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Microsoft: la decisione della Commissione europea minaccia l’innovazione

Scritto da Luigi Gavazzi

Internet in Europa
Un documento di sette pagine accusa la Ue di voler creare una normativa che frenerà le aziende più avanzate
Con un documento di sette pagine diffuse ieri attraverso il proprio sito Internet, Microsoft ritorna sulla decisione della Commissione europea del 24 marzo scorso [news e analisi]. Il testo anticipa di qualche ora il rapporto di 300 pagine della Commissione europea con le motivazioni delle decisioni anti-Microsoft.

Secondo l’azienda di Redmond la Commissione intende creare una “nuova legge” che avrà un impatto negativo sui diritti di proprietà intellettuale e sulla capacità di innovare delle aziende “dominanti” anche in altri settori economici.

Due i punti sottolineati da Microsoft.
Il primo per chiedere quando una azienda in posizione “dominante” ha il dovere legale di condividere la propria tecnologia con i concorrenti in modo che questi possano includerla nei loro prodotti. Qui Microsoft si riferisce alla parte della decisione della Commissione che impone all’azienda di Redmond di comunicare ai concorrenti tutte le informazioni sui protocolli che facilitano l’interazione fra il sistema operativo desktop e i software server e di rete: informazioni che se non condivise collocano i prodotti server di Microsoft in una posizione di vantaggio rispetto a quelli delle altre software house.
La decisione della Commissione, secondo Redmond, va ben oltre i precedenti legali e definisce una ampio e ambiguo dovere delle imprese dominanti di condividere i frutti della ricerca e dello sviluppo con altre aziende che operano nello stesso mercato.

Il secondo punto sottolineato dal documento Microsoft riguarda quando sia illegale per l’azienda dominante includere nuovi componenti o funzioni che in modo dimostrabile migliorino il prodotto finale.
Il verdetto della Ue, secondo Microsoft, attesterebbe che tale integrazione è illegale se un fornitore alternativo dello stesso tipo di componente finisce per subire una perdita di quote di mercato, a meno che non dimostri che tale integrazione sia indispensabile per generare benefici concorrenziali.
In questo caso il riferimento è alla parte della decisone che impone di offrire ai produttori di Pc una versione del sistema operativo Windows senza Windows Media Player.
A questo proposito Microsoft sostiene che: altri concorrenti che offrono prodotti finiti analoghi hanno integrato componenti analoghi; che questo tipo di integrazione determina vantaggi per altre aziende e per i consumatori; che fornitori di componenti alternativi hanno molti modi per distribuire i loro prodotti ai consumatori; e che i fornitori di componenti alternativi stanno già conquistando nuovi utenti nell’ordine di milioni.
Con questa decisione la Commissione, sostiene il documento redatto dai legali e dalle Pr di Bill Gates, apre la porta alle lamentele anche di un unico fornitore di componenti che potrebbe sostenere che l’innovazione deve essere arrestata se la sua posizione di mercato rischi di essere minacciata.

Vista la tendenza della Commissione a definire i mercati di ciascun prodotto in modo piuttosto ristretto, conclude il documento, e a considerare una quota attorno al 30-40 per cento, come dominante, queste decisioni del governo europeo mettono a rischio “gli incentivi economici per una ampia gamma di aziende e settori industriali”.

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