Microsoft: crisi di mezza età
Microsoft sta attraversando una crisi di mezza età. “Dopo 29 anni di successi”, scrive Business Week, “il gigante del software ricorda una stella dello sport che ha passato il suo momento di massima forma”. I sintomi non sono la pancetta o la calvizie incipiente, ma “una crescita lenta, un’espansione bloccata e una burocrazia preoccupante”. E allora, chiede il settimanale, “è il caso di investire i vostri sudati dollari in una società come questa?La sua crescita negli anni novanta è stata del 36 per cento, ma ora deve accontentarsi di magri risultati a una sola cifra. L’azienda, che è stata a lungo un motore dell’economia statunitense, era nota per l’aggiornamento continuo dei prodotti, ma la prossima grande novità è attesa solo nel 2006. Inoltre Microsoft non è riuscita a conquistare mercati nuovi e promettenti, e il valore delle sue azioni è fermo al livello del 1998“.
Senza contare le minacce esterne, tra cui spiccano il sistema operativo open source Linux e i nuovi concorrenti europei. Business Week analizza i punti forti e i difetti dell’azienda e conclude che, a conti fatti, Microsoft gode ancora di buona salute: “Ma non è più il fenomeno di un tempo, ed è ora che ricominci a proporre qualcosa di nuovo”.




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