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Il Dvd illegale è dannoso. Ma lo sharing…

Scritto da Alessandro Lubello

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Il mercato nero dell’audio/video finisce di nuovo sotto i riflettori e di nuovo nel mirino. Questa volta l’accento si sposta soprattutto sulla cinematografia, che i dati di Fapav vedono in grande sofferenza. Le cause? Il contrabbando. E Internet
Nel 2003 il commercio di materiale audiovisivo duplicato illegalmente ha provocato danni per 4 miliardi e 200 milioni di euro all’industria italiana. La stima è contenuta nei dati forniti da Fapav (Federazione anti pirateria audiovisiva) per uno studio pubblicato in questi giorni dalla Camera di commercio degli Stati Uniti.
La ricerca presenta un bilancio delle 145 operazioni contro il commercio di video pirata condotte dalle forze dell’ordine italiane lo scorso anno. Il materiale sequestrato ammonta a 335 mila e 873 unità, costituite per il 60% (202 mila e 725 pezzi) da Digital versatile disc. Il resto del materiale comprende 98 mila e 999 cassette Vhs, pari al 30% del totale e 32 mila e 934 Vcd (10%).

File sharing: non solo musica
» Tutto sullo scambio on line
I video sottratti ai pirati rappresentano tuttavia solo un decimo del materiale in circolazione sul mercato nero. Secondo le stime di Fapav, infatti, i Dvd pirata commercializzati sono circa 4 milioni e sono capaci di produrre un fatturato annuo da 250 milioni di euro. Un commercio florido che oltre all’industria colpisce anche le casse dello Stato. Nel 2003, sostengono i redattori dello studio, il fisco ha perso circa 1 miliardo e mezzo di euro a causa dell’evasione dell’Iva nel commercio illegale.
Le cifre pubblicate parlano di un panorama che assicura lauti guadagni alle persone dedite alla pirateria, in molti casi legate alla criminalità organizzata. Secondo gli esperti ci si troverebbe però di fronte soltanto a una parte della reale portata del mercato illegale dell’audiovisivo in Italia. Le stime della Fapav, infatti, non tengono conto del materiale che circola attraverso Internet. Lo scambio in Rete di film (e altri materiali) duplicati senza autorizzazione è in continua crescita e presenta dimensioni imparagonabili a quelle della pirateria tradizionale, dal momento che Internet è in grado di veicolare ogni giorno migliaia di opere protette.

Indubbiamente il Web ha aperto un nuovo fronte nella lotta alla pirateria, che fino a non molto tempo fa si era concentrata sul commercio di Compact disc e Dvd. Ne è prova la presentazione del discusso decreto Urbani, provvedimento con il quale il governo ha introdotto multe fino a 1.500 euro per chi scarica film on line e ha imposto ai fornitori di connettività di monitorare le attività dei propri utenti per scovare chi scambia opere protette.

Oggi, presso la Commissione cultura delle Camera dei deputati, comincerà l’esame del decreto per la conversione in legge. Le recenti aperture di esponenti della maggioranza, tra cui la relatrice del provvedimento, la forzista Gabriella Carlucci, lasciano sperare nella cancellazione delle multe per chi scarica film a uso personale e in una revisione degli obblighi imposti ai provider. Ma a questo punto è necessario il varo di uno specifico disegno di legge sul diritto d’autore, come sottolinea Fiorello Cortiana, senatore dei Verdi e presidente dell’Intergruppo bicamerale per l’innovazione tecnologica, “che articoli la materia alla luce di strumenti complessi come Internet”.

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