da parte di terzi.
Ripetendo nuovamente questa operazione dopo la scrittura si verifica che i dati trasferiti nella Flash eprom siano stati memorizzati correttamente. Tutte queste operazioni sono svolte in modo trasparente non appena l’utente lancia il programma di aggiornamento del firmware. Se l’operazione è portata a termine senza messaggi d’errore, a meno di circostanze molto particolari si ha la certezza che il nuovo firmware è stato trasferito sulla Flash eprom.
Esistono però alcuni casi in cui è opportuno verificare che l’aggiornamento sia stato effettivamente eseguito. Per esempio, se l’operazione di scrittura avviene attraverso un’utilità che deve essere lanciata da Dos è possibile che la finestra venga chiusa automaticamente al termine dell’operazione, non consentendo la lettura di eventuali messaggi. In questo caso, è consigliabile spegnere il computer (il semplice riavvio potrebbe non essere sufficiente per attivare il nuovo firmware), riaccenderlo dopo una decina di secondi e quindi procedere alla verifica. Per le unità Cd/Dvd, si può utilizzare l’utilità Nero Info Tool, disponibile gratuitamente a questo indirizzo.
Se la versione si riferisse ancora al vecchio codice, si dovrebbe ripetere l’operazione dopo aver eventualmente eliminato le cause che hanno portato al fallimento. La presenza dell’Intel Application Accelerator (noto anche come driver Intel Ultra Ata Storage) impedisce in diversi casi l’aggiornamento perché i produttori delle periferiche sviluppano i programmi di scrittura della Flash eprom in modo che si interfaccino direttamente con l’hardware attraverso il driver Ide fornito di serie con Windows.
Il driver Intel Ultra Ata Storage sostituisce il driver Ide standard e il programma di utilità, non trovando i componenti attesi, non è in grado di procedere. Verificare la presenza dell’Intel Application Accelerator è semplice, perché la sua installazione crea il relativo collegamento nella sezione Programmi del menu di Avvio. Con la presenza del driver Intel, le operazioni di aggiornamento del firmware potrebbero interrompersi visualizzando un messaggio d’errore: se il lettore non lo avesse notato, probabilmente nel sistema non era installato oppure l’aggiornamento è stato portato a termine senza problemi.
La richiesta di disabilitare il Dma ha invece motivazioni diverse: la gestione dei protocolli di trasferimento dati con tecnica Dma (Ultra Ata) è notevolmente più complessa rispetto ai protocolli Pio (Programmable input/output) e complicherebbe in maniera sensibile la stesura del programma di aggiornamento sia nella parte all’interno della periferica sia nella parte da eseguire sul computer, senza comportare un reale aumento nella velocità di esecuzione dell’operazione (la quantità di dati da trasferire è limitata). Per questo motivo, è spesso richiesto di impostare la modalità Pio prima di eseguire una operazione di aggiornamento del firmware. In passato, la scelta di disabilitare i protocolli Dma era invece dovuta al fatto che l’alta velocità di trasferimento avrebbe potuto avere un effetto avverso sull’affidabilità dei dati, portando così a scritture errate della Flash eprom. Questo problema non affligge più le periferiche attualmente in commercio.




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